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Ecco il piano regolatore elastico. «Si adatterà alla Torino futura»
G. Guc.
Corriere della Sera - Torino 13/6/2020

Non un insieme di regole minuziosissime, congelate una volta per tutte, con schede normative che, zona per zona, entrano anche nei dettagli più microscopici: dalla possibilità di aprire una finestra al divieto di fare un soppalco. Quello che la giunta Appendino ha in programma di varare, «entro fine giugno», sarà un piano regolatore «elastico», pensato per restare «aperto alle proposte future e ai progetti che verranno, al di là del colore politico e delle visioni dell’amministrazione comunale di turno». Così lo concepisce infatti l’assessore all’Edilizia, Antonino Iaria, che respinge il sospetto, ventilato da alcuni, che la «proposta tecnica» che Palazzo Civico si prepara ad approvare sia il piano di una «Torino ristretta», votata a un lento declino e alla perdita di abitanti.

«Il nuovo piano darà un indirizzo urbanistico generale, ma non entrerà così tanto nel dettaglio come avveniva con quello attuale — chiarisce l’esponente dell’esecutivo comunale —. Darà piuttosto una cornice generale, senza un’idea preordinata di città. E questo permetterà di velocizzare lo sviluppo della città, chiunque si troverà ad amministrare Torino dopo la prossima tornata elettorale». Un insieme di regole elastiche, dunque. «Che — sottolinea Iaria — renderanno più snelle e veloci le procedure urbanistiche». Per l’assessore è quasi un’ossessione. «Uno dei motivi per cui il recupero di molte aree industriali dismesse è rimasto finora bloccato risiede proprio nell’enorme rigidità delle norme attuali. Ogni piccola modifica — racconta — richiede passaggi e passaggi, spesso nuove varianti. Il nuovo piano avrà norme più asciutte, meno dettagliate, che per gli aspetti minori rimanderanno al regolamento edilizio o agli altri regolamenti comunali, che sono più facili da adattare».

C’è così grande attesa in città, tra gli operatori del settore immobiliare, dai costruttori agli architetti, per il lavoro fatto in questi ultimi tre anni dagli uffici comunali. «Aspettiamo gli elaborati, li studieremo con attenzione. Speriamo in qualcosa di positivo per la città, che vada in una direzione di sviluppo e di internazionalizzazione della città», auspica il presidente dell’Ordine degli architetti, Massimo Giuntoli. E così anche Antonio Mattio, numero uno del Collegio dei costruttori, attende di vedere le carte, per farsi un’idea della proposta partorita da Palazzo Civico. «Per come lo abbiamo immaginato — assicura l’esponente della giunta Appendino — rappresenterà una volano per lo sviluppo della città: le previsioni del 1995 erano abbondanti, già nella revisione che stiamo ultimando è previsto un incremento di residenti, non di abitanti, di 100 mila unità». Uno sviluppo quello promesso da Iaria che si coniugherà, stando alle dichiarazioni della giunta 5 Stelle, a parole chiavi quali sostenibilità, ambiente, «consumo di suolo zero». Un’altra idea di città: «Quando si trasformerà una area, per esempio, il saldo tra vecchie e nuove superfici occupate dovrà essere zero o positivo — preannuncia l’assessore —. Così sarà più facile intervenire sull’esistente».



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