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La Grande Siena? Forse parte dai musei: Sì alla Card unica
Aldo Tani
Corriere Fiorentino 11/6/2020

Siena. È un po come la diplomazia del ping pong tra Stati Uniti e Cina durante la presidenza Nixon. Si parte da lontano per arrivare al cuore del problema. Dopo i (molti) tentativi falliti di pensare in grande attraverso la politica, Siena gioca la carta della cultura. A lanciare un ponte metaforico per un progetto comune tra le varie anime del territorio è la Fondazione Musei Senesi. Lorganismo, che raggruppa più di 40 realtà museali della provincia, ha riproposto lidea di una card polifunzionale che permetta al visitatore di muoversi in totale libertà allinterno dellambito Terre di Siena. Nella nostra concezione vuole essere uno strumento di promozione culturale e turistica, che dia manforte al territorio in un periodo così difficile afferma il presidente Alessandro Ricceri Ora non è il momento di ragionare per campanili. Anzi, si deve far fronte comune per uscire tutti insieme e quanto prima da una stagione di crisi. Il rilancio della Fondazione non è casuale. Arriva a poche ore di distanza dalla proposta dellamministrazione di Siena di istituire una carta analoga che per 10 euro consenta tre ingressi ai musei cittadini da consumare nellarco di un anno. Lassessore al Turismo, Alberto Tirelli, è al lavoro per coinvolgere i Comuni limitrofi, ma liniziativa, anche per una questione di colore politico, non si annuncia immediata. Se lidea della Grande Siena è naufragata in tempo di dominio rosso, figuriamoci ora che dopo 70 anni allombra della Torre del Mangia sventola la bandiera del centro-destra. Ma dal mondo della cultura arriva un segnale in positivo. E la mano tesa di Ricceri potrebbe rappresentare lassist vincente per vedere finalmente una sinergia tra centro e periferia. Daltronde, il presidente è ben consapevole che senza il capoluogo il progetto non può decollare a dovere: Abbiamo bisogno di Siena perché puòLa Grande Siena?Forse parte dai musei:Sì alla Card unica
Aldo Tani

siena È un po come la diplomazia del ping pong tra Stati Uniti e Cina durante la presidenza Nixon. Si parte da lontano per arrivare al cuore del problema. Dopo i (molti) tentativi falliti di pensare in grande attraverso la politica, Siena gioca la carta della cultura. A lanciare un ponte metaforico per un progetto comune tra le varie anime del territorio è la Fondazione Musei Senesi. Lorganismo, che raggruppa più di 40 realtà museali della provincia, ha riproposto lidea di una card polifunzionale che permetta al visitatore di muoversi in totale libertà allinterno dellambito Terre di Siena. Nella nostra concezione vuole essere uno strumento di promozione culturale e turistica, che dia manforte al territorio in un periodo così difficile afferma il presidente Alessandro Ricceri Ora non è il momento di ragionare per campanili. Anzi, si deve far fronte comune per uscire tutti insieme e quanto prima da una stagione di crisi. Il rilancio della Fondazione non è casuale. Arriva a poche ore di distanza dalla proposta dellamministrazione di Siena di istituire una carta analoga che per 10 euro consenta tre ingressi ai musei cittadini da consumare nellarco di un anno. Lassessore al Turismo, Alberto Tirelli, è al lavoro per coinvolgere i Comuni limitrofi, ma liniziativa, anche per una questione di colore politico, non si annuncia immediata. Se lidea della Grande Siena è naufragata in tempo di dominio rosso, figuriamoci ora che dopo 70 anni allombra della Torre del Mangia sventola la bandiera del centro-destra. Ma dal mondo della cultura arriva un segnale in positivo. E la mano tesa di Ricceri potrebbe rappresentare lassist vincente per vedere finalmente una sinergia tra centro e periferia. Daltronde, il presidente è ben consapevole che senza il capoluogo il progetto non può decollare a dovere: Abbiamo bisogno di Siena perché può dare una marcia in più. È impossibile fare una card per visitare il nostro territorio e non avere in mano il jolly più importante. Il nostro obiettivo è dare argomenti al turista per stare da noi diversi giorni e permettere ricadute economiche dirette e indirette. Restano le incognite legate alle tempistiche. In un anno senza Palio, Siena ha bisogno di risposte veloci. Lestate è alle porte ed è improbabile riuscire a far quadrare i conti così rapidamente. Uno spiraglio si potrebbe aprire per lautunno o forse, più realisticamente, nel 2021. Ricceri però rassicura: Se il fronte è compatto, non sarà questione di anni. Già, la compattezza.



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