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Mart. Sgarbi: «Ecco Caravaggio »
Chiara Marsilli
Corriere del Trentino 26/5/2020

Dal Seicento a Picasso fino a Pasolini: le mostre fino al 2022

L’ «era Sgarbi» al Mart prende finalmente il via: il critico d’arte ha annunciato ieri un fittissimo programma di mostre, focus ed eventi collaterali per il prossimo triennio. Non mancando, come d’abitudine, di lanciare alcuni strali contro temi di interesse locale e nazionale. «È nel mio diritto, come uomo libero e come parlamentare, esprimere il mio parere», ha commentato, scagliandosi prima contro Silvia Romano, della quale ha ribadito «il rischio islamico della nuova fede», poi contro il coronavirus e l’uso delle mascherine - «non esiste alcuna peste e le mascherine fanno solo male» -, infine contro l’opposizione provinciale nelle persone dei consiglieri Paolo Ghezzi e Alex Marini: «Hanno più volte chiesto le mie dimissioni da presidente del Mart per vicende esterne al museo, invitandomi all’etica e alla sobrietà. Ma nel mio operato mi ispiro a Depero, a Marinetti e al futurismo. Loro sono invece solo dei bigotti. Inoltre non voglio lezioni di morale da parte di chi occupa un alloggio Itea riservato a persone con reddito inferiore ai 24mila euro - ha accusato Sgarbi riferendosi in particolare al consigliere 5 Stelle -. Sono un parafulmine per un’opposizione che non sa trovare altre scuse per attaccare la Lega che governa in Trentino».

Critica anche la posizione nei confronti del presidente Maurizio Fugatti e dell’assessore alla Cultura Mirko Bisesti: «In tutte le polemiche non mi hanno mai difeso, perché sono indifendibile o perché mi difendo da solo? Prima o poi faremo una conferenza anche con loro e spero vorranno condividere il programma delle mostre approvato dal consiglio d’amministrazione». Forte anche il j’accuse contro le polemiche che hanno riguardato l’abbandono di Gianfranco Maraniello dal ruolo di direttore, la conseguente «promozione» del direttore amministrativo Diego Ferretti e le proteste dei lavoratori precari del museo. «Ogni polemica deve investire Maraniello e l’ex presiedente Ilaria Vescovi. Maraniello ha scelto in maniera libera di lasciare l’incarico di direttore che scadeva a maggio, e io ho solo suggerito la nomina di Ferretti. Per quanto riguarda i rapporti con i lavoratori è responsabilità della precedente presidenza. Il mio lavoro potrà essere giudicato a partire dal 1 giugno», ha ribadito Sgarbi.

Proprio il giorno successivo, il 2 giugno, il Mart riaprirà finalmente le porte continuando con le due mostre interrotte dall’emergenza - la prima sul fotografo Italo Zannier e la seconda sui cineasti Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi - che verranno prorogate fino al 23 agosto.

Dal 26 giugno sarà il turno di due focus tematici, uno dedicato al pittore Ardengo Soffici di cui Sgarbi si pregia di aver scoperto un dipinto a Roncegno Terme, e uno al rapporto tra fotografia e pittura ispirato al lavoro dell’artista brasiliano Vik Muniz, a cui seguiranno molti altri progetti site-specific realizzati in collaborazione con altre eccellenze del territorio quali Arte Sella e seguiti dai curatori del Mart stesso.

Il triennio 2020-2022 verrà segnato da altrettante grandi mostre dedicate al tema del dialogo tra antico e contemporaneo. Il primo atto, che dovrebbe essere inaugurato tra settembre e ottobre 2020, sarà la mostra dedicata a Caravaggio e Burri, con incursioni dell’opera di Cagnaccio di San Pietro e Pasolini. In risposta al sindaco di Siracusa Francesco Italia, che si è recentemente opposto al prestito dell’opera cardine dell’esposizione stessa, il Seppellimento di Santa Lucia , a causa del suo valore in termini di attrazione turistica, Sgarbi ha tagliato corto: «In settembre la stagione è finita».

Nel 2021 spazio al secondo atto con Picasso, De Chirico e Dalì in dialogo con Raffaello, mentre nel 2022 si dovrebbe assistere al confronto tra l’opera di Canova e quella del fotografo statunitense Robert Mapplethorpe. Fitta anche la programmazione annunciata per le tre sedi distaccate di Casa Depero, Galleria Civica e del Palazzo delle Albere. A Casa Depero sarà ambientata una serie di monografiche dedicate alle «case d’artista contemporanee», da Renato Zero a David Bowie. Bansky, Klimt e Steve Mc Curry saranno alcuni dei nomi che dovrebbero andare ad abitare il Palazzo delle Albere tra il 2020 e il 2021, e nel 2022 dovrebbe arrivare una monografica interamente dedicata a Pasolini nell’anno del centenario della nascita. La Galleria Civica dovrebbe essere confermata come sede del contemporaneo locale, con un progetto dedicato al ciclo dei mesi di Torre Aquila.



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