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Il caso di piazza dei miracoli. Pisa, bancarelle in centro. Ma non sotto la Torre
Luca Lunedì
Corriere Fiorentino 28/5/2020

Pisa. Le bancarelle non torneranno sotto la Torre di Pisa, l’accordo è di metterle in centro.

Pisa. Una collocazione diffusa lungo tutto l’asse turistico della città. È questa la soluzione tampone individuata dal sindaco di Pisa, Michele Conti, per rispondere al grido d’aiuto giunto dalle 44 bancarelle di piazza Manin. Una questione, quella dei bancarellai del Duomo, che sembrava sopita dopo l’ok dell’amministrazione allo spostamento nell’Umi-1, la porzione di spazio all’interno dell’ospedale Santa Chiara entrato in dismissione. Poi il Covid ha fatto saltare tutti i piani: chiuse le bancarelle, all’interno del vecchio ospedale viene attivato un reparto di terapia intensiva e il blocco dell’aeroporto desertifica piazza dei Miracoli, chiudendo il rubinetto a qualsivoglia entrata per chi vende souvenir della torre.

Ecco allora, pochi giorni fa, il nuovo attacco dei bancarellai con la richiesta di tornare in piazza, togliendo la polvere al progetto che li vedeva di nuovo dove per anni sono stati. Di contro associazioni di architetti e comitati che alzavano barricate contro il ritorno nella piazza più famosa e ambita della città. «Quello che dobbiamo riportare in Piazza dei Miracoli è il flusso quotidiano dei turisti — ha spiegato il sindaco — per le bancarelle si può ragionare sull’ipotesi dello spostamento in altri luoghi della città: alcune nel parcheggio di via Pietrasantina dove arrivano i bus, altre vicino al Museo delle Navi passando da Piazza Manin e via Santa Maria. È certo che vada superato l’assembramento attuale, trovando una soluzione praticabile senza tralasciare l’ipotesi a lungo termine della collocazione nell’area del Santa Chiara. Su questa base — ha detto Conti — continueremo a confrontarci con le associazioni di categoria nell’interesse collettivo e di rilancio della nostra città, che dovrà tornare a essere attrattiva per il turismo nazionale e internazionale dopo questo stop forzato dovuto all’emergenza sanitaria».

Un sasso nello stagno le cui onde investono in maniera diretta proprio le due associazioni di categoria di commercianti ed esercenti. «È una soluzione che abbiamo sollecitato anche in tempi antecedenti al Covid — spiega il direttore di Confcommercio Pisa, Federico Pieragnoli — la situazione di piazza Manin va sistemata una volta per tutte perché non è pensabile lavorare in quelle condizioni in tempi normali, figuriamoci adesso. Accogliamo positivamente la proposta del sindaco, si può pensare anche a una rivisitazione delle bancarelle rendendole mobili, migliorandone la qualità».

L’idea corrente sarebbe quindi quella di spacchettare le attività posizionandone alcuni piccoli gruppi nelle zone limitrofe o in quei luoghi dove è ipotizzabile tornino prima i turisti: «Si può pensare — continua Pieragnoli — cinque punti da dieci bancarelle: via Santa Maria per esempio o dove ci sono flussi importanti». Ma i bancarellai cosa ne pensano? «Pensano che la situazione è talmente grave che va bene anche questo — conclude il direttore di Confcommercio — bisogna capire che per tornare ad avere una situazione turistica decente bisognerà aspettare almeno settembre, per questo è importante che l’incontro con l’amministrazione avvenga a breve, non aspettiamo troppo tempo».

Il prossimo sabato, 30 maggio, riaprirà alle visite la Torre pendente anche se difficilmente ci sarà una ressa di turisti pronti a salire, ma il rischio di perdere la stagione estiva è concreto. Come è concreta la preoccupazione che le bancarelle possano entrare in conflitto con gli esercenti dei negozi fisici. «Cercheremo di capire in che zone verranno messe — spiega Luigi Micheletti, presidente di Confesercenti Pisa — siamo aperti alla valutazione di ogni soluzione ma dobbiamo capire prima di cosa parliamo. Verranno discusse tutte le ipotesi per non danneggiare anche le altre attività commerciali, probabilmente si discuterà anche la forma della bancarella stessa, aspettiamo di essere convocati quanto prima dal sindaco, senza i dettagli è difficile esprimere un’idea precisa».



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