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«Non cancello la scritta anarchica. Fa parte della storia di Monza»
Rosella Redaelli
Corriere della Sera - Bergamo 21/7/2020

«Viva Bresci» si legge all’ingresso della Cappella Espiatoria. Una scritta in vernice nera sul monumento fatto erigere da Vittorio Emanuele III sul luogo dove il padre, Umberto I, fu ucciso sotto i colpi dell’anarchico Gaetano Bresci la sera del 29 luglio 1900. A pochi giorni dall’anniversario del regicidio e alla vigilia di una campagna di restauri per il monumento, inaugurato il 29 luglio 1910, quella scritta fa discutere.

La posizione della direttrice della Cappella Espiatoria, Barbara Galli, architetto ed ex docente al Politecnico, è chiara: «Vorrei lasciare quella scritta all’ingresso — spiega — cancellando le altre che sono invece sull’esedra nel viale d’entrata. So che la scelta non piace ai monarchici, ma ritengo che, se anche la cancellassimo, dopo due giorni ci sarebbe ancora chi la riscriverebbe e poi fa parte della storia del monumento». Il riferimento è alla visita di un giovanissimo Mussolini a Monza, invitato da Ezio Riboldi, primo sindaco socialista: «Si dice — spiega Galli — che Mussolini incise sulla pietra, proprio in quel punto, accanto alla cancellata liberty del Mazzucotelli un “Viva Bresci”, aggiungendo che la Cappella fosse un monumento all’attentatore anarchico».

La scelta di non rimuovere quella scritta non piace a Thomas Luigi Mastroianni, vicario per Monza e Brianza degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia: «Conosco la direttrice e so che ha a cuore il monumento — spiega Mastroianni —, ma quella scritta deve essere cancellata. Se apparisse un’offesa contro il Presidente della Repubblica sul muro del Vittoriano sarebbe immediatamente rimossa. Qui non c’entra il fatto di essere monarchico o meno, si tratta di aver rispetto di un monumento storico, si può protestare senza deturpare». Contro futuri atti vandalici Mastroianni propone di installare delle telecamere di sorveglianza: «Lasciare quella scritta per paura che venga rifatta suonerebbe come una resa — prosegue —: perché dare albergo alle gesta dei vandali? Inoltre il fatto storico della visita di Mussolini può comunque essere raccontato durante le visite guidate».

Come finirà la querelle lo si saprà al termine dei lavori di restauro: «Nonostante la pandemia — spiega Galli — siamo riusciti a portare avanti i nostri progetti. Le restauratrici sono al lavoro per ripulire i mosaici in ciottoli di fiume che ornano l’esedra del giardino e un altro cantiere da 300 mila euro è previsto per il restauro della cancellata liberty». Ha preso il via anche il cantiere che interesserà la base del monumento: «Siamo al lavoro con i ricercatori del Cnr — prosegue la direttrice — per trovare l’agente chimico in grado di rimuovere una pellicola applicata durante i restauri degli anni 80. Purtroppo si tratta di una sostanza che non ha fatto traspirare la pietra che ora si sbriciola in più punti. Poi si dovrà capire come proteggere la base del monumento per evitare le infiltrazioni d’acqua all’interno che potrebbero danneggiare i mosaici». Sarà all’avvio di questo cantiere, previsto per l’inizio del prossimo anno, che si deciderà anche se ripulire o meno quella scritta all’ingresso. Per ora l’attenzione è rivolta al 29 luglio, quando la grande croce di alabastro sarà illuminata, Massimiliano Finazzer Flory porterà proprio alla Cappella Espiatoria la lettura teatrale «La morte del Re». Sono attesi i rappresentanti degli Ordini Dinastici di casa Savoia da tutta Italia.



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