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Venezia. Ovovia, Calatrava rilancia la sua idea. Ora sì che il ponte fluttua sul Canale
Alberto Zorzi
Corriere del Veneto 4/6/2020

Lo studio dellarchistar: è tutto predisposto se il Comune vorrà valutare il servoscala

VENEZIA. Ora, come allora, è una decisione esclusiva del Comune di Venezia come rendere la città più accessibile. In ogni caso, abbiamo espresso al sindaco il nostro supporto alla decisione di rimuovere lovovia e siamo a disposizione per ogni ulteriore intervento.

Santiago Calatrava, per bocca del suo studio, parla pochi giorni dopo la rimozione dellovetto rosso installato nel 2013 sul suo ponte sul Canal Grande, costato due milioni di euro e praticamente mai entrato in funzione.

Dieci giorni fa, un po in sordina, il dispositivo è stato tolto. Un monumento allo spreco, lo ha definito il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, tanto che ora, su richiesta di Ca Farsetti, il tribunale civile ha avviato una perizia per capire se ci siano state delle responsabilità del progettista, come avrebbe riscontrato la procura della Corte dei Conti. Calatrava quellovetto laveva sempre avversato, tanto che ora rilancia il servoscala, che compariva già nei disegni di quasi ventanni fa. In entrambi i lati del ponte e in entrambi gli estremi, come parte del progetto del ponte, era stato riservato dello spazio in cui avrebbe potuto alloggiare un servoscala in posizione ripiegata - continua lo studio Calatrava - proprio nelleventualità che in futuro ci sia un cambio dei parametri e si decida di andare avanti con lesecuzione di questipotesi.

Larchistar catalana non ne poteva più di vedere lovovia associata al suo nome. Così come a farsi dare dellinsensibile per non aver previsto nulla per chi aveva dei problemi motori. Per questo ci tiene a fare un balzo indietro di oltre ventanni, quando lui donò a Venezia lipotesi di un quarto ponte. Allepoca lassessore allUrbanistica era larchitetto Roberto DAgostino e il compianto Enzo Cucciniello era il consulente per leliminazione delle barriere architettoniche. Il nostro ufficio originariamente propose linstallazione di un servoscala ricorda ancora lo staff di Calatrava Ma secondo la strategia sviluppata dal Comune, luso di ogni tipo di ascensore o piattaforma fu scoraggiato, a causa dellesperienza sugli altri ponti della città, in cui questi elementi erano spesso oggetto di vandalismi. Per questo già allora, come oggi, la soluzione proposta fu ciò che lo stesso architetto spagnolo chiama ascensore orizzontale, cioè il vaporetto, che per le persone diversamente abili è gratuito nella tratta tra piazzale Roma e la stazione ferroviaria, quella collegata dal ponte rosso. Il Comune ci spiegò che limbarcadero di piazzale Roma aveva unelevata frequenza di vaporetti, poiché era un capolinea e che la fermata successiva era quella della ferrovia continua lo studio Calatrava Per questo, come parte dei lavori di costruzione del ponte, fu realizzata una rampa per i diversamente abili da piazzale Roma allimbarcadero.

La rimozione dellovovia inoltre riporta il ponte alle sue linee originarie, sporcate da quellinnesto. Ora che le torri dellovovia sono state rimosse prosegue può essere meglio percepita limmagine di un ponte slanciato con unarcata di circa settanta metri, quasi come se fluttuasse sopra il canale. Si può inoltre godere meglio la vista dallestremità del canale verso la straordinaria e bellissima città storica di Venezia. E anche capire perché quel colore rosso del ponte, non certo casuale. Gli studi cromatici realizzati originariamente per adattarsi alle costruzioni circostanti possono essere ora meglio apprezzati conclude lo studio Calatrava Il colore del ponte fu studiato per integrarsi con i mattoni rossi della stazione e degli edifici attorno.



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