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La carica dei (primi) 104. Così Pompei è «rinata». Ercolano riparte martedì
Gimmo Cuomo
Corriere del Mezzogiorno - Campania 27/5/2020

POMPEI. Un centinaio di fortunati (per la precisione 104), cronisti a parte, hanno assistito all’ennesima rinascita di Pompei. In una splendida giornata di sole che ha accentuato l’armonico contrasto tra le antiche rovine, la vegetazione dei giardini rimessi a nuovo e il cielo terso, la città antica è uscita ancora una volta dall’oblio. In realtà all’interno del sito archeologico i lavori di manutenzione non si sono mai fermati proprio per consentire la ripresa delle visite non appena i dati sull’andamento del contagio avessero consentito visite in sicurezza. E tra i primi fortunati visitatori anche un attempato signore americano, rimasto bloccato in Italia al momento della chiusura delle frontiere. «Avevo in programma di visitare Pompei — spiega — ma non era stato possibile. Così, prima di rientrare negli Stati Uniti, ho approfittato della prima occasione utile».

Prenotazioni online obbligatorie, ingressi drasticamente contingentati (40 accessi consentiti ogni quarto d’ora dalle 9 alle 17,30), fruizione delle sole aree aperte e dei giardini delle domus più grandi. Questo almeno fino al 9 giugno, quando le maglie saranno allargate. Ma Pompei resta sempre Pompei. E il suo fascino e le suggestioni che sa regalare non sono state minimamente offuscate dalle restrizioni. Anzi, il silenzio, l’assenza di confusione, si è già detto della luce e del caldo primaverile, hanno creato nel sito un’atmosfera che il direttore del Parco archeologico Massimo Osanna ha definito «metafisica». L’archeologo è consapevole che quest’anno, sarà impossibile ripetere i numeri record del 2019. «Non riavremo gli oltre 4 milioni di visitatori che abbiamo registrato l’anno scorso. Speriamo di arrivare a 2. Ma ci riterremo soddisfatti anche con un milione e mezzo di ingressi».

La fase uno che durerà due settimane sarà considerato un periodo di prova, di rodaggio. Ma il punto della situazione si potrà fare anche fra una settimana quando scatterà, come tutto lascia pensare, la mobilità interregionale.

Nonostante le limitazioni il menu “degustazione” al prezzo promozionale di 5 euro è davvero invitante. Dopo la rilevazione della temperatura all’ingresso, i turisti potranno visitare il grande anfiteatro, la vicina Palestra grande, i praedia di Giulia Felice, ricchissimi di vegetazione, spingersi verso il quartiere dei teatri e il foro triangolare, il più antico della città. E poi ancora, visitare lo spazio esterno delle Terme Stabiane (vale la pena di ricordare che quelle omonime, moderne, di Castellammare, sono da anni chiuse, schiacciate da decenni di gestioni dissennate), ammirare la casa di Leda e il cigno, la domus degli Amorini Dorati e le terme centrali. Il culmine della visita sarà il Foro, il centro pulsante della città antica. Poi si potrà uscire da piazza Esedra o da Porta Marina. Un bonus per i primi visitatori: l’accesso ai giardini della casa di Cornelio Rufo che è stata sottoposta a un lungo restauro e che quindi non era visitabile.

Alla sobria cerimonia che ha sottolineato al ripartenza hanno partecipato oltre ad Osanna, il resp0nsabile del Grande Progetto Pompei, Il generale Mauro Cipolletta,il commissario prefettizio Santi Giuffrè e l’arcivescovo Tommaso Caputo.

Il direttore generale è tornato anche sulle nuove scoperte effettuate nel sito di Civita Giuliana, circa 700 metri a Nord Ovest del Parco. «Due anni fa — ricorda — abbiamo scoperto la stalla con i cavalli. Adesso stiamo scavando la parte nobile di una villa con pitture e mosaici, un criptoportico di 60 metri. Ma soprattutto abbiamo riportato alla luce un’iscrizione con il nome di una bambina, Mummia. Un nome derivato da quello della famiglia che dovrebbe essere quella dei Mimmi, una famiglia romana importantissima che non era attestata a Pompei».



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