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La fase local dei musei milanesi: giovani e famiglie trainano la ripresa
Teresa Monestiroli
La Repubblica - Milano 18/7/2020

La buona notizia è che il pubblico è tornato, e non era affatto scontato: i milanesi prima di tutti e, timidamente, da luglio sono arrivati anche i pochi turisti stranieri. Ma il dato che ha colpito di più i direttori è che nelle sale l'età dei visitatori si è abbassata. Alla Pinacoteca di Brera, per esempio, la fascia 20-30 anni è stata la più numerosa. Eppure, a quasi due mesi dalla riapertura dei musei, avvenuta alla spicciolata fra il 18 maggio e il 2 luglio, il primo bilancio non è un granché. La ripresa è lenta per tutti e, quando va bene, gli ingressi sono crollati del 60-70 per cento rispetto all'anno scorso. Per dare un segnale a un settore in affanno Palazzo Marino conferma la festa di Museocity, rinviata da marzo al primo weekend di agosto (31 luglio-2 agosto) con un programma dedicato alla creatività femminile e tutti i musei civici aperti.

"È presto per fare una valutazione - commenta Filippo Del Corno, assessore alla Cultura - . Il dato positivo è che la città sta tornando al museo, visto dal pubblico come un luogo di condivisione e un'occasione per passare del tempo in famiglia". Certo è che i numeri della ripartenza, per ora disomogenei, sono bassi per tutti. Colpa degli ingressi contingentati e della prenotazione obbligatoria, lamentano i direttori, ma anche della calma piatta che si respira in una città che fatica a uscire dal lockdown. "Il numero degli stranieri in città non è paragonabile all'estate scorsa - continua Del Corno - . Nei musei civici abbiamo scelto di essere molto cauti perché Milano è stata una delle città più colpite dal Covid. Se le regole non cambiano continuiamo così fino a settembre". Che significa aperture a giorni alternati in tutti i musei civici che a giugno hanno registrato 5.500 ingressi (11 musei, ma il Castello Sforzesco ha aperto il 25); da giovedì a domenica per Palazzo Reale che accusa un duro colpo: la mostra multimediale "Tutankhamon Real Experience" viaggia a 500 spettatori alla settimana contro una media di 5.000 (il 90 per cento in meno) e quella su "George de la Tour" dal 28 maggio ha staccato 5.000 biglietti in tutto: numeri economicamente non sostenibili a fronte degli investimenti dei privati.


Il dato più alto arriva dalla Pinacoteca di Brera che è riuscita a sfiorare i 13.840 biglietti in un mese (dal 9 giugno) e vanta già 3.273 prenotazioni da qui alla fine di agosto. Sembra un numero elevato, ma è comunque meno della metà della media mensile del 2019 (35 mila). Non si poteva fare di più visto le rigide limitazioni di pubblico, ma almeno le prenotazioni vanno a ruba (l'ingresso è gratuito). "Sono molto contento del risultato - dichiara il direttore James Bradburne - . Nonostante la situazione abbiamo tanti giovani e il pubblico a noi caro delle famiglie".

Viaggia benino anche il Cenacolo. Il Covid ha diminuito drasticamente gli ingressi, trasformando la visita in un'esperienza unica per chi entra, ma in un bagno di sangue economico per il dipinto che da solo traina i musei statali della regione. Dal 9 giugno al 14 luglio gli ingressi sono stati 6.758, con quasi tutti gli slot completi. E Emanuela Daffra, direttrice del Polo museale della Lombardia è preoccupata: "È un numero che di solito facciano in cinque giorni. Entro la fine di luglio saliremo a 18 persone ogni 15 minuti e l'apertura sarà estesa all'intera giornata: ci saranno abbastanza turisti per riempire tutti i posti?". Anche qui il dato positivo è che sono comparsi i giovani e tanti milanesi.

"Per ragioni di sostenibilità e di significativa riduzione del numero di visitatori", si legge in una nota, il Poldi Pezzoli da lunedì aprirà solo al pomeriggio, anche se la casa museo ha totalizzato 3.189 biglietti dal 18 maggio al 12 luglio. Chi funziona meglio sono i musei che propongono qualcosa in più alla visita nelle sale, sopratutto sfruttando spazi all'aperto che il pubblico di questi tempi preferisce. Come al Museo Diocesano dove l'offerta aperitivo nel chiostro più mostra sta andando bene: sono 3.000 i biglietti staccati dal 2 giugno di cui la metà nell'orario serale, che dal 20 giugno ha ingranato arrivando al tutto esaurito per le chiacchierate serali su Raffaello e sulla fotografia. "All'inizio ero molto preoccupata: i numeri erano bassi e ho visto che il pubblico era molto prudente - confessa la direttrice Nadia Righi - . Ora sono contenta, anche se dovendo garantire il distanziamento in alcuni momenti siamo costretti a rifiutare le prenotazioni".

Il record spetta alla Triennale con 23.169 accessi dal 4 giugno al 12 luglio, ma il dato non si riferisce solo ai visitatori del museo del Design, unica esposizione aperta, ma al pubblico di "Triennale Estate" che di fatto è come una rassegna con cinema, incontri, teatro e dj set. Tutta un'altra cosa.

https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/07/18/news/musei_ripartenza_milano-262249192/


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