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Napoli. Villaggio baronale demolito per fare alloggi di lusso
Adriana Pollice
Il Manifesto 10/7/2020

La masseria Zaccaria rasa al suolo, il villaggio baronale del Settecento ridotto in macerie. È successo a Giugliano, in provincia di Napoli. Al suo posto è previsto un complesso immobiliare di 48 appartamenti, solare termico, colonnine per auto elettriche, piscina condominiale, custode e videosorveglianza. Le ruspe stanno cancellando identità e storia. In origine era una villa rustica di epoca romana (parte dellantica Liternum), luogo di produzione della Campania Felix ma anche presidio del territorio. Su questo insediamento, in epoca medievale, è poi cresciuto il primo nucleo del palazzo baronale con il pozzo, le case a corte e quindi la chiesa di San Francesco tardo barocca, su un impianto cinquecentesco.

Le foto della demolizione hanno fatto il giro della rete, una segnalazione è arrivata alla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio dellarea metropolitana di Napoli: Non ne eravamo a conoscenza ha spiegato ieri la funzionaria della sezione Tutela archeologica, Simona Formola -. La masseria non aveva vincolo archeologico ed era fuori dal vincolo paesaggistico per questo non sapevamo dellintervento. A chiedere il vincolo è la soprintendenza ma su input del comune o di privati: Dopo le ruspe la struttura del Settecento è persa prosegue Formola ma ci siamo attivati per un sopralluogo in modo da verificare se si conserva qualcosa di più antico, se le ruspe non hanno irrimediabilmente demolito tutto. Se gli interventi li fa un privato sta al buon senso del privato chiamarci. Quando si trovano evidenze archeologiche bisogna contattarci, ma qui non sappiamo se ci sono o se le hanno riconosciute.

Lunico che sa esattamente il valore del luogo è il comune (il sindaco è stato sfiduciato a febbraio): Si tratta di una masseria censita nel Documento di orientamento strategico dellamministrazione di Giugliano conclude -, le viene anche data unattenzione particolare perché tra le più antiche, parte dellidentità e della memoria storica. Poi però non hanno fermato la demolizione. Il Dos elenca tutte le masserie e specifica: Patrimonio storico, sociale ed economico che è necessario riscoprire.

Il complesso immobiliare è stato sviluppato da Open Project, una srl del territorio: si tratta del recupero abitativo di volumi fatiscenti grazie allapplicazione del Piano casa legge regionale 19/09 cioè demolizione di volumi esistenti e la realizzazione di nuovi edifici moderni e lampliamento del 35% del volume preesistente.

Cosa significa lo spiega Carlo Iannello, docente universitario di Diritto dellAmbiente: Il Piano casa prevede la possibilità, al di fuori delle zone che i comuni salvaguardano con un atto esplicito o delle zone con vincolo assoluto, di portare avanti piani di rigenerazione urbana ossia abbatti e ricostruisci ma quando ricostruisci puoi non solo aumentare le cubature ma anche cambiare le destinazioni duso così si stravolgono gli standard urbanistici misurati sulla densità abitativa precedente. Quella che doveva essere una norma eccezionale e transitoria, il Piano casa, viene adesso assunta nella legge urbanistica regionale che la giunta campana vorrebbe approvare entro la fine del mese, moltiplicando così allinfinito la possibilità di altri casi come questo. Quello che è successo a Giugliano con la distruzione del patrimonio culturale prosegue Iannello dimostra che cè assoluta necessità di realizzare il Piano paesaggistico campano e non la legge urbanistica in discussione in consiglio regionale.

Il Piano paesaggistico è previsto dal Codice dei Beni culturali del 2004 e in Campania ancora non cè. Va approvato dintesa tra ministero e regione: Il Piano paesaggistico prevede la ricognizione di tutto il territorio regionale sottolinea Iannello così la masseria Zaccaria sarebbe probabilmente rientrata nella tutela. La legge urbanistica voluta dallassessore Bruno Discepolo prevede allarticolo 13 lapprovazione del piano per stralci, cioè per macro aree, ma il ministero ha già detto che è un metodo sbagliato. Si rischia lincostituzionalità perché non rispetta il Codice dei Beni culturali.

https://ilmanifesto.it/villaggio-baronale-cancellato-per-48-appartamenti/


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