LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Boboli, il potere e l'incantamento
Chiara Dino
Corriere Fiorentino 19/5/2020

Alla riscoperta dei luoghi d’arte pronti a riaprire dopo un lungo periodo di stop insieme a Cristina Acidini. La prima tappa è il Giardino di Boboli, il «parco urbano» della città, che si potrà visitare dal 22 maggio.

«A Boboli è presente la più completa narrazione politica e artista della città».

Il suo sguardo gira a 360 gradi quando varca l’ingresso del Giardino di Boboli. E il marchio di fabbrica di quello sguardo lo si riconosce all’istante perché si sofferma emozionato ogni qual volta incontra qualche esemplare dell’immenso patrimonio scultoreo che qui si custodisce da secoli.

Cristina Acidini ci accompagnerà nella lenta riappropriazione dei luoghi dell’arte della città di Firenze, condividendo con noi l’emozione che le suscita la riscoperta «con occhi nuovi» di «siti noti». La prima tappa non poteva che portarci nel «parco urbano» di Firenze, il primo a riaprire, il 22 maggio, dopo la lunga chiusura per l’emergenza Covid-19. «A saperlo ascoltare e guardare è il luogo dove è presente la più completa narrazione della storia artistica e politica di Firenze, tra i Medici e i Lorena. Noi lo pensiamo come statico e musealizzato. E invece le dinastie governanti hanno voluto lasciare qui la propria firma. È un giardino con una doppia anima, quella più rinascimentale collegata a Palazzo Pitti e protesa verso Forte Belvedere con il grande Anfiteatro in centro. E quell’altra, che dall’Anfiteatro si volge in direzione Porta Romana, più barocca». L’incantamento lo si prova ovunque si decida di volgersi e avere una mappa – su Internet se ne trovano tante - ci verrà d’aiuto.

Camminando con le spalle a Palazzo Pitti ci viene incontro l’itinerario più spettacolare. In linea retta ci imbattiamo innanzi tutto «nell’Anfiteatro costruito dopo l’acquisto del palazzo e della collina da parte di Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de’ Medici. Poi arriva la Fontana del Forcone o del Nettuno e poi la statua dell’Abbondanza per cui Giambologna si ispirò alla moglie di Francesco I, Giovanna d’Austria». A ogni tappa il suo racconto:«L’Anfiteatro — ci suggerisce la storica dell’arte — va pensato nella sua evoluzione dettata dal cambiare del governante al potere e soprattutto nella sua funzione. I mutamenti sono stati costanti: l’obelisco che oggi sta al centro è giunto a Boboli, per volere del Granduca Pietro Leopoldo, da Villa Medici a Roma. Lo fece arrivare via mare, da Ostia a Livorno, in un viaggio durato 50 anni perché ostacolato anche dalla presenza del dominio napoleonico in Toscana. La Fontana dell’Oceano che anticamente si trovava qui, invece ebbe sorte opposta e nel XVII secolo, fu spostata verso la Vasca dell’Isolotto . Ma se queste sono considerazioni storico-artistiche è la ragione stessa della sua presenza che va evocata per coglierne appieno il senso. L’Anfiteatro — prosegue— era un luogo animato e festoso che doveva accogliere raduni, ricevimenti, spettacoli».

Salendo più su La fontana del Nettuno lascia al posto alla statua dell’ Abbondanza . E anche questa ha una sua storia che merita una piccola digressione. Cristina Acidini la chiama la «statua riciclata, perché in origine doveva stare in cima a una colonna in piazza San Marco, mai arrivata a destinazione e rimasta nel cortile dell’Accademia di Belle Arti dove riposa ancora sdraiata». E aggiunge: «Ovunque vi volgiate scoprirete che qui non c’è nulla di cristallizzato: le statue che Francesco I aveva portato nell’amata Villa di Pratolino, per esempio, alla sua morte, furono spostate a Boboli dal fratello Ferdinando. Ora sono nel Museo del Bargello».

Altro itinerario, altre suggestioni: stavolta con la nostra guida andiamo alla ricerca di emozioni più segrete, di anfratti a uso e consumo di pochi, della famiglia stretta e dei più intimi amici della cerchia granducale. «Sulla sinistra, rispetto all’ingresso da Palazzo Pitti, ci avviciniamo alle grotte: la prima, subito dopo il piazzale di Bacco, è quella del Buontalenti, voluta da Francesco I, un capolavoro dotato di tre camere: la prima, quella più grande, abitata dal suo popolo rustico di agricoltori e pastori e abbellita dalle pitture del Poccetti alle pareti e da giochi d’acqua. La seconda, un poco più piccola, dove è evocata la storia di Elena e della guerra di Troia. E la terza con la splendida Venere del Giambologna insidiata da un gruppo di satiri». Restando da questo lato del parco, ma avanzando un po’, come per andare verso Forte Belvedere, la Grotta di Madama merita una sosta. «È la più antica ed è un gioiello dell’arte — osserva Acidini — e anche la sua decorazione ci parla della storia di Firenze». Un occhio vergine la guarda e riconosce la ridondanza delle decorazioni che evocano le concrezioni legate ai giochi d’acqua — stalattiti e stalagmiti — e le capre». Un occhio allenato vede qualcosa in più: «Zeus, ancora in fasce, era stato allattato dalla capra Amaltea a cui lo aveva consegnato la madre, Rea, per salvarlo dal padre, Crono, che intendeva divorarlo. Questa storia voleva evocare il destino analogo occorso a Cosimo I de’ Medici che, morto il padre Giovanni delle Bande Nere, prima di assumere il potere della città diventando Duca di Firenze, fu allevato appartato e tranquillo nella Villa di Castello. Il piccolo Cosimo, insomma assimilato al piccolo Zeus». Il nostro giro prosegue, avendo buon fiato e una bottiglia d’acqua, verso il lato opposto, in direzione Porta Romana. «Anche qui siamo nel luogo della socialità e delle feste: la vasca dell’Isola con la Fontana dell’Oceano al centro, le sue statue e le sue conche di agrumi fioriti, è sempre stata un luogo di ristoro amato dai granduchi e dai fiorentini». Ma chi entrerà a Boboli, conclude la nostra guida, «non sottovaluti le tante specie botaniche che costellano il giardino. Boboli infine ospita numerosi animali che qui vivono in una sorta di Eden, a cominciare dalla colonia felina».



news

20-02-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 20 febbraio 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news