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Parma. Cittadella, i comitati non si fermano: "Risposte concrete ai quattromila firmatari"
La Repubblica - Parma 22/12/2020

Mercoledì scorso è avvenuta la consegna in municipio della petizione contro il progetto di restyling della Cittadella.

La sottoscrizione cartacea ha raccolto oltre 3.200 firme in 45 giorni e quella online oltre 600. Nelle ultime ore anche il professor Salvatore Settis, noto storico dell’arte, già direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa e presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali, ha firmato la petizione online.

Anna Kauber e Bianca Venturini del comitato civico Cittadella Futura ripercorrono due mesi di impegno e rilanciano la mobilitazione.

"Il 29 settembre scorso - ricorda Kauber - durante la VI commissione consiliare in municipio, dopo la presentazione del progetto di restyling della Cittadella e le modifiche apportate al masterplan 2017, insieme ai molti cittadini presenti, ma senza diritto parola, abbiamo preso visione del danno patrimoniale che poteva abbattersi sulla Cittadella. Questo luogo è molto amato dalla città: scrigno di memorie condivise di fortissima valenza identitaria, tutti noi ne percepiamo con chiarezza la straordinaria densità di qualità specifiche; storiche, monumentali, paesaggistiche e ambientali. Allarmati, quindi, dalle trasformazioni formali e dalle volontà di utilizzo improprie e dannose che venivano prospettate, poco dopo quell’incontro ci siamo riuniti in un comitato civico, per difendere insieme questo nostro prezioso bene comune".

"È stata veramente un’avventura - aggiunge Venturini -. Per me tutto ha avuto inizio una mattina di pioggia, quando ho partecipato a una conferenza stampa di associazioni ambientaliste sul problema del restyling della Cittadella: nonostante le norme anti- Covid ci costringessero a stare al freddo e all’ umido, sedute all’aperto sotto il porticato di via Bizzozero, c’erano molte persone, tutte interessate e - oserei dire - incredule scoprendo quello che si voleva fare della Cittadella. Lì si è formato spontaneamente il primo gruppo. Ancora oggi mi chiedo come sia possibile che l’Amministrazione, in tutti i suoi componenti, non capisca le ragioni che tanta parte della cittadinanza conosce istintivamente. A quel punto il lavoro del gruppo è andato avanti fino a che si è deciso di raccogliere delle firme con la petizione al sindaco e a tutta l’amministrazione, che è stata pubblicata il 21 di ottobre. Immediato è stato l’interesse: molti cittadini ci chiedevano di essere informati, di partecipare e in tanti si sono subito offerti di aiutarci nella raccolta firme. Abbiamo evidentemente colmato un grosso deficit di comunicazione e trasparenza del Comune. Il Comitato è formato da persone 'normali' e anche da molte importanti associazioni. Il denominatore comune è l’impegno etico e civile e il fatto che nessuno di noi è portatore di interessi personali e/o economici. La passione civile è stata ed è talmente forte che nemmeno il maltempo e le restrizioni Covid ci hanno fermato".

"La partecipazione dei nostri concittadini è stata esponenziale - sottolinea ancora Kauber - fino a culminare in quell’entusiasmante flash mob Non un filo d’erba di meno del 6 dicembre, che, nonostante la pioggia battente, ha riunito circa duecento persone sul prato grande a lato dell’ex-Ostello: quello che vogliono fare sparire sotto le ruspe nel gennaio/febbraio dell’anno prossimo. Una manifestazione eccezionale, con giovani e meno giovani in una rappresentanza molto eterogenea, e quindi realmente esaustiva, della diversificata componente della nostra comunità sociale. Tutti animati dal senso di appartenenza al bene comune e sospinti dal bisogno etico di difenderlo, abbiamo testimoniato con forza la nostra determinazione a chiedere che la ‘nostra’ amata Cittadella continui a essere conservata così com’è, in quanto, e da generazioni, perfettamente rispondente ai bisogni fisici e morali della collettività".

