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Firenze. Sant’Ambrogio in rivolta contro la mega antenna
Lorenzo Sarra
Corriere Fiorentino - 10/12/2020

Da giorni via Carducci, all’incrocio con piazza Sant’Ambrogio, è sbarrata dalle transenne. I cartelli di divieto di sosta parlano di lavori per «manutenzione antenna». Ma le cose non starebbero così. Già, perché sul tetto del civico 2 è in corso — i cantieri dovrebbero terminare l’11 dicembre — una vera e propria installazione. «Si tratta di un’antenna della Iliad (società francese di telecomunicazioni, ndr ) che servirà per la rete di tutto il quartiere. Dovrebbe avere un raggio di un chilometro a 360 gradi», spiega un operaio addetto al montaggio, mentre il cestello elevatore comincia ad alzarsi.

Una novità che gli abitanti della strada e i commercianti hanno preso con apprensione: «Sono allarmata — dice una residente, mostrando una foto che ha scattato dal suo terrazzo — Si vede un grosso tubo accanto alle vecchie antenne. Sembra un nuovo ripetitore. Ed in zona ne abbiamo già uno...». «Questa situazione non mi piace — aggiunge una commerciante — Hanno i permessi per questa installazione in pieno centro storico? Siamo certi che non nuoccia alla salute? Non sono un’esperta, ma sui rischi dell’elettromagnetismo si è letto molto. Sarebbe meglio coinvolgere di più i cittadini su questi interventi». Un’altra negoziante concorda sulla critica per la scarsa informazione alla cittadinanza: «Ho scoperto dei lavori lunedì e quel cartello con scritto manutenzione antenna mi sembra una presa di giro: c’è stata poca trasparenza dell’amministrazione». Anche il comitato di quartiere «Ma noi quando si dorme?», attivo per anni sul fronte malamovida, ha a cuore il caso: «Alcuni iscritti che vivono in piazza Sant’Ambrogio sono molto in ansia», racconta la presidente Manuela Vannozzi. E questo sia per le preoccupazioni relative alla salute, che rappresenta la priorità, sia per l’impatto estetico: «L’antenna dovrebbe essere quella del 5G, che tanto ha fatto discutere. Ma al di là dei dubbi su questa tecnologia, ci sono perplessità pure per l’aspetto paesaggistico: un pennone molto alto potrebbe coprire la sinagoga e rovinare lo skyline del rione». Tant’è che ieri sono stati diversi i video girati dai balconi, mentre veniva calata con la gru la copertura dell’asta: un monolite bianco che ha dato all’antenna le sembianze di una colonna da acropoli e che spicca per volume.

Ma nella residenza c’è amarezza anche per il destino del palazzo che ospita sul suo tetto la stessa antenna: «Si tratta di un edificio storico, raffigurato in un affresco di Sant’Ambrogio. Risale agli anni mille ed è stato poi ristrutturato durante l’Unità d’Italia», racconta Cristiana Buccianti, un’altra abitante della zona. Lo stabile, una volta, era occupato da una banca. Poi i locali sono rimasti vuoti. La proprietà, spiegano i residenti, sarebbe di Montedomini, che ne avrebbe affittato una parte ad una catena di bar-caffè: «Ma il resto è tutt’ora sgombero: a questo punto è chiaro che i lunghi lavori fatti sui solai, per oltre due anni, fossero finalizzati a rendere agibile il tetto all’antenna. Siamo molto delusi».



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