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Ore 4, in cento ancora sul sagrato. E gli idranti arrivano in ritardo
Lorenzo Sarra
Corriere Fiorentino - 28/6/2020

Santo Spirito, i mezzi di Alia in piazza unora dopo il previsto. Cori e insulti contro i vigili che li scortano.

Ore 4, venerdì notte (anzi ieri mattina), Santo Spirito. Sul sagrato della basilica ci sono ancora un centinaio di tiratardi. La piazza invece è ormai deserta. Tutti sulle scalinate. Ancora si beve (i locali sono chiusi, ma il rifornimento è assicurato dagli abusivi della bottiglia con carrello del supermercato pieno di birre fresche), ancora si fumano canne, ancora si pesta sui bonghi o si fa il karaoke seguendo il menestrello della movida con chitarra. Per terra sia sopra, che ai piedi del sagrato una distesa di bicchieri di plastica, lattine, bottiglie di vetro e schifezze varie. Potrebbe sembrare una serata di delirio da malamovida, come le altre post lockdown. Ed invece non lo è, cè una differenza: i nottambuli e limmondizia abbandonata non ci dovrebbero più essere da almeno unora. O almeno così aveva annunciato Palazzo Vecchio: Da questo weekend, ogni fine settimana, gli idranti di Alia entreranno in azione alle 3 per pulire anticipatamente i sagrati di Santa Croce, SantAmbrogio e Santo Spirito, con gli agenti della polizia municipale a fare da scorta.

Ma appunto alle 3, in Santo Spirito, la movida era sempre accesa. E così il primo test di spegnimento delle notti folli è cominciato in forte ritardo, alle 4, lorario in cui i residenti, nelle serate più fortunate, erano solitamente già abituati a prendere sonno. Con unulteriore beffa, perché tra i tira(stra)tardi cè stato pure chi ha avuto il coraggio di protestare. Anche in questo caso a tempo di musica. Pochi minuti prima del passaggio degli idranti, mentre le spazzatrici erano impegnate nella piazza intorno alla fontana, sono infatti partiti i soliti cori da stadio contro le forze dellordine: Non ne possiamo più/delle divise blu, La disoccupazione/ti ha dato un bel mestiere... ed altro simile repertorio.

Per fortuna, lostilità verso i vigili non è andata oltre: quando gli agenti hanno chiesto gentilmente allultimo centinaio di irriducibili di alzarsi, le recriminazioni sono state contenute. Forse perché a quellora cominciavano ad essere stanchi pure loro.

Verso le 4,20, così, il cuore dellOltrarno trova finalmente un po di pace dopo i sussulti notturni, mentre gli operatori ecologici sono ancora intenti a raccogliere il tappeto di rifiuti nelle vie attorno alla piazza e alla basilica, dove qualche vandalo si è pure divertito a danneggiare auto, bici, cartelli stradali e, parrebbe, pure una colonna in via del Presto San Martino.

E se sul fronte vetro i locali non sgarrano ecco, come prima accennato, ricomparire tipo il frinire delle cicale in estate labusivo che smercia birre a serrande dei bar chiuse. Insomma: mettici qualche faidaté con le bocce portate da casa, qualche minimarket inadempiente ed il provvedimento diventa inefficace come gli steward e i vigili urbani sul controllo di assembramenti ed utilizzo delle mascherine.

Alle 23,30 infatti la piazza è stracolma, col sagrato della chiesa trasformato in area picnic. Per parafrasare il titolo di un vecchio film: Tutti insieme pericolosamente. E questa non è una novità. Fa invece abbastanza impressione, rispetto a solo un paio di settimane fa, lutilizzo delle mascherine. O meglio, linutilizzo: non le indossa praticamente nessuno, sono più rare di un cross a modo di Dalbert.

Del resto, come si è capito dallaudizione in Palazzo Vecchio dei due commissari Elio Covino e Paola Pieri e dalle precisazioni del comandante Giacomo Tinella i vigili urbani sono in ausilio alle forze dellordine e senza un ordine preciso non si buttano tra la folla e nemmeno identificano o sanzionano chi non indossa le mascherine. Semmai, come precisato giovedì da Pieri, utilizzano agenti in borghese per identificare nel caso i trasgressori in un secondo momento. Tutto questo per non creare dicono sempre i vigili problemi di sicurezza dovuti a reazioni scomposte. Alla fine però sembra che le regole, poi, non le faccia rispettare nessuno.

Ma la socialità ai tempi del corona virus non è lunica problematica della malamovida. In via dei Covarelli, così come in quasi tutte le stradine del rione, servirebbero quasi le pinne per attraversare il Tigri e lEufrate di urina che inondano il lastricato. Il tanfo è insopportabile. Un residente esasperato attacca un cartello: Concedete la possibilità di utilizzare la toilette pubblica della piazza gratuitamente. Doveva essere così, o lo sarà: in teoria i commercianti avevano annunciato di volersi autotassare per la gestione dei bagni da tenere aperti fino alle 3 e gratis. Il servizio però a ieri non è partito e le porte si sono chiuse circa all1. Poi ancora schiamazzi, fino allarrivo della cavalleria dei camioncini Alia. Il primo venerdì sera estivo è andato. Ne restano altri dodici.



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