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Firenze. Le ruspe all’ex Teatro Comunale, quasi tutto demolito e ricostruito
Lorenzo Sarra
Corriere Fiorentino - 25/11/2020

Per adesso le ruspe rosse e verdi, tra via Solferino, via Magenta e Corso Italia, hanno buttato giù soltanto alcune parti esterne. Ma i lavori iniziati lunedì scorso sono destinati a demolire quasi totalmente l’ex Teatro Comunale, per decenni la «casa» del Maggio musicale. Sarà la più grande operazione del genere nel centro storico, la prima ed unica a demolire e ricostruire per «sostituzione edilizia»: dei 15 mila metri quadri totali solo 3.500 verranno restaurati perché vincolati. L’acquirente è una joint venture tra le società Blue Noble e Hines, lo stabile è stato acquistato da Cassa depositi e prestiti per 25 milioni di euro. Altri 75 milioni serviranno per i lavori di riconversione dell’edificio, che non termineranno prima di un anno e mezzo.

In quello che dal 1862 al 2014 è stato il palcoscenico di artisti come Herbert Von Karajan, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Maria Callas e di tanti altri grandi della musica classica e del balletto, nasceranno 160 appartamenti, negozi, una palestra e un parcheggio interrato. «È il più importante intervento di rigenerazione urbana nel centro di Firenze — dichiarava nel gennaio 2019, l’allora assessore all’urbanistica Giovanni Bettarini — Recupera un contenitore vuoto e riqualifica in chiave contemporanea un intero isolato». L’area oggetto di restauro e risanamento conservativo come detto sarà di soli 3.500 metri quadrati su 15 mila. Oltre a confermare la destinazione a prevalenza residenziale del complesso, il piano prevede uno spazio aperto interno all’isolato e la realizzazione delle opere di riqualificazione del contesto, come il rifacimento del parterre centrale di via Solferino. Il progetto di recupero prevede pure la demolizione della sala teatrale, compreso il ridotto e le numerose aggiunte realizzate nel tempo che avevano completamente intasato l’isolato. La facciata principale resterà invece vincolata. Un passaggio non scontato. L’inizio dei lavori: l’ex Comune era stato messo in vendita già dal 2000, con più bandi deserti. Alla fine, l’aveva acquistato Cdp che, nel 2017, aveva firmato la vendita alla Nikila di Luigi Dagostino, in cui erano coinvolti anche l’impreditrice Ilaria Niccolai e Lorenzo Rosi. Ma, dopo una serie di vicende giudiziarie (in cui emergevano anche i legami di Dagostino con il padre di Matteo Renzi, Tiziano), la vendita è sfumata. Solo nel 2018 sono arrivati Hines e Blue Nobel. Soddisfatto, per il momento, il comitato «Zona Teatro Comunale», che aveva denunciato negli anni il degrado creatosi intorno all’edificio abbandonato, tra pusher, clochard e discariche di spazzatura: il 12 novembre hanno avuto rassicurazioni sulla bonifica di amianto, «ci è stato assicurato che è sottoposta ad un doppio controllo, Asl e di un’azienda privata». La parte più impattante sarà da giugno 2021 a maggio 2022, Corso Italia subirà un restringimento che porterà via 14 posti auto. Ma il comitato conferma il proprio gradimento: «Il 70% degli appartamenti resterà di proprietà di Hines e si doteranno di una vigilanza privata. Il quartiere diventerà più sicuro».



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