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Movida, dai residenti in piazzail catalogo delle notti insonni
Antonio Passanese
Corriere Fiorentino - 23/6/2020

Confronto in Santo Spirito. «Al lavoro per definire un pacchetto di richieste al sindaco».

I «sommersi» della mala movida passano all’azione. Tutti distanziati e con la mascherina, in trenta ieri pomeriggio si sono ritrovati in piazza Santo Spirito — o Santo Spritz, come l’ha scherzosamente definita qualcuno — per cercare di organizzare dal basso, e senza comitati o partiti politici, una manifestazione di protesta «che faccia capire al sindaco che in questa città non esistono solo i commercianti, contro cui non abbiamo nulla, ma esistono anche i residenti. E lui, che è il garante dei nostri diritti dovrebbe saperlo».

Dopo due ore di discussione — in cui ognuno dei presenti ha raccontato la propria esperienza a causa di ciò che accade dal giovedì sera alla domenica sera sotto le loro finestre, davanti ai loro portoni – il caso più emblematico è quello della 80 enne Maria Grazia: «Non dormo da anni per quello che succede sul sagrato della basilica. Ho un marito cardiopatico e di notte ha bisogno di aria ma mi tocca tenere le finestre chiuse per il chiasso. Chi mi paga l’ossigeno, il sindaco?». I cittadini si sono trovati d’accordo su una serie di punti che condivideranno in un’altra assemblea «a cui vorremmo partecipasse anche il priore di Santo Spirito, padre Pagano» per poi inviarli ufficialmente a Palazzo Vecchio.

«Ed è bene che si sappia che facciamo sul serio. È finito il tempo delle lettere, degli esposti e degli appelli — si sfogano alcuni residenti, paonazzi per la rabbia — Questa amministrazione comunale ci sta prendendo in giro, e le dichiarazioni deliranti del sindaco Nardella, che invece di calmare gli animi butta benzina sul fuoco accusandoci di creare tensioni, ce lo dimostrano». Quei fiorentini — c’erano abitanti anche di Sant’Ambrogio e Santa Croce — che ieri si sono dati appuntamento nella piazza simbolo della mala movida, a Palazzo Vecchio chiedono con forza il divieto di vendita di alcol da asporto (quindi drink solo ai tavolini), bagni pubblici gratuiti aperti fino alle 2 del mattino (e nel caso gestiti dagli stessi esercenti), la pulizia delle strade e delle piazze dall’una del mattino per scoraggiare assembramenti, polizia municipale in via del Presto di San Martino e in tutte quelle strade che sono diventate dei «pisciatoi», e la tutela del sagrato di Santo Spirito, sfregiato e offeso ogni fine settimana da migliaia di ragazzi ubriachi. Schiamazzi, bevute, cloache a cielo aperto, come denunciato da anni e anche ieri dai residenti ormai disperati e rassegnati dall’assenza di risposte. Che si limitano ormai a riprendere tutto con i telefonini e a postare i video sulla rete.

Scene analoghe in altre zone del rione, nei vicoli, come in altre zone famose per la vita notturna. I controlli delle forze dell’ordine ci sono ma la quantità di persone che affollano piazze e piazzette impedisce di fatto di evitare gli assembramenti. «Per i nostri ragazzi, perché di turisti ce ne sono proprio pochi, tutto quello che è successo in questi quattro mesi di epidemia sembra dimenticato, non aver alcun valore o significato». «Noi siamo per la pace — concludono i danneggiati dalla nightlife — ma Palazzo Vecchio deve ascoltarci. Se le nostre richieste non verranno prese in considerazione citeremo direttamente il sindaco Nardella, chiedendo un risarcimento economico, perché sta violando i nostri diritti alla salute e alla sicurezza».



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