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Orvieto. Via al restauro del pozzo di San Patrizio
Tusciaweb, 03/07/2020

Da lunedì 6 luglio 2020 inizieranno i lavori per il restauro conservativo del paramento murario esterno e della copertura del pozzo di San Patrizio di Orvieto.

Lintervento, per una spesa complessiva di 68mila 148,45 euro finanziati con un mutuo, era inizialmente previsto per il mese di marzo ed è poi slittato a causa del lockdown imposto dallemergenza sanitaria Covid-19. I lavori dureranno circa due mesi e lunedì 6 luglio il monumento resterà chiuso per lintera giornata per permettere il montaggio in sicurezza del ponteggio.

Il progetto è stato realizzato da Valentina Satolli, che è anche direttore dei lavori appaltati al consorzio Pragma sotto lalta sorveglianza di Rosaria Mencarelli e Maurizio Damiani della Soprintendenza archeologia, belle Arti e paesaggio dellUmbria.

Si tratta di un restauro già programmato e atteso che ci restituirà nella sua piena bellezza uno dei beni monumentali che rendono famosa Orvieto nel mondo, oltre al duomo e al suo centro storico afferma il sindaco e assessore alla Cultura e turismo, Roberta Tardani, che aggiunge: I turisti italiani e stranieri che sceglieranno di visitare la nostra città in questo periodo dellanno, oltre ad ammirare la singolarità di questa ardita opera ingegneristica realizzata tra il 1527 e il 1537 da Antonio da Sangallo il giovane, potranno essere testimoni di un intervento di restauro importante che restituirà anche allesterno della struttura, la sua bellezza originaria.

Lintervento di restauro, fa sapere lufficio tecnico del comune, si basa sui riconosciuti criteri di restauro enunciati a partire dalla Teoria del restauro di Cesare Brandi fino al Trattato di restauro di Giovanni Carbonara, mirando alla conservazione dellimmagine del monumento collegata alla conservazione della materia.

Il restauro sarà preceduto da una campagna diagnostica finalizzata al riconoscimento mineralogico delle malte originali nonché lindividuazione delle specie biologiche attraverso il riconoscimento in colture. Saranno rimosse esclusivamente le parti che risultano essere incompatibili con la materia originaria, quali la guaina bituminosa e le stuccature cementizie, e sostituite con materiali più consoni quali il coccio pesto per la copertura e calci idrauliche naturali per le stuccature del paramento murario.

Lintervento sulla cornice, caratterizzata dai gigli farnesiani di papa Paolo III, sarà quello più complesso e finalizzato al miglioramento della lettura complessiva dellelemento architettonico.

Lattività conservativa si articolerà in due fasi. La prima ha lobiettivo di ripristinare la funzionalità della copertura attraverso la rimozione delle piante superiori, la rimozione della copertina cementizia e della guaina bituminosa, nonché il ricollocamento dei conci del coronamento in pietra lavica nella loro sede originaria, il trattamento antisalino del supporto e il rifacimento di una copertina in cocciopesto in grado di impedire lingresso dellacqua piovana. Al posto della guaina bituminosa, sarà applicato un protettivo idrorepellente. La struttura centrale in ferro ossidata verrà risanata con appositi prodotti.

Nella seconda fase lintervento si concentrerà sulla superficie lapidea e sulla cortina in laterizio e sarà diretto alla rimozione degli interventi incompatibili e al risarcimento dei fenomeni di degrado che insistono su di essi. Si procederà quindi alla rimozione delle stuccature cementizie, con il trattamento biocida dei licheni, il risarcimento dei difetti di coesione mediante limpiego di silicato di etile, il risanamento dei difetti di adesione delle scaglie con lutilizzo di resine acriliche per quelle di piccole dimensioni e di resine epossidiche nel caso di scaglie di grandi dimensioni. Seguirà la pulitura delle superfici e il risarcimento delle lacune. Questa operazione sarà effettuata attraverso limpiego di calci idrauliche naturali e cariche di colore e granulometria idonee.

Lintervento si concluderà con lequilibratura cromatica mediante limpiego di pigmenti naturali dispersi in un legante silossanico e il trattamento delle superfici mediante lapplicazione di un protettivo antigraffito.

http://www.tusciaweb.eu/2020/07/orvieto-via-al-restauro-del-pozzo-san-patrizio/


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