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Parma. "Il San Paolo non diventerà un enorme bistrot". Il Pd: il cibo sia ospitato altrove
La Repubblica - Parma 25/11/2020

Presentata e discussa in commissione consiliare la mozione depositata dal gruppo consiliare del Pd che invita l'Amministrazione comunale a prendere in considerazione una destinazione diversa dal complesso di San Paolo per la Fondazione Parma Unesco città creativa della gastronomia.

Il testo è stato presentato dal consigliere comunale Sandro Campanini, a cui hanno risposto gli assessori al Commercio e turismo Cristiano Casa e ai Lavori pubblici Michele Alinovi i quali - pur ascoltando le motivazioni del gruppo dem - hanno evidenziato come il percorso sia avviato e non ci siano margini di ripensamento.

"Occorre partire dal presupposto che la gastronomia è cultura. Di questo progetto parliamo dal 2017 con dibattiti e confronti, come ad esempio la Notte bianca del San Paolo. La scelta di puntare sulla gastronomia è stata inoltre condivisa anche con la Regione, ricordo a questo proposito la visita del presidente Stefano Bonaccini un anno fa e il finanziamento regionale di 1,6 milioni per il restauro del Chiostro della Fontana. La nostra visione è dunque molto chiara: vogliamo dare una casa alla città della gastronomia Unesco, concretizzando in questo luogo tre pilastri che sono la formazione, l'esperenzialità e la parte produttiva, ovvero la cabina di regia del sistema food locale che comprende le imprese. Tutto sarà concentrato in uno spazio dove la cultura gastronomica troverebbe la sua espressione, chiudendo così il cerchio con la realtà dei Musei del cibo presenti in provincia". Nel progetto c'è anche il trasferimento nel complesso di San Paolo dell'ufficio turistico comunale (Iat).

La destinazione gastronomica s'intreccia con uno de massimi capolavori artistici presenti a Parma, ovvero la Camera di San Paolo attualmente gestita a fatica dal ministero.

Per questo Casa ha ribadito quanto già annunciato dall'assessore alla Cultura Michele Guerra, ovvero la volontà del Comune di farsi carico dell'accoglienza dei visitatori tramite un biglietto unico con la Pinacoteca Stuard. La richiesta è stata avanzata ma ancora non c'è una risposta.

I dubbi del Pd restano e li esprime la consigliera Caterina Bonetti: "Non mettiamo in discussione il valore e l'importanza dell'enogastronomia locale ma la scelta di inserire altri elementi in un contesto in cui è presente la Camera di San Paolo. Si rischia di accostare realtà tanto distanti mentre sarebbe più opportuno percorrere una valorizzazione distinta. L'enogastronomia potrebbe infatti trovare sede in altri luoghi della città, in modo da ampliare i percorsi di visita a disposizione dei turisti. Meglio, insomma, non concentrare tutto nello stesso contenitore".

A rassicurare sulla tutela artistica dei capolavori del complesso di San Paolo interviene Alinovi: "Parma deve esprimere le proprie eccellenze. Noi siamo figli di una terra che ha saputo infondere una narrazione che è la food valley" ha detto ricordando le parole coniate da Franco Maria Ricci "Parma lands of art music and fine food".
"Il complesso non diventerà un enorme bistrot" ha sottolineato Alinovi.

"La Camera di san Paolo sarà valorizzata per quello che è e che vale" ha aggiunto Casa.

"Non siamo di fronte a un derby tra gastronomia sì e gastronomia no - riprende Campanini -, stiamo discutendo se un edificio che ha una storia così importante sia adatto a ospitare un certo tipo di funzioni. Chiediamo quindi all'Amministrazione se non sia il caso di aprire un confronto ampio con la città per capire come finalizzare al meglio questo spazio. Suggeriamo di non dare per definitiva un'idea legittima e di riavviare una discussione. Sarebbe un dispiacere se un luogo del genere diventasse un posto anonimo in cui fare feste e ritrovi. Riteniamo sia necessario un ulteriore approfondimento da parte dell'Amministrazione comunale".

Ma lo stop di Alinovi è chiaro: "Non possiamo tornare indietro rispetto a un percorso condiviso e avviato da tempo". L'assessore ha quindi confermando che una parte della struttura sarà adibita a laboratori.

Ed è sul progetto e la divisione degli ambienti che interviene anche il capogruppo del Pd Lorenzo Lavagetto: "Al momento si capisce ben poco di quanto e come verrà utilizzato lo spazio per una funzione legata al cibo e quanto invece resterà vuoto. Il dato di fatto è che si corre il rischio di snaturare una realtà così preziosa. Il cibo può andare in altri immobili della città senza che gli si tolga prestigio".

Sarà presentato sabato 28 novembre alle 10, nel chiostro della Fontana, il volume Il Monastero di San Paolo a Parma a cura di Matteo Bola e Sauro Rossi. L’iniziativa è promossa dal Rotary International Distretto 2027 Club Parma Est, in collaborazione con il Comune di Parma. (Fra.Na)

https://parma.repubblica.it/cronaca/2020/11/25/news/il_complesso_di_san_paolo_non_diventara_un_enorme_bistrot_il_pd_il_cibo_sia_ospitato_altrove-275680582/


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