LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Firenze, nel museo dell'Italiano le diversità della lingua che raccontano il Paese
Claudio Marazzini
La Repubblica - Firenze 11/8/2020

L'emozione per la notizia si è rinnovata, anche se la decisione di collocare il museo della lingua italiana a Firenze era stata preannunciata dal presidente Conte e dal ministro Franceschini. Sapevamo che l'amministrazione comunale della città aveva dimostrato subito il proprio concreto interesse per una novità che rappresenta una sfida, perché si tratta di un museo diverso da quelli a cui siamo abituati. Qualcuno, scettico, ha sentenziato che il vero museo della lingua è la strada, dove la lingua vive e si trasforma ogni giorno. Vero. Un museo, però, dovrebbe offrire qualche cosa di più della strada, cioè un'esperienza concentrata, ricca e diversa, facendo cogliere la ricchezza infinita della lingua scritta e orale, antica e moderna, colta e popolare ad un tempo. Quanti sanno, ad esempio, che lo spazio geografico italiano è tra i più ricchi al mondo in quanto a varietà linguistica? Nella penisola, infatti, abbiamo una lingua letteraria di straordinaria qualità, che deriva direttamente dal fiorentino medievale, e che è diventata patrimonio comune prima dei dotti, poi di un intero popolo: è la lingua per la quale si sono battuti fin dal 1583 gli Accademici della Crusca. Ma abbiamo anche una ricchissima serie di parlate locali, di dialetti, di vernacoli, di lingue minoritarie, alcune piene di fascino storico, che ci riportano all'antichità remota, in una sorta di archeologia vivente della lingua: basti pensare alle isole greche di Calabria e Puglia, per le quali si è a lungo discusso se si tratti di eredità della Magna Grecia o di Bisanzio.

Quanti ricordano che esiste un'isola catalana ad Alghero, o che le isole albanesi derivano dall'estrema resistenza di fronte all'avanzare dei turchi ottomani, e che quelle comunità, giunte in Italia dopo la morte del grande eroe albanese Scanderberg, hanno conservato persino il rito ortodosso, oltre alla lingua, e dunque si distinguono per caratteri culturali di grande rilievo, che le rendono diverse rispetto agli attuali albanesi, di cui rappresentano una fase anteriore all'islamizzazione? Insomma, regione per regione, dal Piemonte alla Sicilia, dalla Valle d'Aosta al Trentino Alto Adige, la varietà linguistica rappresenta e racconta la storia del popolo italiano, la sua fatica per trovare un'unione, l'integrazione di genti nuove. Il museo rappresenterà dunque la varietà linguistica della penisola; le voci del popolo che la abita saranno rese udibili mediante filmati, registrazioni, espedienti multimediali. Lo stesso museo, però, dovrà anche far vedere i più antichi documenti della lingua italiana, i monumenti della lingua letteraria, i codici manoscritti che hanno trasmesso la Commedia di Dante, le edizioni del Canzoniere di Petrarca, i vocabolari della Crusca, le carte che documentano il lavoro di scrittori come Tommaseo o Manzoni o Gadda.

Accanto alla lingua dei popoli d'Italia, accanto ai documenti della tradizione letteraria, musicale, culinaria (si pensi alla ricchezza dei nomi del pane e delle paste!), vorrei poi che il museo mostrasse con sollecitudine le novità della lingua: magari i neologismi del mese, che appaiono già ora nel sito della Crusca. Non è detto che queste parole durino, ma sono il segno della vitalità della lingua, del suo perenne agitarsi, di cui abbiamo avuto esempi persino durante la Covid-19. Ho usato il femminile, e molti si saranno ricordati delle recenti accese polemiche su Covid-19 maschile o femminile. Questo fa pensare allo spazio da assegnare nel museo alle discussioni sulla norma, e vorrei che il visitatore potesse dire la sua, lasciare nel museo le tracce del proprio passaggio, sia come cittadino nativo di lingua materna, sia come nuovo italiano immigrato che vuole imparare di più sul paese che è diventato anche suo, sia, infine, come visitatore straniero, perché questo luogo dovrà diventare una bella attrazione per coloro che hanno studiato la nostra lingua, e potranno al tempo stesso visitare la città di Dante, vedere i capolavori dell'arte, gli Uffizi, ed entreranno con gli occhi pieni di quelle memorie artistiche nel museo della lingua e delle lingue d'Italia, per conoscere meglio il nostro paese, la sua natura e la sua storia. Concludo con una proposta. La scelta della sede del museo è caduta su Firenze, cosa necessaria, anche perché vi ha sede l'Accademia della Crusca: allora sarebbe bello immaginare la presenza di una navetta che trasportasse il visitatore dal museo fino a Castello, nella Villa medicea, per arrivare nella Sala della pale, che esercita sempre un grande fascino. Sapreste suggerire un posto migliore per concludere la visita del museo della lingua italiana?

https://firenze.repubblica.it/cronaca/2020/08/11/news/firenze_nel_museo_dell_italiano_le_diversita_della_lingua_che_raccontano_il_paese-264351132/


news

26-01-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 26 gennaio 2021

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

Archivio news