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La discussione sul dopo. Firenze ora punti sull'economia della conoscenza
Marco Del Panta*
Corriere Fiorentino 16/4/2020

* Marco Del Panta, consigliere del Sindaco di Firenze


Caro direttore,in queste tristi giornate ragionare sul futuro di Firenze è una boccata dossigeno. Quando mi è capitato di percorrere (per motivi leciti) il centro completamente vuoto, ascoltando il rumore dei miei passi, mi domandavo come possano alcuni compiacersi della bellezza della città vuota.

È un po come quelli che si mostrano entusiasti quando a gennaio ci sono 18 gradi e si sta fuori in maglietta. Hanno mai sentito parlare dei rischi dei cambiamenti climatici?

Le città devono vivere e dobbiamo porci la domanda di come far rivivere la nostra, dopo questa innaturale serrata. Ci abbiamo messo un paio di settimane a svuotarla di turisti, studenti e ospiti vari. Quanto ci metteremo per rivederli? Uno, due anni? E come rilanciare un tessuto industriale che aveva mostrato sintomi di insperata forza, ma che uscirà da questa crisi in alcuni settori con le ossa rotte?

Durante la campagna elettorale per le elezioni comunali il mio motto era: meno turisti mordi e fuggi in centro e più studenti e ricercatori. Nel mio ruolo di consigliere comunale e di consigliere speciale del sindaco Nardella, ho provato a dare concreta attuazione a questa idea tanto elementare quanto poco perseguita in Italia. Oggi si sarebbe dovuto tenere, alla presenza del ministro dellUniversità e della Ricerca Gaetano Manfredi, il Forum Firenze per leconomia della conoscenza. Lo scopo era di dare impulso alle varie di iniziative di alta formazione presenti in città e di vararne di nuove. In pratica, si tratta di sfruttare lattrattiva della nostra città per far diventare Firenze un posto dove si studia il futuro e si produce conoscenza e ricchezza. Lobiettivo di più lungo periodo deve essere quello di promuovere appunto leconomia della conoscenza, favorendo la transizione verso settori a maggior valore aggiunto, in modo da reggere la concorrenza e creare opportunità di lavoro per i nostri giovani. Purtroppo la crisi del coronavirus ha imposto di rimandare levento e speriamo di poterlo riconvocare per lautunno, perché il disastroso scenario che ci aspetta rende ancor più urgente puntare sulleconomia della conoscenza. Non è materia di diretta competenza del Comune, ma Palazzo Vecchio, insieme alla Regione e col concorso di altri attori pubblici e privati, potrà mettere insieme un pacchetto di incentivi fiscali e urbanistici tali da fare di Firenze una capitale dellalta formazione.

La crisi che stiamo vivendo richiede però azioni rapide e immediate per mettere in salvo leconomia cittadina anche nel breve termine. Nel comparto industriale questa crisi lascerà sul campo morti e feriti. Dobbiamo cercare di ridurne il numero e di sfruttare la situazione per far nascere anche qualcosa di nuovo. In pratica si tratta di fare politica industriale, facendo scelte coraggiose senza cadere nella facile logica dei finanziamenti a pioggia.

Un primo obiettivo, da perseguire sia nel settore produttivo che nel turismo, è quello della legalità, da declinare come equità fiscale (tutti devono pagare le tasse), concorrenza leale fra operatori (level playing field ) e lotta alla criminalità organizzata.

Poi dovremo effettuare delle scelte, individuando i settori prioritari nei quali investire. Ci dovranno guidare le scelte fatte a livello nazionale e di Unione Europea, nonché lesperienza della crisi. Mi pare che da tutti i punti di vista sia emersa lesigenza di potenziare il settore digitale e le Ict (tecnologie dellinformazione e della comunicazione, ndr ). È un settore nel quale lItalia arranca e potremmo sfruttare le iniziative che stanno nascendo in città per fare di Firenze un hub di studio, ricerca e applicazioni pratiche in questo settore.

Altro settore fondamentale è quello ambientale. Insieme al digitale si tratta di una priorità dellUe. In questo settore dovremmo investire non solo in termini accademici, ma anche industriali, di pianificazione urbana, di infrastrutture sostenibili. Per non parlare della questione della gestione dei rifiuti urbani, da affrontare sulla base di criteri scientifici come abbiamo imparato a fare durante questa crisi.

Infine, il turismo. Allinizio mi chiedevo quanto tempo ci metteremo per recuperare i 10 milioni e più di turisti che visitavano ogni anno la nostra città. Sento dire da alcuni che neanche li rivorremmo tutti. Io dico che non dobbiamo puntare solo sul turismo, ma di certo non ne possiamo prescindere. Come ha detto il sindaco Nardella, dobbiamo riportare la residenza dei fiorentini in centro. Ma una città come la nostra non potrà mai rinunciare ad una forte presenza turistica. Dovremo gestirla e indirizzarla meglio, incoraggiando un turismo di qualità, interessato alla nostra storia e cultura, potenziando anche le attività congressuali e fieristiche. Per incoraggiarlo dovremo investire in infrastrutture (aeroporto, centro congressi, trasporto pubblico) curare lambiente e il decoro urbano, promuovere la cultura e sviluppare modelli turistici diffusi nel nord Europa (sport, natura, bicicletta, terme).

Dalle scelte che faremo in questi giorni, dipenderà la qualità e intensità della ripartenza, dopo una crisi epocale che purtroppo tocca in particolare il nostro Paese e ancora più profondamente le città darte a vocazione turistica come Firenze. Insieme ce la faremo.



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