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Recanati, la lotta del Fai contro la discarica
Andrea Carandini
Corriere della Sera 23/9/2020

L’articolo dell’altro ieri a firma di Francesco Battistini «Una super discarica sotto l’ermo Colle caro a Leopardi» ha l’innegabile merito di porre il dito nella piaga delle discariche (realizzate e, Dio non volesse, realizzande) che affollano il nostro paesaggio senza risolvere il problema dei rifiuti: questo modello di impianti è un retaggio del passato. Ci appelliamo alla nuova amministrazione regionale affinché riaffronti il tema in un’ottica di sistema e di economia circolare, basando il trattamento dei rifiuti su una filiera a misura dei luoghi: meno rifiuti, più raccolta differenziata (le Marche sono ai primi posti in Italia, già al 70%), impianti per il riciclo e il recupero energetico (come termovalorizzatori ad alta tecnologia) e, solo per i residui della filiera, micro discariche. Quanto alla localizzazione della discarica che minaccia il paesaggio leopardiano, in virtù del ruolo acquisito dal Fai con l’importante lavoro svolto per il recupero e la valorizzazione dell’Orto sul Colle dell’Infinito di Recanati, che abbiamo inaugurato un anno fa alla presenza del presidente della Repubblica Mattarella, ci teniamo ad approfondire le informazioni contenute nell’articolo, perché non passi solo la denuncia di un eventuale scempio — comunque utile a sensibilizzare l’opinione pubblica — ma anche il lavoro concreto e assiduo che le istituzioni nazionali e locali (Soprintendenza e Comune) hanno svolto e stanno svolgendo, con il sussidiario concorso di enti culturali e di protezione ambientale nazionali e locali, come il Fai, Casa Leopardi e il Centro Nazionale di Studi Leopardiani. Il Fai segue fin dall’inizio la vicenda della discarica, che non è spuntata fuori prima dell’estate, ma risale al 2017. A febbraio 2020 sono state presentate ai Comuni le prime generiche proposte, 70 macro-aree in 22 comuni tra cui Recanati, con l’incarico di valutare, ciascuno su scala locale, l’idoneità o meno dei siti. Il Comune di Recanati ha già deliberato nel giugno 2020 la sua netta contrarietà; ha istituito un tavolo tecnico che esclude tutte le localizzazioni proposte in ragione di vincoli di tutela cogenti e già esistenti e auspicando vincoli specifici, ad esempio quello sul «cono ottico» dal Colle dell’Infinito, che il ministero aveva elaborato, ma che è rimasto sulla carta e che questa vicenda offre l’occasione di trasformare in legge. Quale cono di visuale più meritevole di tutela di quello che ispirò Giacomo Leopardi nella lirica L’Infinito? È molto grave che il paesaggio di Recanati sia stato preso in considerazione per la proposta di localizzazione di una discarica, e che questo tipo di processo lasci alle Soprintendenze un ruolo «a valle» delle proposte, e non invece, «a monte» di ogni decisione del genere; in ogni caso, qualora una delle 70 macro-aree proposte fosse giudicata idonea, la Soprintendenza delle Marche sarà comunque chiamata a pronunciarsi nell’ambito della Valutazione di impatto ambientale, passaggio fondamentale previsto a garanzia della tutela del paesaggio.



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