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Storia di un’altra notte di caos,attraverso gli sms dei residenti Distanziamento fisico Orari definiti Alcol da asporto Regole ai minimarket
Antonio Passanese
Corriere Fiorentino - 21/6/2020

Da Santo Spirito a Sant’Ambrogio, segnalazioni continue: alcol, caos, la città come toilette.

Un’altra notte insonne, tra schiamazzi, partite di calcetto, cori da stadio, alcol che scorre a fiumi. E messaggi che di continuo arrivano sul (mio) telefonino. Messaggi di residenti esasperati, costretti a convivere con gli effetti dirompenti della mala movida. Dopo aver chiamato ripetutamente le forze dell’ordine e i vigili, che difficilmente riescono in interventi risolutivi per varie ragioni, affidano le loro frustrazioni e proteste al cronista. Se dal lunedì al giovedì le chat quasi tacciono, è dal venerdì che si scatena l’inferno.

E in una notte come quella tra venerdì e sabato scorsi, capita così di ricevere una cinquantina di messaggi con racconti, video in presa diretta e foto. Così.

Ore 1,15 piazza Santo Spirito. «Le forze dell’ordine stanno andando via ma in piazza e sul sagrato c’è una tale concentrazione di gente che fanno fatica a passare con le auto. Ai varchi nessun controllo e regna l’anarchia». Ore ore 2,25, via del Presto di San Martino. «Questa notte neanche i doppi vetri e le persiane sbarrate ci aiutano. Da venti minuti un gruppo di ragazzi suona ossessivamente i bonghi. E davanti al nostro ingresso c’è una pozza di piscio. Ho provato a contattare il pronto intervento della polizia municipale. Nessuna risposta». Ore 3, di nuovo da piazza Santo Spirito : «Pochi minuti fa ho provato ad attraversare il sagrato e poi la piazza. È stato impossibile! A terra vetri e quintali di plastica. Ci sono assembramenti ovunque, sembra che il coronavirus non sia mai esistito. Quasi nessuno porta la mascherina». Ore 3,10, Borgo Pinti: «Sembra di avere la gente in casa. Bastaaaaaaa! Ho provato a chiedere un po’ di silenzio e sono partiti i fischi. Io la prossima settimana vado in Procura e denuncio tutti».

Ore 3,15, piazza Strozzi : «Decine e decine di persone appiccicate le une alle altre, molte hanno bottiglie e bicchieri di vetro. Le urla sono assordanti. Ma non c’era un’ordinanza del Comune che vietava la vendita di vetro dalle 20? Dove sono i controlli?». Ore 3,25, piazza dei Ciompi : «Un gruppetto di ubriachi nord africani si sta pestando. Uno di loro ha spaccato una bottiglia e le sta brandendo contro gli altri». Ore 3,27, Borgo La Croce : «Stesse scene di sempre. Urlano tutti, pisciano ovunque mentre in via dell’Ortone ci vanno a consumare la cocaina». Ore 4, via dei Coverelli : «Dalle mie finestre vedo rigagnoli di pipì provenire dalla facciata laterale della basilica di Santo Spirito. Si sta pian piano formando un laghetto. Oramai quest’angolo della chiesa per tutti è il pisciatoio. Lo chiamano così i ragazzi. Che desolazione: bisogna farsi sentire. Non è più il tempo del silenzio ma è quello dell’azione. E insieme possiamo ottenere qualche risultato».

Ore 4, ancora Santo Spirito ma con un resoconto dettagliato di tutta la nottata: «È’ l’una del mattino e davanti alle mie finestre c’è una folla iper eccitata. All’ingresso della mia abitazione tre ragazzi sniffano coca mentre la gente continua a passare e pisciare. Alle 1,20 una ragazza, in compagnia di tre persone, d’improvviso si tira giù il pantalone e le mutandine e inizia a fare pipì. Poi, una volta finito, si ricompone e va via. Alle 2 mi infilo i tappi nelle orecchie e vado a dormire. Alle 4 alcuni ragazzi iniziano a suonare i campanelli e a cantare a squarciagola. Inneggiano al Napoli che ha vinto sulla Juve. Non sono napoletani ma fiorentini. Riprendo sonno alle 7. E un’altra nottata è passata».

Nella chat dei comitati e dei gruppi di residenti danneggiati dalla movida molesta, uno degli ultimi messaggi arriva alle 4,30 da piazza Sant’Ambrogio , quella stessa piazza dai cui balconi, due settimane fa, vennero lanciate le uova ad alcuni ubriachi che litigavano fra loro alle 3 del mattino. Questa volta a togliere il sonno a chi vive di fronte alla chiesa sono 4 ragazzi che hanno pensato bene di organizzare una partita di calcetto tra l’edicola e il sagrato. «Abbiamo chiamato i carabinieri, e questa volta sono arrivati. Però hanno semplicemente invitato quei maleducati a smettere. Forse una multa avrebbe insegnato loro qualcosa».



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