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Firenze. Museo di San Marco, a maggio arriva Tartuferi
Chiara Dino
Corriere Fiorentino 3/3/2020

Dall’Accademia al Beato Angelico: con lo storico dell’arte un nuovo progetto di rilancio

Ormai è questione di settimane: dal Primo maggio la direzione del museo di San Marco passa di mano. Va via Mariella Tamassia — prossima alla pensione — e arriva Angelo Tartuferi. La delibera del ministero con l’atto di nomina non c’è ancora e anche lo storico dell’arte a chi gli ha chiesto se le voci che girano su di lui siano vere, fa spallucce — ma al museo tutti lo danno per certo.

Ieri mattina Tartuferi era proprio lì, tra le celle affrescate dal Beato Angelico, in uno dei più bei musei di Firenze — «il museo più bello del mondo»lo definì addirittura tempo fa il direttore degli Uffizi Eike Schmidt — che soffre di una sotto esposizione contando circa 140/150 mila visitatori l’anno anche se la ricchezza della sua collezione, ne meriterebbe molti di più. Un museo che, tra l’altro ha appena celebrato i 150 anni dalla sua fondazione senza numeri da capogiro, e che per un mese, dal 12 agosto all’11 settembre, lo scorso anno, era passato sotto la giurisdizione degli Uffizi, salvo poi tornare, diretto dall’uscente Tamassia, in capo al Polo presieduto da Stefano Casciu.

Tartuferi, se come sembra dal Primo maggio passerà dalla Galleria dell’Accademia dove per ora è secondo a Cecilie Hollberg a San Marco, si troverà a dover gestire un progetto di rilancio su cui mesi fa parlando con il Corriere Fiorentino , si era soffermato lo stesso Casciu anticipandoci la sua volontà di riallestire la Sala dell’Ospizio (quella che contiene il Giudizio Universale , la Pala di San Marco e i Tabernacoli) per un investimento di 200 mila euro offerti da Friends of Florence.

Il progetto è grosso così come altrettanto importante sarebbe un altro intervento, quello che dovrebbe allungare le ore di apertura — per ora tranne il sabato e qualche domenica lo si può visitare dalle 8 alle 14. Dalla sua Tartuferi avrebbe una grande esperienza e competenza — esce dalla scuola di via della Ninna, come amano definirla qui a Firenze, quella che vedeva all’apice Antonio Paolucci e dove sono cresciuti anche Cristina Acidini e Antonio Natali.

E, cosa da non sottovalutare, arriva da anni di esperienza alla Galleria dell’Accademia con la quale condividerà da giugno in poi — se non ci saranno contrordini — l’arrivo di un nuovo concessionario: quel Coop Culture che prende il posto di Opera Laboratori Fiorentini e a cui toccherà la gestione dei bookshop e l’organizzazione delle mostre. Una condivisione che potrebbe attivare sinergie tra il ben più forte Museo del David e il meno conosciuto scrigno del Beato Angelico. Ovviamente tra i suoi compiti, in accordo con Casciu, ci sarebbe quello di reperire sponsor per rendere tutto questo rilancio percorribile.



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