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Biblioteche, palestre, giardini: caccia agli spazi per nuove aule
Ivana Zuliani
Corriere Fiorentino 30/5/2020

Un metro la distanza di sicurezza tra i banchi. L’assessore: qui il 75% degli istituti è adeguato

Presidi e tecnici, metro alla mano, misurano aula per aula, quanti alunni potranno stare in ogni stanza da settembre. Giovedì il Comitato Tecnico Scientifico istituito dal governo per l’emergenza Covid-19 ha dato le indicazioni per la ripresa delle lezioni a settembre: studenti e docenti dovranno stare a un metro di distanza: misura che fa a pugni con le aule anguste e gli spazi inadeguati di molti edifici scolastici.

«Il distanziamento fisico richiederà l’adozione di misure organizzative che potranno impattare sul “modo di fare scuola” e che dovranno essere pensate e proporzionate all’età degli studenti» è scritto nel documento degli esperti. Serviranno «un’analisi attenta e capillare degli spazi disponibili e delle possibili collaborazioni con il territorio per aumentarli» e «un’analisi attenta della dotazione organica». Negli spazi comuni ci saranno percorsi differenziati, le lezioni potranno essere fatte in parte a distanza, i pasti potranno essere consumati in lunch box in aula. Obbligatorie le mascherine, dai 6 anni in su.

In Toscana ci sono 466 istituzioni scolastiche su 2.591 sedi. Gli alunni iscritti quest’anno sono stati 475.564 (di cui 15mila con disabilità) suddivisi in 22.373 classi: la media è 21 alunni per classe, anche se i numeri sono persone e le medie vanno calate nelle diverse realtà. A Firenze la densità media è di 22,5, ma si arriva anche a classi di 28 ragazzi. La Regione con i propri tecnici ha avviato una ricognizione, basata sull’anagrafe edilizia, degli spazi scolastici e «circa il 75% è adeguato o può essere adeguato con piccoli lavori» spiega l’assessore all’Istruzione Cristina Grieco. «Ma se si dovranno ridurre le classi, ci vorranno insegnanti in più». Le indicazioni date dal Cts «sono valide scientificamente ma inutili per ciò che attiene il rientro a scuola. Nulla si dice rispetto a come operare concretamente in merito all’organizzazione scolastica» commenta Alessandro Artini, referente toscano dell’Associazione Nazionale Presidi.

La Città Metropolitana di Firenze ieri ha fatto un incontro on line con i dirigenti scolastici delle superiori: sono previsti lavori ma molti presidi sottolineano l’inadeguatezza degli edifici alle nuove disposizioni sul distanziamento. Verrà inviato un questionario per capire le necessità degli studenti per i trasporti pubblici. I tecnici del Comune di Firenze stanno facendo simulazioni plesso per plesso (sono 112 per 24 istituti comprensivi), per calcolare metri quadrati e numero di alunni e tra qualche giorno avranno un quadro completo. «Oltre agli spazi andranno valutati anche gli arredi: molti banchi per più alunni dovranno essere sostituiti con banchi singoli» afferma l’assessore all’Educazione di Palazzo Vecchio Sara Funaro. «I tempi sono stretti e mancano certezze sulle risorse. Poi c’è la fascia 0-3 anni, che non può essere dimenticata».

Alcuni presidi hanno già presentato proposte su come recuperare spazi: biblioteche vicine, refettori, palestre, giardini. Al comprensivo Barsanti «recupereremo i locali del centro di alfabetizzazione» dice il preside Marco Menicatti. All’alberghiero Saffi pensano di usare l’aula magna e di coprire aree esterne, ma «il problema sono i laboratori» dice la dirigente Francesca Lascialfari. Al Classico Michelangiolo«l’unica classe che sarebbe stata a norma, con 15 alunni, è stata tolta per il ridimensionamento» dice la preside Gilda Tortora.

Per il prossimo anno gli alunni iscritti sono 4200 in meno ma sono meno anche i posti per gli insegnanti: 118. «Mancheranno gli spazi e se non ci danno gli organici sufficienti mancherà la possibilità di suddividere le classi» denuncia la Cgil. Il Ministero assicura che a settembre ci saranno posti (precari) in più ma intanto l’ufficio scolastico ha assegnato il personale su posti assegnati alla Toscana prima del Coronavirus. «Abbiamo fatto l’organico per l’autonomia, non per la pandemia» afferma il provveditore di Firenze Roberto Curtolo. «Credo che un orario a tempo pieno per tutti con queste risorse non sia possibile. O si svincolano, con un atto normativo, tutti i lacci che irrigidiscono il sistema scuola o sarà difficile una soluzione».



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