LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Raffaello e lItalia che siamo
Aldo Cazzullo
Corriere della Sera 31/5/2020

I russi da sempre adorano Raffaello. Quando lArmata Rossa entrò a Dresda, per prima cosa si mise alla ricerca della Madonna Sistina di Raffaello il quadro prediletto da Dostoevskij, che lo cita in Delitto e castigo , nei Demoni e ne Ladolescente , e la portò a Mosca. Per dieci anni lUnione Sovietica tentò di negare di aver trafugato il capolavoro, in cui lartista aveva dato alla Vergine il volto della donna amata. Poi lo restituì ai compagni della Germania Est. Prima però la Madonna fu esposta al Pushkin. Tutta Mosca sfilò per vederla; e per mesi il museo fu tenuto aperto fino alle 3 del mattino.

Ora il presidente delle Scuderie del Quirinale, Mario De Simoni, dice di essere pronto a fare altrettanto, per consentire a tutti di visitare in sicurezza la mostra dellanno, dedicata a Raffaello, cinque secoli dopo la sua morte. Potranno entrare 75 persone allora, fino alle dieci di sera; ma se dovessero esserci più prenotazioni, si potrebbe anche fare più tardi. Come al Pushkin, appunto.

La mostra di Raffaello riapre il 2 giugno, come auspicato da Mattarella. Il capo dello Stato laveva inaugurata pochi giorni prima del lockdown. In questi tre mesi la mostra è stata come ibernata: pesanti drappi scuri sono calati a proteggere i disegni, che non possono essere esposti alla luce per più di 14 settimane di fila. Tutti i grandi musei prestatori gli Uffizi, la Galleria Borghese, il Louvre, la National Gallery di Londra, quella di Washington hanno rinunciato a riprendersi le opere. E ora Raffaello potrà essere onorato come merita.

Questa storia è una metafora dellItalia ferita che prova a ripartire. Per cento giorni il tempo è stato come sospeso. Le prime chiusure, i tentativi sbagliati di riaprire, poi il lungo blocco. Il dolore e la paura, certo. Il danno economico, gravissimo, ancora da ristorare. Ma anche un sentimento di attesa, di stasi, appunto di sospensione: come i ciclisti in surplace, fermi ma attenti a cogliere il primo movimento dellaltro per mettersi a propria volta in moto.

Roma in questi giorni è bellissima e strana. I quartieri sono pieni; il centro è quasi sempre vuoto. La fontana di Trevi, che i romani considerano un posto per turisti, è surreale: lunico rumore è quello dellacqua. Qualche bar, molti ristoranti e praticamente tutti i grandi alberghi sono ancora chiusi. Qualcuno si prepara a riaprire verso metà giugno; altri sono rassegnati ad attendere settembre. E un grande albergo romano è una media azienda, da centinaia di dipendenti.

Anche Milano ha angoli surreali. I grattacieli di Citylife (e di piazza Gae Aulenti) sono stati un grande business edilizio, gli attaccanti dellInter e gli influencer della rete ci si trovano benissimo; ma senza gli impiegati, a casa in smart working, lindotto è fermo: i bar, i ristoranti etnici, le paninoteche incassano un quinto del normale. Gli spazi pensati per essere percorsi dalla vita, dal lavoro, dalle energie sarebbero vuoti e zitti, se non fosse per qualche studente che non ha una scuola dove andare.

È evidente che la normalità non può essere questa. Ci sono norme da rispettare; ma il Paese deve ripartire. Per davvero. Rischiare per la movida non ha senso; scommettere sul futuro, sì. Non si tratta di colpevolizzare chi ha fatto i suoi calcoli e preferisce attendere; ma è giusto riconoscere il merito di chi ha riaperto o sta per farlo, a costo di rimetterci, per rispetto verso i dipendenti e il pubblico, per il gusto dellintrapresa e del lavoro ben fatto, senza aspettare i soldi pubblici (che ovviamente devono arrivare).

La stagione turistica sarà incerta. Occorre trasmettere allestero lidea che il nostro è un Paese sicuro; consapevoli che il numero degli stranieri non sarà comparabile a quello degli anni scorsi. Quindi laccoglienza e i prezzi vanno ricalibrati sulle tasche degli italiani.

La velleità dei test dingresso in Sardegna e in Sicilia sarà ovviamente abbandonata: è impraticabile, sia sotto laspetto costituzionale una Regione non può negare laccesso ad altri italiani , sia sotto quello pratico (che si fa, si trasformano porti e aeroporti in un gigantesco laboratorio di analisi?). Questo non significa il liberi tutti. Dovremo muoverci con misura e intelligenza. Ma muoverci. Far ripartire i cantieri, preparare nuovi progetti. Anche per recuperare almeno in parte il tempo perduto, mettere in sicurezza il territorio, restaurare i nostri capolavori darte. E ricominciare a studiarli; in attesa di avere notizie certe della grande desaparecida di questa crisi, la scuola (e luniversità).

Quando Raffaello morì, per una febbre inspiegabile, lemozione fu enorme. Si disse che la terra avesse tremato, come alla morte di Gesù. Gli artisti del tempo gli allievi e i rivali si precipitarono al suo capezzale, e lo seppellirono al Pantheon. Pietro Bembo dettò lepitaffio: Qui giace Raffaello. Da lui la natura temette, quando viveva, di essere vinta e, ora che muore, di morire con lui. Pochi mesi prima, Raffaello aveva scritto con Baldassarre Castiglione una lettera a papa Leone X, per denunciare labbandono in cui versavano le vestigie dellantica Roma. Aveva espresso il proprio grandissimo dolore nel vedere quasi il cadavere di quella nobil patria, che è stata regina del mondo, così miseramente lacerato. E aveva chiesto al Papa che era un Medici, quindi sensibile allarte di salvare quel poco che resta di questa antica madre della gloria e della grandezza italiana. AllItalia, intesa come Stato, mancavano più di tre secoli; alla Repubblica, più di quattro. Ma da tempo esisteva già lidea dellItalia, come sistema di bellezza e di valori. Unidea più forte di qualsiasi epidemia, guerra, vicissitudine. A condizione che ci sia un popolo che la incarni, la senta propria, e la faccia vivere.



news

25-09-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 25 settembre 2020

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

27-07-2020
Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini su Santa Sofia

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto allestero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

Archivio news