LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Turismo subacqueo, nasce la rete dei siti sommersi. Regole: guardare e non toccare
Manlio Lilli
Il Fatto Quotidiano 1/8/2020

Il turismo ha le sue regole. Deve produrre numeri e per questo fare rete tra “le attrazioni” è importante. Anzi, fondamentale. Altrimenti il rischio è quello che si possano creare delle zone d’ombra. Insomma che i flussi si concentrino in un sito, ignorandone un altro, magari non lontano geograficamente e comunque ugualmente “interessante”. In questo ambito l’archeologia subacquea sembra offrire grandi potenzialità. Che gli organizzatori della 23esima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in programma a Paestum dal 19 al 22 novembre, non vorrebbero lasciare inespresse.

L’idea semplice, per certi versi, ma tutt’altro che agevole da realizzarsi. Creare la rete degli “Itinerari Culturali dei siti sommersi del Mediterraneo“, che comprenda Campania, Puglia, Sicilia, Egitto, Grecia e Israele attraverso i loro siti sommersi.

I siti sommersi del Parco Archeologico dei Campi Flegrei? Straordinari! Ma non (di) meno di quelli delle Tremiti. E che dire di quelli di Ustica-Egadi-Pantelleria? Una meraviglia! Per non parlare di quelli di Alessandria d’Egitto, di Pavlopetri e di Caesarea Maritima. Tutti “belli” e “interessanti” singolarmente. Ancora di più se inseriti in un racconto che attraversa luoghi geograficamente lontani e siti cronologicamente differenti. Un progetto nel quale si dovrebbero coniugare turismo responsabile e sviluppo sostenibile, come spiegano gli organizzatori della Borsa.

La circostanza che la Rete verrà intitolata alla memoria di Sebastiano Tusa, “archeologo e studioso che ha vissuto al servizio delle istituzioni per contribuire allo sviluppo locale e alla tutela del Mediterraneo” è senz’altro un buon inizio. Ma ci sarà da lavorare a livello internazionale, è più che probabile. Ancora di più in Italia. Non tanto per attrarre turisti, affascinati dalla prospettiva di immergersi per osservare le bellezze archeologiche. Nuovi turisti, s’ìntende. Perché la base di partenza è cospicua.

Sono, infatti, circa 30 milioni i subacquei certificati a livello mondiale e circa 6 milioni quelli che si sono “tuffati” almeno una volta senza certificazione. Quel che sembra meno agevole sarà fare in modo che il più che probabile incremento delle immersioni nei siti della Rete non comporti potenziali pericoli per la loro tutela. Perché è indubbio che il fine ultimo di ogni scoperta archeologica sia la sua pubblica fruizione. E’ fuori discussione che anche i siti che ora si trovano al disotto delle acque del mare debbano essere patrimonio di tutti.

Ma in ogni caso è necessario che venga salvaguardata la loro integrità. Evitando che, come non infrequentemente accade nei siti archeologici in superficie, qualche visitatore decida di portar via un “ricordo”. Qualche tessera di mosaico, un laterizio e qualunque altro elemento costruttivo asportabile senza grande difficoltà. L’archeologia, compresa quella subacquea, non contempla il souvenir. Permette la contemplazione, ma non l’asportazione.

“Facile imbattersi inaspettatamente sott’acqua in un reperto storico, essendo stata l’isola utilizzata in passato quale riparo dei naviganti delle mareggiate. Ad esempio, nei pressi della Grotta Azzurra giacciono i resti di un relitto romano del I secolo a. C.”. Un testo ad uso turistico realizzato alcuni anni fa dal Comune di Ustica reclamizzava in questa maniera i fondali che circondavano l’isola.

Le intenzioni del testo senz’altro delle migliori. Impossibile dubitarne. Anche se appare evidente il tentativo di solleticare l’istinto predatorio e avventuristico del turista. D’altra parte se i “reperti” appaiono “inaspettatamente”, è probabile che siano numerosi e dunque perché privarsi del souvenir?

“L’obiettivo è arrivare a far sì che le centinaia di migliaia di subacquei che ad ogni stagione perlustrano i nostri mari si abituino a considerare i reperti archeologici come parte integrante e inseparabile del paesaggio sommerso, intoccabili come le stelle alpine e l’orso bruno, nel nostro caso come elementi unici e irripetibili dell’ecosistema Storia”. Piero Pruneti, da anni organizzatore di corsi di archeologia subacquea, non ha dubbi. La didattica è imprescindibile. Altrimenti si rischia l’effetto supermarket.

La Rete dei siti sommersi del Mediterraneo è una buona idea. Ma perché si concretizzi, divenendo una reale risorsa per i territori, è necessario che gli strumenti di tutela vengano accresciuti. E contemporaneamente che la comunicazione venga pensata in maniera corretta. Attraendo senza stravolgere. Il regalo che ci si fa è osservare, senza prendere. Muovendosi in contesti che spesso offrono anche apprezzabilissimi aspetti naturalistici. Si può essere turisti anche in maniera responsabile.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/01/turismo-subacqueo-nasce-la-rete-dei-siti-sommersi-regole-guardare-e-non-toccare/5885185/


news

25-02-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 25 febbraio 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news