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Uffizi, più di 2 ore per entrare. E arrivano anche i carabinieri
Edoardo Semmola
Corriere Fiorentino - 28/6/2020

Ingressi contingentati e prenotati, ma dentro nessun limite di tempo. E le attese si allungano.

Per cinque ore è sembrato di essere tornati ai tempi pre-Covid: alle 10.30 ieri la coda per gli Uffizi era già talmente lunga da comporre un ferro di cavallo in via della Ninna, fino allimbocco di piazza della Signoria. Alle 12 lo scarto tra orario di ingresso sui biglietti dei prenotati e orario reale era di unora e mezzo. Alle 14, due ore. È a quel punto che sono intervenuti anche i carabinieri che hanno ristabilito lordine e aiutato a facilitare lingresso, come testimonia Gabriele Toccafondi, deputato di Italia Viva, uno dei prenotati in fila. Sul mio biglietto cera scritto 13.30. Sono entrato alle 15.30. Dopo cinque ore circa il deflusso di turisti è iniziato a tornare normale. E Opera Laboratori è disposta a rimborsare 4 euro a chi ha subito ritardi.

Ma cosa è successo? È stato il primo giorno di afflusso turistico notevole, dopo mesi di risacca, che ha trovato impreparato il museo. Quando torneranno le aperture prolungate, la prossima settimana, e avremo più personale, il problema sarà gestito meglio, spiegano dagli uffici di via della Ninna riferendosi ai tanti ancora in cassa integrazione. Non ci aspettavamo tale mole di visitatori. Anche se, proprio grazie alle prenotazioni on line, la massa di persone in arrivo era prevedibile. Prima dello scoppio della pandemia era stato ideato anche un algoritmo anti-fila, calibrato sui nuovi biglietti orari. Prima infatti i biglietti erano giornalieri. Poi il direttore Eike Schmidt ha pensato di creare scaglioni di 15 minuti per far arrivare i turisti al momento giusto. Algoritmo che rimoduleremo a fronte della nuova capienza diceva Schmidt poco dopo il lockdown che scende da 900 a 450 persone per volta nel museo. Ma lalgoritmo non è ancora tornato in funzione perché spiegano dal museo fino ad oggi non ce nera bisogno. Quelli delle 10.30 sono entrati alle 11.45 raccontano Serena e Elena da Genova, in coda alle 12.10 e noi col biglietto per le 11.45 siamo ancora qui.

Anche loro con prenotazione on line, quindi 20 euro di ticket più 4 di prenotazione. Tre ragazze da Reggio Emilia hanno il biglietto di mezzogiorno: Ci hanno comunicato che il ritardo medio è di unora e mezzo. Altri 4 vengono da Roma: sono Flaminia, Letizia, Filippo e Hisato, studente giapponese di Belle Arti. I primi tre nella fila prenotati. Il quarto, potendo entrare gratis perché studente di Belle Arti, è nella fila opposta. Quella dei non prenotati. E sono circa 70, i primi aspettano dalle 9.30. Il personale allingresso non ci sa spiegare cosa succede, raccontano due guide con lo stesso gruppo. Sono dovute venire in due perché hanno 11 persone e ogni guida regola post-covid ne può portare solo 10 alla volta. Avevano la visita prenotata alle 11.15. Ed è già mezzogiorno e mezzo.

Il fatto è che esiste un contingentamento in entrata ma non in uscita. E senza nessuno allinterno a sollecitare i visitatori a sbrigarsi, il numero di persone che si accumula in coda finisce per superare di parecchio quello di chi esce. E così la capienza massima di 450 persone è stata raggiunta prima del previsto. La gente si attarda e si blocca tutto prosegue lo sfogo del deputato fiorentino francamente mi pare allucinante: ieri ero a Roma per la mostra su Raffaello alle Scuderie del Quirinale e dopo 5 minuti che sei fermo in una sala arriva qualcuno a chiederti di sbrigarti e fare spazio. Qui no, ed è uno scempio. Agli Uffizi non avviene perché il direttore Schmidt è contrario. Ma forse una giornata come quella di ieri gli farà cambiare idea.



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