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Bari. San Nicola alto 70 metri. Ai baresi l’idea non va giù. «Inutile e ingombrante»
Francesco Petruzzelli
Corriere del Mezzogiorno - Puglia 3/12/2020

C’è chi azzarda un improbabile paragone: «Sembrerà una seconda Punta Perotti con l’aureola». Chi invece annuncia la nascita di spontanei comitati per il “no” e chi ancora formali richieste di chiarimenti e di pareri agli organi competenti. Dal Comune alla Soprintendenza. «Perché quell’opera proprio no. Che ci azzecca? Dobbiamo fermarla, è un pugno nello stomaco al nostro paesaggio», è il commento più gettonato in queste ore sui social.

Si avvicina San Nicola e in città infiamma il dibattito sulla sua statua. O meglio sul progetto dell’opera, alta 70 metri, che un gruppo di professionisti – riuniti in un’associazione – vorrebbe illustrare alla città nelle prossime ore. Per farne un monumento, unico nel suo genere, all’ombra della Fiera del Levante con vista mare all’altezza dell’area portuale Varco della Vittoria.

Non un semplice e classico obelisco, ma qualcosa di più moderno con annesso basamento dotato di spazi museali, punti ristoro e pareti ricoperte da diecimila targhe di ringraziamento ai benefattori. Trattandosi, occorre ricordarlo, di un’idea a intero capitale privato tra libere donazioni e sponsorizzazioni. Insomma, la mano pubblica non ci metterà un solo euro nella realizzazione del già ribattezzato «San Nicola per la Pace» made in Bari.

Ma il polverone sull’iniziativa si è ormai alzato dopo le perplessità sollevate sulle pagine del Corriere dalla vice presidente del Fai Puglia, Rossella Ressa, in una sorta di chiamata alle armi di tutte le associazioni e realtà locali che si battono per la difesa del paesaggio e dell’ambiente. Non a caso è scesa in campo l’associazione Murattiano che ha già promosso una petizione online per «fermare un progetto privato che violenta il profilo della città».

«Ma smettiamola di inflazionare il nostro santo patrono. Bari non è solo San Nicola. Una città deve anche mostrare la sua storia e non può sempre tirare in ballo il suo santo ora per intitolargli uno stadio, ora un ponte, ora un dossier per la candidatura a Capitale della Cultura. Per me quest’opera è un’assurdità scultorea, urbanistica e iconografica», commenta l’architetto Gianvito Spizzico buttandola anche sull’ironico. «Questa città sembra che non sappia far altro che citare e mercificare San Nicola. A questo punto perché non coniamo anche una nostra moneta? Magari la chiamiamo Nicolexit».

E sul punto squisitamente tecnico avverte: «Le sue dimensioni sarebbero una roba fuori scala. Settanta metri è quanto la lunghezza media di un lato di un isolato del Murattiano. Ma scherziamo?».

Anche dal comitato Parco del Castello – la rete di cittadini e di associazioni che da anni si batte per un’area verde ai piedi di Bari vecchia e contro la palazzina sul mare sede del Provveditorato alle Opere Pubbliche – l’idea di una statua è bollata come «inutile, ingombrante e pericolosa». «Induce il cittadino a vivere in una sorta di paccottiglia di simboli e di retorica di cui, francamente, la gente non ha bisogno – avverte l’architetto Arturo Cucciolla -. È finita l’epoca del gigantismo pubblicitario da esposizioni universali. Oggi le città ben governate devono comunicare con altro implementando aree verdi, zone pedonali e puntando sulla rigenerazione urbana. Perché fare una statua colossale? Chi ha detto che la città la vuole? Questo è, a mio avviso, un gruppo che cerca solo visibilità imponendo alla città una statua alta 70 metri. Ognuno può amare l’orrore, il volgare, l’eccessivo, ma si riempia la propria casa, non la città. Mi auguro che gli intellettuali e le persone pensanti si oppongano e che gli amministratori locali abbiano un sussulto di dignità».

Intanto la vicenda già approda in Consiglio comunale con l’interrogazione depositata dal consigliere PD, Micaela Paparella, con la richiesta al sindaco di «chiarimenti su un progetto che sta destando forte preoccupazione».



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