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Firenze. Vasariano, un nuovo inizio. Dopo 60 anni di discussioni
Edoardo Semmola
Corriere Fiorentino - 22/7/2020

Se i tempi saranno rispettati, al netto di intoppi tecnici, procedurali, organizzativi, riusciremo a percorrere di nuovo il Corridoio Vasariano dopo lestate del 2022. Quindi a sei anni e qualcosa dalla sua chiusura. Un Vasariano che però avrà un volto completamente diverso rispetto a prima, quando era sede della collezione degli autoritratti.

Ieri il Ministero ha pubblicato il bando per la realizzazione del progetto esecutivo. La fine della gara è fissata per il 22 settembre, poi occorreranno circa tre mesi per individuare il vincitore, quindi laggiudicazione dovrebbe avvenire entro la fine di questanno. Di conseguenza linizio dei lavori dovrebbe avvenire nella prima parte del 2021. Poi circa 18 mesi di cantiere. Se tutto va bene, dunque, a due anni e poco più da ora il Vasariano riaprirà al grande pubblico in via ordinaria, interamente riallestito, con un percorso ed un biglietto speciale. Il piano di mettere a norma il Corridoio risale agli anni Sessanta (60 anni fa, ndr ). Parola di direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt.

Progetto che non prevede il ritorno del celebre nucleo di 700 autoritratti che storicamente lo ha caratterizzato, da Raffaello a Delacroix, dal Beccafumi ad Andrea del Sarto. Questi verranno esposti al primo piano degli Uffizi in alcune sale nuove. Al loro posto, la lunga passeggiata da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, lungo gli Uffizi, a cavallo dellArno sopra Ponte Vecchio e attraverso Boboli, vedrà di nuovo la luce con la riaperture delle sue 73 finestre e ospiterà circa 30 sculture antiche, una raccolta di iscrizioni e lapidi greche e romane e una serie di affreschi cinquecenteschi staccati che in passato decoravano lesterno delle volte. Troveremo anche una opera-memoriale che ricorda lattentato mafioso di via dei Georgofili del 1993, con riproduzioni fotografiche e i dipinti degli Uffizi danneggiati dallo scoppio dellautobomba. E unaltra dedicata ai danni provocati nel centro storico di Firenze dalle truppe naziste durante loccupazione e in particolare nella terribile notte del 4 agosto 1944 quando fecero saltare in aria tutti i ponti tranne Ponte Vecchio. Al memoriale per i Georgofili apparteranno anche i due dipinti più danneggiati dallautobomba mafiosa: la Natività di Gherardo delle Notti e i Giocatori di Carte di Bartolomeo Manfredi, restaurato grazie alla campagna promossa dal Corriere Fiorentino .

Il progetto di riallestimento del Corridoio prevede la realizzazione di cinque nuove uscite di sicurezza la carenza delle quali è stato tra i principali motivi della chiusura nel 2016 di cui una verrà ricavata dentro il vano di un pilone dove Ponte Vecchio incontra via de Bardi e unaltra allinterno di Boboli. Là verranno anche riaperti i due archi del Corridoio, così da permettere il collegamento tra i due lati. E ancora: sarà realizzato un accesso per i disabili, un nuovo impianto di climatizzazione, lilluminazione a led a basso consumo e un sistema di video sorveglianza. Senza dimenticare il consolidamento strutturale. Nel 2018 Schmidt aveva previsto il 2021 come data di fine lavori, ma non aveva fatto i conti con la lentezza di alcune procedure. Da ieri però la gara pubblica è on line e accessibile a tutte le imprese europee. Tutta la procedura, totalmente informatizzata, è gestita da Invitalia, centrale di committenza del Ministero dei Beni culturali che ha stanziato circa 10 milioni di euro per il progetto. Il valore di gara ammonta a circa 7 milioni.

Il segretario generale del Ministero Salvatore Nastasi ha ricordato come il bando di gara europeo è stato reso possibile da una piena collaborazione istituzionale tra le diverse realtà coinvolte in questa iniziativa, che permetterà di restituire ai fiorentini e al mondo intero una parte pregiata del nostro patrimonio culturale. E anche in Schmidt adesso filtra maggiore ottimismo: Vediamo avvicinarsi il momento in cui finalmente quel percorso principesco diventerà unesperienza alla portata di tutti. Soddisfatto anche il soprintendente ad Archeologia Belle Arti e Paesaggio per Firenze Pistoia e Prato, Andrea Pessina, secondo cui questo intervento consentirà la nascita di un unico percorso museale di grandissima suggestione e interesse scientifico e certo costituirà un volano importante per la ripresa del turismo culturale a Firenze, settore oggi in grande difficoltà.



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