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Piemonte. Torri e saloni, ecco i castelli in vendita
Floriana Rullo
Corriere della Sera - Torino 8/6/2020

Tanti storici palazzi sul mercato. Tutti vogliono essere il principe azzurro


Chi può pensare di comprare un castello? Unazienda o un imprenditore. O magari un campione come Cristiano Ronaldo, che del resto è un imprenditore che ha grande successo anche fuori da campo.

Comprare un castello in Piemonte è facile. E sono diverse le aziende immobiliari che propongono un maniero a famiglie numerose o a chi sogna di aprire un nuovo e assolutamente speciale B&B. Per un maniero del 1200 con 13 camere non necessariamente da letto possono bastare anche solo due milioni. Poi cè il problema delle modifiche, del restauro, della gestione. Sì, la gestione. Proprio questa in alcuni casi porta alla vendita di pezzi straordinari, altre volte è semplicemente una casa che si sfarina lentamente senza eredi. O con troppe persone che possono vantare un titolo. Comprare può bastare per ottenere anche il titolo nobiliare annesso? Quello no. Quello non si compra.

La storia del Piemonte con i suoi castelli va in vendita. Residenze che hanno ospitato i nobili delle casate più famose nei secoli scorsi ora hanno un futuro incerto. Dal Canavese, terra di castelli per antonomasia, fino allAstigiano e il Cuneese sono molti gli annunci presenti nelle vetrine, anche online, delle più prestigiose agenzie immobiliari piemontesi e non solo. I motivi delle alienazioni sono spesso da ritrovare negli alti costi di gestione, nelle spese di ristrutturazione quasi insostenibili e nei vincoli con la soprintendenza che vigila sulle dimore storiche.

Palazzi, anche del 1300, che fanno gola soprattutto a investitori stranieri che tra le colline incantate piemontesi cercano ancora la favola italiana. Una piccola elité che può permettersi ancora di investire somme che vanno dai 500mila euro, per palazzi da sistemare, fino a diversi milioni di euro se già restaurate con allinterno spa, piscine e campi da tennis. Un destino che coinvolge, anno dopo anno, tutto il territorio. Da Mazzè ad Ozegna, passando per San Giorgio e Rivarolo fino ad arrivare a Cuneo e Asti.

A Favria, alle porte di Torino, ad essere in vendita è il castello che si trova nel centro storico, a due passi dalla chiesa parrocchiale e dal municipio. Unelegante palazzina con tre torri accerchiata da un parco di oltre 1500 metri quadri con alberi centenari. Ultimo restauro nel 1878. Al suo interno otto appartamenti e alcuni ambienti comuni. Gli eredi lo vogliono vendere da quando è mancato il proprietario spiega il sindaco di Favria, Vittorio Bellone . Chi lo acquista dovrà fare i conti sia con le ristrutturazioni sia con la sopraintendenza. Il prezzo, non è pubblico, ma si parla di qualche milione di euro. Stessa sorte per il castello dei Conti di Biandrate, simbolo di San Giorgio Canavese, già set per diverse fiction televisive come Elisa di Rivombrosa. Per rivivere la fiaba da principessa nei seimila metri quadri, tre piani, dodici bagni e giardino privato, servono 8 milioni di euro. Anche a Verzuolo, nel Cuneese, lantico maniero dei Marchesi di Saluzzo che domina il borgo della Villa, il cuore medievale del Comune allimbocco della val Varaita è in vendita. La contessa che ne è proprietaria vive a Roma spiega il sindaco Giancarlo Panero . I costi di mantenimento sono alti e il castello deve essere ristrutturato completamente. Il Comune non ha risorse per lacquisto, la trasformazione e la gestione di una struttura del genere, ma siamo disposti a supportare chi subentrerà dal punto di vista burocratico e per la futura promozione turistica.

Lantica struttura, la cui costruzione risale al 1377 è di proprietà della famiglia Barbiellini Amidei, che non la frequenta e non la utilizza almeno dagli Anni 80. Il corpo principale è scritto del complesso è suddiviso in due piani più sottotetto e cantine per un totale di 2800 mq di superficie coperta. Stessa sorte anche per quelli di Saluzzo e di Cortanze, nel Cuneese. Destino diverso per il castello di Ozegna. Realizzato a metà del XV secolo, quando il conte Gottifredo di Biandrate impose alla popolazione lampliamento della fortezza, doveva diventare un chatoix-relais di pregio: un albergo di lusso con una ventina di camere e un ristorante da stella Michelin. Era stato acquisito, nel 2001, da un imprenditore toscano che ha anche investito diversi milioni di euro per i lavori di consolidamento e per una prima parte delle opere di ristrutturazione. Ma le buone intenzioni si sono scontrate con la crisi. La società non ha avuto più risorse a disposizione e i lavori si sono fermati. Per acquistarlo basta un milione.

Le dimore storiche sono sempre più richieste spiegano dalla Lionard Luxury Real Estate, leader nelle vendite di immobili di pregio . Allestero sono viste come strutture dal fascino storico oltre che patrimonio culturale. Abbiamo avuto molte richieste, anche durante lemergenza. Gli stranieri sono già pronti ad arrivare in Italia per visitare i castelli in vendita. Abbiamo numerose visite prenotate. Tutti vogliono diventare i nuovi principi azzurri



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