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Specola, ritrovati vasi e orci del XIV secolo
Ivana Zulini
Corriere Fiorentino 20/5/2020

Di fattura imprunetina sono emersi durante i lavori di riqualificazione del museo

Gli imprevisti, durante le ristrutturazioni di palazzi antichi, sono all’ordine del giorno. Ma mai gli addetti ai lavori per la riqualificazione del Museo della Specola avrebbero immaginato di trovarne uno così: venti vasi e orci di terracotta, databili a partire dal XIV secolo, ritrovati in un’intercapedine del pavimento.

La scoperta è stata fatta dagli operai tornati nel cantiere di via Romana dopo lo stop per l’emergenza Coronavirus: durante i lavori propedeutici al consolidamento delle volte del cortile di Palazzo Bini Torrigiani, patrimonio dell’Università di Firenze, sotto il pavimento di una stanza, tra il piano di calpestio e la superficie esterna della volta sottostante, hanno ritrovato i vasi: probabilmente servirono, secondo una tecnica costruttiva largamente impiegata in passato, per alleggerire la struttura, durante gli interventi di ristrutturazione promossi nel XVIII secolo, quando il granduca Pietro Leopoldo di Lorena decise di adibire il palazzo Bini Torrigiani a Gabinetto di Fisica e Storia Naturale.

«Quel palazzo riserva sempre sorprese» commenta il Presidente del Sistema Museale di Ateneo, Marco Benvenuti, che ha fatto un sopralluogo con il Soprintendente per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Andrea Pessina. Sono vasi di grosse dimensioni, fra cui una conca per agrumi, e numerosi orci, per lo più a beccaccia (che prendono il nome dalla forma del versatoio, simile a quella del becco di un uccello), alcuni hanno impresso il marchio di tre gigli fiorentini, i più antichi sono trecenteschi. Provengono da manifatture imprunetine e sono quasi tutti integri, sebbene alcuni riportino cretti e fenditure, presenti forse fin dal momento della produzione oppure causati dall’uso prolungato. A una prima valutazione risulterebbero materiali di riuso provenienti forse dalle botteghe della zona di via Romana o dalle cantine del palazzo. Il recupero degli oggetti, alcuni dei quali posizionati in senso verticale e altri in senso orizzontale in punti diversi del solaio, a seconda della curvatura della volta, è stato effettuato dagli operai della ditta Romeo Puri Impianti che esegue il restauro per l’Università di Firenze.

«Li abbiamo messia al sicuro per evitare danneggiamenti e li studieremo. L’idea è di esporli, e non solo in modo temporaneo, nel museo, quando verrà riaperto: stiamo ripensando il percorso museale e prevediamo una sezione che prima non c’era sulla storia del palazzo, potremmo metterli in mostra lì» spiega Benvenuti. Il cantiere della Specola è stato fermo due mesi, ora è ripreso. «Speriamo nel 2021 di riaprirlo, ma non sappiamo quando».



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