"La sottoscrizione della petizione online da parte del professor Salvatore Settis che si è interessato al futuro della Cittadella, condividendo i motivi delle nostre osservazioni critiche è molto significativa, avendo ricoperto la carica di presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Ci ha, invece, molto amareggiato la risposta sorprendentemente troppo tiepida, quando non addirittura assente, di tanta parte del mondo della cultura e della classe imprenditoriale della città. Partiamo infatti dalla convinzione - osserva Kauber - che maggiore è la rilevanza sociale di un soggetto, maggiore dovrebbe essere il suo impegno etico e morale a difesa del bene comune e dei diritti della comunità a cui appartiene. È comprensibile che, per mille motivi, possa essere ‘complicato’ mettersi in contrasto con l’istituzione cittadina: tuttavia, da persone ‘comuni’, ci chiediamo come sia possibile che le diverse personalità e i gruppi di riferimento della nostra città, così meritoriamente impegnati per Parma capitale della Cultura, non si siano mai espressi sulla Cittadella, bene culturale della nostra città. Siamo convinti che la preservazione delle testimonianze fisiche e simboliche della storia comune e l’utilizzo rispettoso dei luoghi sia l’unica scelta possibile in grado di veicolare quei valori e quei significati, anche immateriali, che, unici, possono garantire la costruzione di un futuro migliore per noi e per le prossime generazioni".

"Ci sono stati momenti veramente notevoli - riprende Venturini -. Alcuni sono legati alla raccolta firme, all’adesione spontanea di molte persone (soprattutto ma non solo i frequentatori della Cittadella) e al sentirsi parte attiva di una comunità. In tv l’assessore Alinovi ha proposto l’apertura di un tavolo comune che in seguito noi e altre associazioni abbiamo chiesto più volte inutilmente. Abbiamo poi assistito a un susseguirsi di dichiarazioni e smentite di assessori: grandi eventi sì, grandi eventi no. Anche sulla questione se il parcheggio sulle bassure della Cittadella fosse stato autorizzato o no dal Comune, ci sono state versioni diverse e contrastanti che ci hanno sinceramente confuso. All’attività del nostro gruppo partecipano cittadini di ogni età che conoscono e amano Parma e sentono che la Cittadella è casa loro. Importante è stato l’apporto di molte associazioni culturali e ambientaliste, in particolare Ada, Legambiente e Parma Etica. Tanto si deve ad Europa Verde, che ha fatto conoscere alla cittadinanza un progetto così importante e portato avanti in modo, a mio parere, poco trasparente. Ricordo infatti che un precedente attacco alla Cittadella fatto dall’allora Amministrazione, nel 2006, era almeno stato comunicato da grandi tabelloni proprio all’ingresso monumentale, consentendo di conoscere e partecipare a tutti i parmigiani. Ci hanno aiutato inoltre due consiglieri comunali, Roberta Roberti e Giuseppe Massari, e in corso d’opera si è affiancato a noi il comitato Cittadella per Parma e i numerosi negozi, i bar, le sedi di associazioni che hanno accettato di diventare punti di raccolta firme. Non ultimo, abbiamo avuto l’appoggio del Fai e Italia Nostra di Parma e di apprezzati docenti universitari. Abbiamo lavorato molto bene e sempre in accordo, confrontandoci in chat o con riunioni online. Ciascuno di noi ha messo a disposizione la propria competenza".

Fino al giorno della consegna in municipio delle firme. "Crediamo che partecipare alla vita della città sia anche assumersi il carico della scelte: recarsi al punto di raccolta, informarsi e firmare la petizione è veramente una bellissima manifestazione di cittadinanza attiva e consapevole. È l’indifferenza alle sue sorti che fa morire una città. In 45 giorni, con le poche forze a nostra disposizione e in piena emergenza sanitaria, avere raccolto 3256 firme cartacee e più di 600 online, è una grande soddisfazione per noi. Ma vorrei dire che, al di là di cosa uno pensi, questo traguardo dovrebbe essere apprezzato da tutti, proprio perché indice di una società vivace, dinamica e attenta, che entra nel merito delle problematiche e, nella libera espressione del proprio pensiero, chiede di essere ascoltata. Una bella pagina di democrazia che – al di là delle posizioni di ogni parte - non può che essere letta positivamente da tutti. Compreso dalla nostra Amministrazione, che tuttavia non pare averne recepito né l’importanza sostanziale e simbolica né l’indubbio valore intrinseco", aggiunge Kauber.

