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Firenze. Mini stretta di Palazzo Vecchio a 24 ore dalla protesta anti movida
Antonio Passanese, Marzio Fatucchi
Corriere Fiorentino - 18/9/2020

Palazzo Vecchio prova a intervenire, di nuovo, contro la malamovida dando una «registrata» ai divieti emessi nel giugno scorso. La novità è che tutti gli «esercizi di vendita al dettaglio del settore alimentare», dovranno essere chiusi, intorno a Santo Spirito, dalle ore 20. Quindi minimarket, ma anche vinaini e tabacchi che vendono alcol. L’ordinanza, concordata con la Prefetta di Firenze Laura Lega, è stata annunciata ieri mattina e non sarà l’unica. L’altra, per evitare la «pressione dei panini» in via dei Neri — per questo motivo soprannominata ormai «Borg’Unto» — sarà pronta a breve, annuncia il sindaco Dario Nardella: un divieto di mangiare panini e sedersi sui marciapiedi (di «bivacco», insomma) come già era stato fatto in passato, «ora anche in chiave anti assembramenti, contro il covid, perché il rischio c’è e va monitorato» spiega il sindaco Dario Nardella.

Se questa seconda ordinanza è stata affidata al comandante dei vigili urbani Giacomo Tinella ed al capo di Gabinetto del sindaco Pierfrancesco Ungari, l’altra su Santo Spirito è già stata firmata e scatta da stasera, sarà valida fino al 15 ottobre. La chiusura di tutti gli esercizi alimentari al dettaglio partirà dalle 20 di oggi, e riguarda tutti gli esercizi al dettaglio che possono vendere alcol: quindi minimarket, a cui era già vietato vendere alcol dalle 20 (ma alcuni, raccontano all’assessorato alle Attività produttive, ormai avevano messo dei «pali» per aggirare i controlli dei vigili) così come anche vinaini, tabaccherie e fornai. Secondo una prima verifica, si tratterebbe in realtà solo di 5-6 locali, visto che le strade interessate sono , oltre a piazza Santo Spirito, via Sant’Agostino, via Mazzetta, via Maffia, via Maggio, via delle Caldaie, Borgo Tegolaio e via del Presto di San Martino.

Resta poi il divieto, già introdotto nella precedente ordinanza e che riguarda tutta l’area Unesco, «della vendita dalle 20 alle 6 delle bevande alcoliche in qualunque contenitore e la vendita, anche su area pubblica, la somministrazione e la vendita per asporto da parte dei somministratori di qualsiasi bevanda in contenitori di vetro». Ovviamente, chi fa attività di somministrazione al tavolo potrà continuare a usare il vetro. Divieto anche di «detenzione di contenitori in vetro per qualsiasi tipo di bevanda», è scritto sempre nell’ordinanza. Per chi sgarra, multe da 400 a 500 euro. Fino a metà agosto, erano state 12 le sanzioni elevate in base all’ordinanza, ha ricordato il sindaco Nardella al Corriere Fiorentino difendendo le sue scelte. Ora, con questo nuovo divieto, il Comune spera di arginare la vendita di alcol a basso costo dai minimarket. Ma avrà davvero un impatto? E perché non misure più drastiche?

Il sindaco assicura che la scelta non è stata presa dopo le proteste dei residenti dell’Oltrarno (che domani terranno una manifestazione) e di quelli di via dei Neri. Ed è evidente che i minimarket sono solo una parte del problema. Ma Nardella è netto: «Con la chiusura, sarà più agevole anche fare i controlli dei minimarket, che sono i principali soggetti di vendita e distruzione di alcolici e superalcolici, uno dei problemi alla base della malamovida». Un divieto, quindi, che si aggiunge agli altri e «alle misure di controllo già predisposte con la prefettura». Nardella ribadisce che «non abbiamo mai abbassato la guardia. E non lo faremo in futuro. Ma questa ordinanza, come quella che faremo in via dei Neri, non devono essere punitive per il mondo delle imprese. Non posso permettermi di emanare atti che ci facciano perdere altri posti di lavoro. Vado incontro alle esigenze di decoro e quiete pubblica dei residenti, ma lo farò sempre tenendo conto la priorità di questo momento della nostra città: non far chiudere le imprese e far perdere posti di lavoro, ne abbiamo già persi troppi».



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