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Venezia. Cacciari: «Si apra il Padiglione Venezia». Ava: una batosta
Camilla Gargioni
Corriere del Veneto 19/5/2020

«È un segnale grave. Mi rendo perfettamente conto che non sia responsabilità della Biennale in primis, ma di una scriteriata propaganda che dipinge l’Italia come lazzaretto del mondo: immagine tutta luttuosa e negativa». Massimo Cacciari, filosofo ed ex-sindaco di Venezia, assolve la Biennale dalla scelta di far slittare al 2021 la Mostra Internazionale d’Architettura (22 maggio – 21 novembre), ma la esorta a dar vita a un programma alternativo che sia attrattivo (e veneziano). «Bisogna cercare di non perdere nessuna occasione, serve un segnale – sottolinea Cacciari – Non basterà tenere aperti i giardini e organizzare un ciclo di conferenze». Il filosofo propone innanzitutto di aprire il Padiglione Venezia con la collaborazione del Comune, con al centro un’esposizione sul vetro o l’artigianato della città, come già successo in passato. Poi il padiglione del libro, con un focus magari sui libri d’architettura antichi e, infine, una retrospettiva sulle Biennali di Architettura degli anni passati. «I materiali ci sono, i responsabili devono mettersi attorno a un tavolo per fare il possibile e l’impossibile seriamente, senza arrendersi e capire cosa si possa realizzare – conclude Cacciari – Poi, il pubblico sarà quello che sarà. Nessuno può fare miracoli».

Non ha mezzi termini Claudio Scarpa, presidente dell’Associazione Veneziana Albergatori: «È una bastonata. Era uno dei motivi che aveva spinto alcuni alberghi a decidere di aprire, certo non avrebbe risolto la stagione ma con la Biennale ci sarebbe stato più coraggio. Ora, probabilmente, ci saranno alberghi che non apriranno». Ultimo baluardo è la Mostra del Cinema, ancora in programma (2-12 settembre 2020), per evitare danni già incalcolabili. «La Biennale architettura è meravigliosa, ma è più “debole” in termini d’attrazione turistica – aggiunge Scarpa – Portarla al 2021 è una doppia debolezza, perché dovremo aspettare il 2022 per la Biennale d’arte». «È un annus horribilis – aggiunge rassegnato François Droulers, presidente della sezione turismo Confindustria Venezia – La Biennale ricorda a tutto il mondo dell’esistenza di Venezia, ma se a mancare sono la sicurezza e la mobilità delle persone, è inutile promuovere grandi eventi». Anche per Droulers, un’importante opportunità potrebbe essere la Mostra del Cinema. «Con il Festival di Cannes cancellato, la Mostra di Venezia potrebbe godere di una visibilità molto importante – conclude – È un danno incalcolabile, la situazione è gravissima a livello economico tra commercio e turismo. I numeri li vedremo a fine anno, ma bisogna guardare al 2021 sperando in una semi normalità e auspicare al ritorno alla normalità nel 2022».

Mentre la Mostra del Cinema rimane un baluardo per molti, non lo è per gli artigiani che contavano su eventi come la Biennale architettura e Homo Faber alla Cini per portare in città turisti di qualità. «Si rimanda al 2021 con amarezza – dice Gianni De Checchi, segretario di Confartigianato Venezia –. Perdiamo una chance verso la Venezia del futuro».



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