"Siamo soddisfatte certamente del nostro lavoro e orgogliose di quanto è stato fatto da tutto il Comitato. L’atto della consegna è stato, in verità, visto a posteriori, piuttosto deludente, al momento sorprendente: siamo entrate quasi da clandestine e siamo state ricevute dal presidente del Consiglio comunale non in una sala ampia, certamente non ne mancano in municipio, cosicché non è stato possibile avere, oltre a noi e come avevamo richiesto, due o tre persone presenti, nemmeno i due consiglieri Massari e Roberti che hanno aspettato fuori dalla porta. Il Presidente ha esitato a lungo, guardando e riguardando la petizione, incerto se accettarla o meno. L’avvocato Grassi ha chiarito ogni dubbio sottolineando l’importante aspetto della partecipazione. Eppure la legge regionale 25/2018 dell’Emilia Romagna recita così: l’elaborazione delle politiche e delle decisioni pubbliche richiede per legge la partecipazione attiva dei cittadini singoli e associati e degli altri soggetti pubblici o privati. Parla poi di dialogo e confronto e dice con chiarezza che il fine del processo partecipativo è, in ogni caso, di ottenere la completa rappresentazione delle posizioni di principio, degli interessi e dei bisogni sulla questione. Ci ha sinceramente deluso - sottolinea Venturini - che l’Amministrazione comunale non sia stata minimamente sfiorata dal significato che ha avuto una partecipazione così numerosa che ha portato a raccogliere in meno di due mesi tante firme. Far finta di niente è un gesto piuttosto infantile e può risultare sgradevole. Chiudo con un aneddoto: in piazza, sotto i portici del governatore una signora ci ha detto: spiegategli che c’è una città viva, qua fuori, e che i parmigiani non dormono".

"Oltre a ‘salire’ con noi in Comune, dove sono state depositate le firme, i quattromila cittadini - è convinta Kauber - si rivolgono idealmente, ma con la medesima convinzione, anche al massimo organo di tutela dei beni culturali, la Sovrintendenza di Parma e Piacenza, affinché, come da specifico mandato, eserciti quell’articolata attività di tutela e conservazione della Cittadella come unicum inscindibile di storia e natura, di bene monumentale e paesaggistico, in un processo di valorizzazione secondo la propria specifica vocazione e nel rispetto di quella sua atmosfera peculiare, derivata dalla funzione originaria di fortezza militare. Ma ciò che riteniamo essere realmente indispensabile ottenere, a questo punto, è un vero ascolto da parte del Sindaco e di tutta la Giunta Comunale, a cui spetta l’onore ma anche l’onere di rappresentare tutti i cittadini di Parma. E dunque oggi, a maggior ragione, di dare risposte concrete ai quattromila cittadini firmatari. Sarebbe inaccettabile che si ripetesse quanto avvenuto in sala consiliare, proprio quel 29 settembre, quando il sindaco Pizzarotti, davanti alla cittadinanza sconcertata ed esterrefatta, liquidò le argomentazioni del consigliere Massari dicendo che 'Non è parlare 80 ore che cambia la situazione. 80 ore di discussione non cambieranno il progetto della Cittadella e questo è'. Quello spettacolo inaudito e mortificante fu e resta inconciliabile con la stessa storia di Parma, la cui comunità ha sempre rivendicato il proprio diritto alla libertà di espressione e ottenuto l’inalienabile ruolo di protagonista principale nel governo della città e del suo territorio".

"Naturalmente non ci fermiamo. È un vero peccato questo atteggiamento a mio parere inappropriato dell’Amministrazione. Abbiamo imparato molto in questi mesi e abbiamo anche visto molte cose. L’affaire-Cittadella non è un caso isolato e nemmeno locale. È emblematico del rapporto tra cittadini e istituzioni e della cattiva gestione dei beni pubblici che purtroppo oggi ha molti esempi in Italia: dalla decisione di edificare nell’area di rispetto del castello di Torrechiara al terribile masterplan dell’isola Palmaria. Come si può pensare di mettere le mani con tanta leggerezza sul patrimonio storico, artistico e ambientale che rende unica l’Italia? Come si può fare un progetto così pesante su un parco con le sole competenze di ingegneri, architetti, geometri senza un paesaggista, un botanico, un naturalista?", conclude Venturini.

https://parma.repubblica.it/cronaca/2020/12/22/news/cittadella_i_comitati_non_si_fermano_risposte_concrete_ai_quattromila_firmatari_-279418926/


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