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Firenze, non ci fu lottizzazione a Palazzo Tornabuoni: manager assolti
Andrea Bulleri
La Repubblica - Firenze 26/6/2020

Secondo l'accusa non si era trattato di lavori di restauro ma di una vera e propria ristrutturazione. Per il giudice del tribunale "il fatto non sussiste".

Nel frazionare in decine di appartamenti extra lusso Palazzo Tornabuoni, edificio quattrocentesco del centro storico di Firenze, non furono commessi reati. Finisce così, salvo impugnazioni da parte della procura, il processo a carico dei due manager accusati di lottizzazione abusiva e della vendita di 38 abitazioni, ricavate dalla ristrutturazione dello storico palazzo disegnato dal Michelozzo. Lavori che nel 2017 la Cassazione bollò come irregolari, con la corte d'appello che un anno dopo riconobbe l'avvenuta prescrizione per gli imputati.

Assolti "perché il fatto non sussiste" dal tribunale di Firenze Gianluca Palmieri, presidente del cda di Tornabuoni srl dal 2014 al 2016, e Jacopo Fratini, manager del Gruppo Fingen che controlla il 90 per cento della Tornabuoni. Secondo il sostituto procuratore Gianni Tei, titolare dell'inchiesta, i due avrebbero "frazionato palazzo Tornabuoni, edificio vincolato, cedendo gli appartamenti realizzati ex novo attraverso opere abusive, accertate con sentenza della Cassazione nel 2017". Una "totale ristrutturazione" che per l'accusa non poteva essere autorizzata dal Comune, che nel centro storico per quel genere di edifici vincolati consente solo interventi di restauro conservativo e non ammette lottizzazioni. Opposta la tesi degli imputati, difesi dagli avvocati Duccio Traina, Pier Matteo Lucibello e Paola Pasquinuzzi: "Abbiamo agito in totale concordia con Comune e Soprintendenza nel rispetto delle normative vigenti - hanno sostenuto durante il processo - Palazzo Tornabuoni era in stato di degrado, lo abbiamo conservato e valorizzato affidandoci a progettisti di assoluto livello". Tra 90 giorni le motivazioni della decisione, il cui dispositivo è stato letto ieri in aula dal giudice Paola Belsito.

È attesa invece per luglio la sentenza a carico di Riccardo Maccolini, legale rappresentante dell'Associazione Palazzo Tornabuoni, il club che gestisce la lussuosa multiproprietà ricavata nel palazzo. Anche lui imputato di lottizzazione abusiva per lo stesso edificio. Una vicenda segnata da diversi passaggi giudiziari cominciata nel 2010, quando il palazzo appena restaurato (realizzando al suo interno anche palestre e centri benessere) fu sequestrato e poi dissequestrato dalla procura di Firenze. Tra i facoltosi acquirenti degli appartamenti di lusso anche Giuseppe "Pepito" Rossi, ex giocatore della Fiorentina. Otto gli imputati nel filone d'indagine principale, in cui veniva contestato l'abuso edilizio, tutti assolti dal tribunale di Firenze nel 2014. Il pm Tei impugnò la sentenza ricorrendo direttamente in Cassazione, che tre anni dopo annullò con rinvio la sentenza di primo grado. "Le opere edilizie - scrissero gli Ermellini - non possono essere autorizzate con artificiosa parcellizzazione". Non solo: "Il mutamento di destinazione di un immobile esistente - proseguiva la sentenza - è sempre una ristrutturazione edilizia e resta assoggettato al rilascio del permesso a costruire". La Cassazione dispose il processo d'appello, nel quale per tutti gli imputati intervenne la prescrizione nel 2018. Poco dopo la nuova iscrizione sul registro degli indagati per lottizzazione abusiva di Palmieri e Fratini, arrivata a conclusione oggi.

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2020/06/26/news/firenze_non_ci_fu_lottizzazione_a_palazzo_tornabuoni_manager_assolti-260236297/


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