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Il Mart e il caso Depero. Cattani: «Un’occasione per riflettere sulla sua arte»
Silvio Cattani *
Corriere del Trentino 3/5/2020

* Silvio Cattani Vice-Presidente Mart

Il vicepresidente: «Auspico la buona volontà di tutti»

Il Mart nasce nel 1987 concepito come polo culturale più che museo tradizionale con l’intento di costituire anzitutto una sede prestigiosa di conservazione e valorizzazione per le migliaia di opere di Depero e di quelle facenti parte del patrimonio artistico provinciale e comunale di Trento. Un progetto significativo per un nuovo Trentino che vedeva nel Mart la testimonianza di una unitarietà territoriale di intenti, città e valli insieme, per una crescita culturale dell’intera comunità. L’altra missione del Mart, cioè quella degli archivi storici, è stata assolta pienamente e continua nella direzione di acquisire al museo quanto di più significativo di documentale possa esserci per conoscere la storia del’arte del secolo scorso. Il Mart è anche ricco per i depositi di centinaia di opere che collezionisti avveduti hanno messo a disposizione del museo per arricchirne il patrimonio e dotarlo di un deposito straordinario di centinaia di dipinti e sculture di significativo valore non solo storico-artistico. Dovremo adoperarci per potenziare la formula dei depositi come anche quella delle sponsorizzazioni da parte dell’imprenditorialità pubblica e privata.

Circa la mostra: Depero è artista contemporaneo per quanto ha saputo anticipare nelle sue opere, dalla pittura alla pubblicità, dalla scenografia alla quasi «multimedialità» e per quello che ha prodotto incarnando la figura dell’artista di oggi, poliedrico e interattivo.

Ecco perché la mostra di Depero a Rovereto non è un banale momento cerimonioso! Non è un’operazione passatista, ma sarà, dopo anni di quasi silenzio in Trentino sul grande futurista, l’occasione per riportare sulla sua opera la dovuta attenzione. Non solo esposizione ma evento, come suggerisce la direttrice Belli, da cui scoprire aspetti inediti o poco battuti della sua fantastica produzione.

Questa mostra sarà, ne sono convinto, una riscoperta/rivalutazione di cui far partecipi cultori d’arte, il mondo della ricerca e della formazione. E quel turismo culturale portatore di interessi e ricadute per il nostro territorio.Non è un’iniziativa dei «maggiorenti» roveretani, invecchiati all’ombra di Depero, ma un progetto alla cui realizzazione coinvolgere personalità della cultura, dalla filosofia al cinema, dal teatro alla musica affinché l’occasione sia buona per portare a Rovereto un evento non rituale e ciarliero ma di approfondimento su ciò che è stato Depero, artista inventore che non è difficile accostare a Picasso, a Schlemmer, a Balla e a Mirò, a Malevich e a Mondrian a Kandinsky, Brancusi, Leger...

Depero merita una nuova collocazione nella storia dell’arte moderna e Rovereto deve a mio avviso identificarsi e promuoversi come città di Depero. Per produrre questa mostra di Depero contemporaneo (forse già un possibile titolo?), puntando a inaugurarla entro il 2020, il Mart ha al suo interno tanti valenti curatori che sapranno certamente fare del loro meglio, come sempre, per il successo dell’esposizione che potrà svilupparsi su un percorso trentino: dal Mart di Rovereto alle Albere e in val di Non, terra di nascita del Nostro. Come vice-Presidente sarò operativo nel mio solo ruolo istituzionale che mi trova accanto alla consigliera Macii.

Sul futuro del Mart auspico ci sia, al di là di altalenanti talvolta bizzose dichiarazioni e alcune incomprensioni, la buona volontà di tutti i protagonisti chiamati alla sua guida a lavorare con massimo impegno e, aggiungo, con passione. Ciascuno nel proprio ruolo come da statuto e nel rispetto delle rispettive specifiche competenze, al fine di sviluppare una programmazione anche a lungo termine coerente con l’immagine e la credibilità acquisita negli anni dal Mart non dimenticando quanto la Provincia ha investito finanziariamente per la costruzione del museo Botta e ogni anno spende per il suo funzionamento.

Una considerazione finale: le mostre dovranno essere meglio e più diffusamente fatte conoscere. Serve una nuova modalità comunicativa per essere attrattivi :servono idee e progetti ma anche forme e messaggi adeguati ed innovativi per riportare il Mart alla ribalta internazionale.




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