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Barcellona. 101 anni fa il primo strappo in Catalogna (ora a Boston)
Roberta Bosco
Il Giornale dell'Arte numero 409, agosto 2020

Lo stacco dell'affresco del Pantocratore della chiesa di Mur, in Catalogna, fu il primo di una serie che diede origine allattuale collezione di arte romanica del Mnac di Barcellona

A causa dellemergenza sanitaria, in diversi Paesi il turismo rurale è ancora più di moda di quanto già non fosse. È molto probabile, quindi che questanno la calma di Mur, un paesino ai piedi dei Pirenei, venga alterata così come lo fu nellestate del 1919 con larrivo del mercante darte Ignasi Pollack e delléquipe del restauratore italiano Franco Stefanoni, maestro della tecnica dello strappo che aveva messo a punto per tutelare il patrimonio italiano durante la prima guerra mondiale. Stefanoni strappò laffresco del Cristo che presiedeva la chiesetta di Santa Maria e lo consegnò al collezionista Luís Plandiura, che due anni dopo lo vendette al Museum of Fine Arts di Boston, dove è tuttora esposto.

In occasione del centenario di questo primo strappo, il Museu Nacional dArt de Catalunya (Mnac) di Barcellona promuove la visita ai luoghi dorigine delle opere che adesso sono conservate nelle sue sale e formano una delle collezioni di arte romanica più importanti del mondo. La rimozione del Pantocratore di Mur segna una vera svolta nella salvaguardia dellarte nelle zone rurali e linizio di unintensa campagna che durò fino al 1923, anche se ci furono interventi sporadici fino al 1978, spiega Pepe Serra, direttore del Mnac.

La tecnica dello strappo permetteva di rimuovere la pellicola pittorica, come se fosse un negativo, e trasferirla su tela. Con questo sistema sono arrivate al Mnac le opere che formano la sua eccezionale collezione, provenienti dalle chiese di Sant Climent e Santa Maria de Taüll, Sant Joan de Boí e Santa Maria de Aneu, tra le altre.
Larchitetto modernista Josep Puig i Cadafalch, allora presidente della Comunità della Catalogna, era favorevole a mantenere gli affreschi nel luogo dorigine, ma presto si rese conto che nonostante lintervento fosse rischioso, era preferibile al saccheggio e al deterioramento, spiega Serra.

Lanniversario rappresenta unopportunità per valorizzare le aree dorigine delle opere e la loro importanza storica, architettonica, artistica e paesaggistica. Anche se non è possibile né raccomandabile ricollocare le opere nelle rispettive chiese, visitare i luoghi dorigine consente di percepire unatmosfera speciale, assicura Serra, elogiando iniziative come la fedele riproduzione dei dipinti di Mur o la proiezione (videomapping) del Pantocratore di Sant Climent de Taüll.

https://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/101-anni-fa-il-primo-strappo-ora-a-boston-/133586.html


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