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Firenze, il caso di Santo Spirito: ma una cancellata è peggio dellinciviltà fino a notte fonda?
Gabriele Toccafondi - Pierpaolo Dettori
Corriere Fiorentino 4/3/2020

Caro direttore,

ho letto il suo editoriale dal titolo Errori e malafede (Corriere Fiorentino del 3 marzo, ndr) e il dibattito in merito a Santo Spirito e alla proposta del priore di arrivare ad installare una cancellata sul sagrato della basilica fiorentina.

Vorrei ricordare che sono anni, forse decenni, che il priore e i responsabili di Santo Spirito segnalano problemi reali e concreti in merito a quanto avviene ogni giorno in piazza, sul sagrato e addirittura a ridosso della chiesa stessa. Vandalismo e inciviltà derivanti dalle scorribande alcoliche, che si traducono di fatto in insicurezza. Un problema che conoscono molto bene anche i residenti, chi lavora e gestisce le attività commerciali e chi frequenta quella piazza.

Inoltre padre Giuseppe Pagano ha contestualizzato la richiesta parlando chiaro: Per noi il sagrato richiama i valori cristiani, per altri evidentemente il diritto alla cagnara e a fare baldoria.

In questi decenni, per risolvere il problema, ribadisco reale e concreto, di Santo Spirito, sono state ipotizzate, annunciate e anche provate tante diverse soluzioni: dalle fioriere agli eventi, dai vigilantes alle pattuglie di vigili, dalle ordinanze ai controlli. Ma purtroppo niente è cambiato. Chi oggi propone la cancellata quindi, non lo fa per unidea estemporanea. Lo fa con cognizione di causa, rispetto ad un percorso decennale e avendo visto che niente è cambiato. Chi invece propone di non consentire linstallazione della protezione lo fa perché sarebbe brutta, perché sarebbe non consona, perché troppo invasiva o perché chiudere è sempre una sconfitta. Sono tutte argomentazioni giuste, ma su un piano filosofico. I fatti di questi decenni ci dicono che occorre guardare la realtà. Parlare di riconquistare gli spazi di Santo Spirito, di riappropriarsi dei luoghi della città, lo fa utilizzando belle parole che però, come dimostrano questi anni, si porta via il tempo, mentre il problema rimane.

La politica ha il dovere di dare risposte a problemi reali. La situazione di degrado (e in alcuni casi di insicurezza) di Santo Spirito, è un problema reale che ha bisogno di una soluzione altrettanto reale e concreta.

Tra una cancellata e lattuale situazione di degrado, occupazione, sporcizia, urla fino a tarda notte, insicurezza, risse, incuria, consumo di alcool e sostanze stupefacenti, io non ho dubbi: preferisco la cancellata.

Gabriele Toccafondi
Deputato Italia Viva

****

Caro direttore,

condividiamo a pieno leditoriale Errori e malafede ispirato agli assurdi atteggiamenti degli amministratori locali e del soprintendente che si sono dichiarati contrari o tuttalpiù perplessi circa la realizzazione delle cancellate a protezione del sagrato di Santo Spirito. Evidentemente preferiscono che questo sagrato continui ad essere utilizzato per mangiare, bere, suonare, cantare, ballare, berciare, farsi di coca, pisciare, vomitare, come appunto elencato nel citato editoriale. Al riguardo alleghiamo la mail che pochi giorni fa abbiamo inviato al soprintendente e che è rimasta ovviamente lettera morta. Il suo editoriale mette anche in evidenza che, per non adottare due pesi e due misure, amministratori e soprintendente stanno pensando addirittura di togliere cancellate già esistenti, a suo tempo realizzate proprio per tutelare dal degrado alcuni siti che meritavano e meriterebbero anche oggi la dovuta tutela dal degrado. Povera Firenze, in che mani sei!

Gentile soprintendente,

sei secoli fa Firenze pensava a realizzare una delle chiese più belle ed importanti di Firenze: la basilica di Santo Spirito. Oggi quelli che dovrebbero essere preposti alla tutela di una simile opera sono semplicemente perplessi sulla opportunità di impedire che il suo sagrato continui ad essere utilizzato senza alcun rispetto per la progettata sacralità del luogo come orinatoio pubblico, sede di bivacchi, ricettacolo di sporcizia, palcoscenico di improvvisati strimpellatori. Quelli invece che dovrebbero tutelare il decoro della loro città ed in particolare delle sue importanti opere darte non sanno cosa fare per impedire simili scempi. Sia gli uni che gli altri sono però daccordo (chi per perplessità personali, chi per incapacità amministrativa) nellimpedire che venga realizzato lunico intervento concreto che è stato proposto per la basilica di Santo Spirito. Pertanto, poiché gli uni e gli altri non hanno alcuna idea migliore da proporre, è mai possibile che il sagrato di una così importante chiesa fiorentina continui ad essere utilizzato come orinatoio, sede di bivacchi, discarica pubblica, palcoscenico di improvvisati strimpellatori? Non ci sarà quindi da meravigliarsi se la soprintendenza darà il suo ok a Palazzo Vecchio per lasfaltatura provvisoria di Borgo Ognissanti, ben sapendo che non ci sarà niente di più definitivo di un simile ulteriore affronto al decoro di una città che dovrebbe essere Patrimonio dellUmanità. Probabilmente lo stesso avverrà per piazza Brunelleschi, piazza Peruzzi, piazza San Lorenzo, piazza Madonna etc. etc.

E la soprintendenza non solo tace senza intervenire di fronte a simili indecorosi comportamenti amministrativi, ma è semplicemente perplessa.

Pierpaolo Dettori
Presidente Comitato Aldobrandini




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