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Venezia rimanda la Biennale Architettura. «Non apriamo con i padiglioni vuoti»
Sara D’Ascenzo
Corriere del Veneto 5/3/2020

Venezia. Dopo il Vinitaly, il coronavirus fa un’altra «vittima» eccellente. La Biennale di Venezia fa slittare la Mostra di Architettura dal 23 maggio al 29 agosto.

Dopo il Vinitaly, il coronavirus fa un’altra «vittima» eccellente. Colpita dall’emergenza, anche la Biennale di Venezia è costretta a rivedere i suoi piani: la Mostra Internazionale d’Architettura 2020 si svolgerà dal 29 agosto al 29 novembre (con preapertura il 27 e 28) e non più dal 23 maggio. Tre mesi in meno per una manifestazione che due anni fa chiuse i battenti a fine novembre dopo sei mesi con oltre 275mila visitatori.

«Le nuove date della Biennale Architettura - ha spiegato la fondazione veneziana - sono state stabilite in conseguenza delle recenti misure precauzionali in materia di mobilità prese dai governi di un numero crescente di Paesi, che avranno effetti a catena sul movimento delle persone e delle opere nelle prossime settimane. Si tratta di un periodo che riguarda il delicato avvio dell’allestimento di una mostra internazionale complessa, che coinvolge architetti e istituzioni di oltre 60 Paesi. Tale situazione mette a rischio la realizzazione della mostra nella sua completezza per la data prefissata di apertura, pregiudicandone la qualità. Inoltre, un rinvio a breve termine potrebbe non avere efficacia, considerati la complessità della macchina organizzativa, il numero, l’importanza dei soggetti coinvolti e la probabile assenza di molti di loro. Non volendo aprire una mostra incompleta, la Biennale, sentito anche il curatore Hashim Sarkis e nel rispetto delle difficoltà dei Paesi partecipanti e degli architetti invitati, ha deciso di posticipare l’inaugurazione. In questo modo, considerando che la settimana successiva, il 2 settembre, è prevista l’apertura della 77esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, con l’avvio quasi contemporaneo di queste due storiche manifestazioni la Biennale potrà offrire a Venezia e al mondo a fine estate un periodo di grande interesse culturale e di richiamo internazionale».

Decisione «necessaria» presa «di fronte all’evidenza che né gli allestitori, né gli architetti e perfino il curatore non sapevano se avrebbero potuto far ritorno ai loro Paesi dopo essere stati in Italia - ha spiegato il presidente della Biennale, Roberto Cicutto, al suo debutto - torniamo alle date storiche: faremo sinergia con il Cinema, tratteremo con più enfasi Teatro e Danza, che si svolgono questa estate. Non avremmo potuto aprire qualche giorno dopo con metà padiglioni: voi tutti avreste titolato che aprivamo a metà per colpa del coronavirus e non sarebbe venuto nessuno. Avremmo perso tanti eventi collaterali e tanti Paesi che vivono l’incertezza di queste ore e non avremmo potuto certo aprire in piena estate. Questo è un problema generale e non credo sia una Mostra di Architettura più corta a pregiudicare la stagione turistica a Venezia». Il sindaco Luigi Brugnaro ha invece annunciato ieri che il Salone nautico di Venezia, in programma dal 3 al 7 giugno all’Arsenale, si farà.

Per Arrigo Cipriani, storico patron del locale Harry’s bar di Venezia, le cose sono decisamente drammatiche: «Non ci sarà la stagione a Venezia quest’anno - dice sconsolato - non verrà nessuno dall’America, dall’Inghilterra e dalla Francia. Hanno ridotto questo Paese a un lazzaretto: ho clienti francesi che al ritorno da Venezia sono stati messi in quarantena... questa è la più grande crisi dal Dopoguerra». François Droulers, presidente della sezione Turismo di Confindustria Venezia, tenta una lettura in controluce: «Ovviamente dispiace vedere una Biennale più corta di tre mesi - spiega - capiamo benissimo il contesto di un evento che richiede un’organizzazione importante. Guardiamo al di là della crisi straordinaria che stiamo vivendo: avremo i meccanismi positivi della Biennale sul finire della stagione. Certo Architettura muove circa il 50% in meno rispetto ad Arte, ma negli ultimi anni aveva cominciato ad affermarsi. Noi del turismo siamo attaccati da tutte le parti. Passerà...». Contraccolpi calcola infine anche Toto Bergamo Rossi, direttore della fondazione Venetian Heritage, che ogni anno organizza un weekend per circa duecento soci della fondazione dando loro la possibilità di vedere in anteprima le mostre della Biennale: «La faremo a fine settembre o a ottobre - spiega - non posso farlo a fine agosto: per gli americani è troppo caldo, non verrebbe nessuno. Se verrà fatto un programma di comunicazione importante le cose potranno comunque non essere perse del tutto. Anche se penso che il grosso sbaglio sia stato a monte, con la comunicazione: ma chi crede che Londra e Parigi non abbiano nemmeno un contagiato? Noi ne abbiamo fatto una tragedia alla De Filippo. Sarebbe stato comunque meglio prolungare l’apertura a dopo Natale, almeno avremmo allungato la stagione».



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