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Parco Alta Val Borbera scommessa sul futuro
Floriana Rullo
Corriere della Sera - Torino 17/4/2020

Marco Guerrini, 34 anni, sindaco di Carrera Ligure, ha chiamato a raccolta
La popolazione dei borghi. L’obiettivo è evitare lo spopolamento: «Senza servizi la gente va in città» E proteggere flora e fauna

Salvaguardare l’habitat naturale in cui vivono le specie protette attraverso la preservazione dell’ambiente e l’economia sostenibile. Ma anche evitare lo spopolamento del territorio, vero tallone d’Achille di numerosi paesi montani del Piemonte. Questo l’obiettivo di Marco Guerrini, giovane sindaco di appena 34 anni di Carrera Ligure, piccolo borgo montano del comune di Alessandria. Così nei mesi scorsi ha dato vita ad un’azione partecipata con gli abitanti del borgo e con l’intera valle riuscendo a creare il Parco Naturale Alta Val Borbera. «Il fine ultimo è quello di evitare il progressivo spopolamento ed abbandono di questi luoghi — spiega il primo cittadino alessandrino —. La nascita di questa area protetta, con l’approvazione della Regione, è una vittoria per un’intera valle che ha scommesso su bellezza e potenzialità del nostro territorio dimostrando un senso di appartenenza capace di generare il cambiamento». Carrega Ligure, in Val Borbera, è uno dei centri simbolo dello spopolamento che in questi anni ha portato le persone verso la Pianura. Un territorio vasto quello del comune al confine con la Liguria che si estende per circa 56 chilometri, conta 15 frazioni e solo 85 abitanti. Con una densità di appena 1,5 abitanti per chilometro quadrato. «Nel dopoguerra eravamo più di 1300 — racconta il sindaco —. Ma in un territorio privo di servizi è difficile vivere. I coetanei dei miei genitori hanno deciso di spostarsi in città. Non sono più tornati. Questo accordo e la gestione da parte delle Aree protette dell’Appennino Piemontese, aiuterà a riportare le nuove generazioni tra le nostre montagne. Stiamo anche puntando a ricevere aiuti dal Psr, il piano di sviluppo rurale, che verrà approvato quest’anno e varrà per i prossimi cinque. L’intento è quello di far aumentare le aree da pascolo per aiutare anche le aziende». Oltre a tutelare il territorio bisognerà pensare poi anche al suo rilancio. «Puntiamo a creare un Parco che si “sporchi le mani” e riesca a diventare simbolo di rinascita — continua il primo cittadino —. Un’unione tra la natura e le attività umane. Quelle stesse che hanno reso possibile la costruzione dei meravigliosi paesaggi culturali e la nostra biodiversità». Numerosi i cambiamenti che verranno fatti nel corso dei prossimi anni. A partire che nell’area non si potrà più cacciare. «Dal punto di vista urbanistico non ci saranno invece modifiche — spiega Guerrini —. Stiamo predisponendo una variante al piano regolatore che recepisca i criteri del futuro piano d’area del Parco. Abbiamo anche iniziato a mettere all’asta alcune proprietà del Comune. Fabbricati che si trovano in borghi popolati solo d’estate o completamente abbandonati». L’area protetta dovrà essere lo strumento con il quale Carrega Ligure cercherà di ottenere anche la defiscalizzazione delle attività economiche sui territori montani. Con un occhio sempre all’habitat faunistico che popola l’Appennino. «Il parco dovrà prendersi cura della fauna selvatica creando dei piani di contenimento in grado di tutelare le specie che ci vivono: il lupo, l’istrice, la salamandrina dagli occhiali, la rana italica la natrisce nastellata, oltre alle piante da frutto e le orchidee autocnone. Siamo un’area di importanza comunitaria. Da qui riparte il futuro del nostro paese».



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