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Riaprono i musei dopo più di due mesi, ma le persone visiteranno sempre gli stessi
Manlio Lilli
The Huffington Post 5/5/2020

“... Herbert Truczinsky prese posto in divisa grigio topo da custode di museo sulla sedia di cuoio accanto alla porta di quella sala che il popolino chiamava “il salottino della pupa” … Fu una buona giornata tranquilla. Nessun visitatore, nessun controllo… Ogni tanto Herbert si appisolava… Col pretesto di far pulizia -la sala attigua presentava davvero un aspetto desolante- togliendo la polvere, spazzando via le ragnatele dai pannelli di quercia delle pareti, trasformando l’ambiente proprio come conveniva al salottino della pupa, ci avvicinammo al ligneo corpo verdognolo illuminato dal sole e proiettante ombre”.

Ne “Il tamburo di latta” Oskar Matzerath rievocando la sua vita, ricorda il periodo nel quale seguiva Herbert. Così Gunter Grass parla di un Museo. Aperto, ma desolatamente vuoto.

Nell’Italia chiusa per la pandemia hanno sbarrato gli ingressi anche Biblioteche, mostre, aree archeologiche e musei. “Per noi l’impatto è decisamente rilevante”, ha spiegato Mattia Agnetti, Segretario Generale della Fondazione Musei Civici di Venezia, che gestisce 11 musei tra cui Palazzo Ducale e Museo Correr. “In circa due mesi di stop abbiamo perso alcuni milioni di visitatori e oltre 10 milioni di euro”, ha raccontato Eike Schmidt, direttore degli Uffizi. Direttori che li guidano e visitatori che ci andavano, uniti. Anche se per motivi differenti, nella disperazione. La chiusura, un autentico disastro.

Ma ora ci siamo. Dal 18 maggio riapriranno, “con precauzione”, ovviamente. Insomma anche la quarantena dei luoghi della cultura è agli sgoccioli. Finalmente i visitatori potranno ritornare dove vogliono. Di certo nei 30 che nel 2019 sono risultati più frequentati. Dal Parco archeologico del Colosseo fino al Museo di Capodimonte.

Ma andranno anche altrove? L’astinenza forzata da luoghi della cultura li spingerà anche dove andavano in pochi? Per esempio all’Area Archeologica di Gabii, dove in mancanza degli elenchi dei “Visitatori di Musei Monumenti e Aree archeologiche statali” relativi al 2019, l’anno precedente sono andati in 485. In un mese 40, poco più di 1 al giorno. Per “uno dei più significativi ed importanti siti archeologici del territorio del Comune di Roma”, come si legge sul portale della Soprintendenza Speciale di Roma. Quasi stessa storia al Museo archeologico Nazionale di Formia, dove gli ingressi sono stati 2860. Cioè 238 al mese, circa 8 al giorno.

Siti sostanzialmente deserti. “Prima” e, c’è da temere, anche “dopo”. Il problema è che quel che è accaduto, e accadrà, a Gabii e a Formia, si è verificato tante volte, da Nord a Sud. Insomma sono tutt’altro che casi isolati. Al Museo Archeologico Nazionale Lametino di Lamezia Terme gli ingressi sono stati 366. Circa 30 al mese e, quindi, uno al giorno. Molti rispetto ai 104 registrati nel Circuito Museale comprendente Museo Archeologico Nazionale Concordiese di Portogruaro, l’Area archeologica di Concordia Sagittaria e il Museo Archeologico di Quarto d’Altino. Centoquattro in un anno! Uno ogni quattro giorni! E’ andata meglio, ma non di molto al Museo archeologico “Giorgio Asproni” di Nuoro. Gli ingressi sono stati 2523. Sette per giorno. Ancora un esempio. Al Circuito Archeologico di Orvieto comprendente Museo Archeologico Nazionale e Necropoli Etrusca “Crocifisso del Tufo” sono andati in 298. Meno di uno al giorno!

In quanti decideranno di andare in questi luoghi e nei molti altri, visitati da pochi intimi nel passato recente? La possibilità di riappropriarsi di città e paesi coinvolgerà anche tutti i musei e le aree archeologiche? Perché questo dovrebbe verificarsi se davvero abbiamo capito la “lezione”.

Inutile tornare al Colosseo e a Pompei, agli Uffizi e a alle Gallerie dell’Accademia di Venezia se non sentiremo la necessità di andare dove non siamo mai andati. A Gabii, per esempio. Oppure a Portogruaro e a Orvieto. Insomma in tutti quei Musei, Monumenti e aree archeologiche che finora hanno raccontato le loro storie solo a pochi.

Peccato che non accadrà. Finito il pericolo della pandemia, si tornerà a essere come prima. Un gregge. Che non va dove nessuno va. In ordine sparso dietro agli altri.

https://www.huffingtonpost.it/entry/riaprono-i-musei-dopo-piu-di-due-mesi-ma-le-persone-visiteranno-sempre-gli-stessi_it_5eb11162c5b60a92778158bc


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