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Firenze. Tre incubi per 500 residenti: malamovida, degrado, tavolini
Antonio Passanese
Corriere Fiorentino - 3/7/2020

Le risposte degli abitanti del centro al questionario dell’Associazione in difesa di Santa Croce.

Residente, e da tempo radicato nel quartiere, lavoratore (ma ci sono anche studenti e pensionati), età tra i 25 e i 70 anni. È questo il profilo del fiorentino che ha risposto al sondaggio di opinione sulla qualità della vita in Santa Croce e nel centro storico distribuito in 500 case dell’area Unesco dall’Associazione per la difesa di Santa Croce.

Nel questionario, ai residenti è stato chiesto di esprimere una valutazione (pessimo, insufficiente, accettabile, buono, ottimo) su quattro temi che riguardano la quotidianità e la vita nel proprio rione, e su come il Quartiere, il Comune e la Regione, gestiscano i problemi denunciati dai comitati. Oltre al sondaggio, si potevano inviare anche risposte «aperte», cioè segnalazioni, che sono ancora in fase di elaborazione. Ma veniamo ai risultati del questionario. Per chi vive in centro, le emergenze da affrontare subito sono l’ordine pubblico e la movida molesta: su entrambe le voci quasi il 90 per cento dei contatti ha espresso un giudizio pessimo. A ruota seguono l’invasione di tavoli e sedie in ogni angolo di Firenze, la pulizia della città e la carente manutenzione degli spazi verdi.

«Capiamo la drammatica situazione scaturita dalla pandemia che ha colpito duramente il nostro Paese — spiega il presidente dell’associazione Giampaolo Castelli, storico residente di Borg’Unto — Ma siamo preoccupati da questa totale occupazione di suolo pubblico in città, cosa che ha scatenato una lotta senza quartiere al tavolino facile (in Italia il provvisorio diviene quasi sempre permanente). La pandemia doveva essere l’occasione per non tornare a quella orribile “normalità“ a cui ci eravamo quasi abituati e invece sembra che si sia perso l’ennesimo treno per far qualcosa di buono per i cittadini».

Per quanto riguarda, invece, i suggerimenti dei fiorentini per migliorare una situazione border line, in testa alla classifica ci sono il potenziamento dell’illuminazione pubblica (che potrebbe rappresentare un deterrente contro l’illegalità), più pattuglie, di notte, delle forze dell’ordine, la chiusura non più tardi delle 24 dei locali e sanzioni certe per i disturbatori della quiete pubblica. I risultati di questo sondaggio realizzato dall’associazione per la difesa di Santa Croce verranno inseriti in un voluminoso dossier — che sarà composto anche da foto, video e denunce dei residenti — da recapitare a tutte le istituzioni cittadine compresi il prefetto e il questore. «La nostra non è una battaglia contro le attività economiche della città. Siamo ben consci che i locali diano lavoro a centinaia di persone — fanno sapere dall’associazione — ma siamo davvero allo stremo, e il dopo lockdown ha compromesso ancor di più la vivibilità nell’area Unesco. Noi chiediamo semplicemente di poter continuare a vivere nel centro storico, chiediamo che venga rispettato un nostro diritto imprescindibile e costituzionale, quello alla salute e al riposo».

Il prossimo passo dei membri dell’associazione di Santa Croce sarà organizzare un’assemblea popolare durante la quale verrà presentato un filmato sulle reali condizioni di vita tra Santo Spirito, Sant’Ambrogio, piazza Strozzi, Borgo San Frediano, via dei Neri e Borgo Pinti, dove dal giovedì alla domenica si riversano migliaia di persone in cerca dello sballo alcolico facile ed economico. «È nostro intento — conclude il presidente Castelli — creare un libro bianco sullo stato del centro, patrimonio dell’Umanità, da diffondere anche all’estero per far capire a coloro che vengono a visitare o a studiare a Firenze che questa non è la città dei balocchi né tantomeno una Disneyland dove tutto è un gioco e tutto è permesso».



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