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Campane salve a 4 anni dai crolli. «Ma Norcia è vittima dei politici»
Virginia Piccolillo
Corriere della Sera 7/7/2020

Si può resistere quattro anni tra le macerie e non andare in pezzi? Nelle terre del terremoto del 2016 la risposta è un «no» ogni giorno più forte. Per questo è sembrato un miracolo, venerdì scorso, veder riemergere da una coltre di 4 metri di sassi, polvere, cocci e travi di legno che furono la Basilica di San Benedetto da Norcia, il campanone di 18 quintali che si credeva perduto. Era ancora lì, intatto. Come altre tre campane più piccole. Un’altra è ancora sotto i sassi. E solo una si è frantumata ma potrà essere riparata.

Il ritrovamento della Soprintendenza dell’Umbria ha colto di sorpresa un po’ tutti. Per le campane, certo. Ma anche per le macerie che hanno reso evidente anche a chi non sa, o non vuol sapere, che il Centro Italia è ancora a terra. Così, quando sono apparse le sagome delle campane che hanno scandito in Europa lo spirito dell’«ora et labora», nemmeno deformate da quel peso di detriti e burocrazia, c’è chi ha fatto un applauso. Emozionato come quello che si tributa a chi ce l’ha fatta. Ma anche amaro.

Lo spiega al Corriere l’arcivescovo Renato Boccardo: «Il ritrovamento delle campane è stata una bella cosa. Coincide con il momento della presentazione delle proposte per i progetti di ricostruzione. Ed è un bel segnale che viene a lenire le sofferenze dei 4 anni di attesa. Ci rallegriamo. Ma rimane l’amarezza per questi lavori che vanno a rilento in maniera impressionante. Serve un’accelerazione. Nel segno della legalità e della trasparenza ma anche della semplificazione come il commissario straordinario, Giovanni Legnini, che ha capito bene la situazione, si è impegnato a fare». E va dritto al punto: «Su questo segnale di speranza è arrivata come una doccia fredda la decisione della commissione bilancio che non ha approvato il pacchetto sisma. Inviterei quei signori a venire a farsi un giro qui. Ad abitare una settimana nelle casette dove solo nella zona di Norcia ci sono ancora oltre 1.500 persone. Dovrebbero vergognarsi. Sono venuti tutti a promettere “non vi dimenticheremo”. Vediamo come lo tengono a mente. Torneranno quando saremo vicini alle elezioni». Che nel Lazio e nelle Marche si terranno a settembre.

L’arcivescovo

Monsignor Boccardo: «Avevano promesso di non dimenticarci, devono vergognarsi»
«Le campane non erano disperse, erano lì. Prigioniere delle macerie mentre noi combattevamo la nostra lotta contro la burocrazia, i ritardi, le lentezze, le continue richieste di nuove autorizzazioni», spiega Nicola Alemanno il sindaco della città dei Benedettini. «Stavamo vincendo noi. Grazie al lavoro del commissario che ha riorganizzato la normativa, abbiamo avuto l’autorizzazione a conferire le macerie nel sito di Misciano, finora non sapevamo dove metterle. Ci era sembrato uno spiraglio di sole. La ricostruzione privata finalmente comincia a partire. Ora invece tutto è tornato buio». Alemanno è tra i primi sindaci ad aver minacciato la riconsegna della fascia tricolore dopo il «tradimento» della commissione Bilancio che non ha inserito il pacchetto nel dl Rilancio.

Ora sono tutti sul piede di guerra. Alemanno sbotta: «Se nomini un commissario straordinario lo sai che servono cose straordinarie. Se devo continuare a usare l’articolo 50 del codice degli appalti che è rigido e complicato e non consente agli uffici di fare presto, è tutto inutile. La malavita si infila nelle cose complicate. Io ho una white list di imprese verificata dal prefetto, facciamone una anche per i progettisti, ma semplifichiamo».

Il sindaco Alemanno

«Noi combattiamo contro burocrazia, ritardi e richieste di nuove autorizzazioni»
Legnini non si è arreso a quel «no». E l’eco della rivolta di sindaci, comitati, parlamentari delle zone del sisma ha dato più peso alle sue richieste di semplificazione di risorse di personale per far partire la ricostruzione. Così, a sera, è più sollevato: «Ho avuto rassicurazione dal presidente del Consiglio, in un colloquio molto proficuo, sulla piena disponibilità del governo ad accogliere le proposte del pacchetto sisma». La parte relativa alle norme di semplificazione, per accelerare la ricostruzione privata e pubblica sarà inserita nel dl Semplificazione. La parte che invece richiede una copertura economica finirà nel prossimo atteso decreto di scostamento economico. «Sono soddisfatto — assicura Legnini —. Mi auguro che queste norme diventino presto legge, affinché assieme alle misure di semplificazione che ho già adottato, e le prossime che adotterò, possano far sì che la ricostruzione finalmente decolli».

Se lo augura anche monsignor Boccardo: «L’occasione giusta si trova sempre. Basta volerlo».



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