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BARI . L’ex caserma Rossani è un simbolo di rinascita per tutta la città
di Anna Puricella
LA REPUBBLICA - 15 dicembre 2020




Nella Rossani sta per sorgere il parco urbano più grande della città. Con l’ex mercato del pesce e il Kursaal forma un tris formidabile per un 2021 all’insegna della cultura e degli spazi di socialità: tutto quello che la pandemia ci ha negato
Una linea dritta che parte da Bari vecchia e termina dall’altra parte della città. Via Sparano è la retta da seguire per comprendere i cambiamenti vissuti negli ultimi anni dal capoluogo. Un restyling lungo e a volte complicato, quello della strada dello shopping, che però ha allargato l’orizzonte e ha diffuso nei baresi un nuovo modo di concepire i loro spazi. È dall’altra parte, però, che ora si sta per compiere la rivoluzione. Bari è pronta a ricongiungersi con l’ex Caserma Rossani.



La Caserma Rossani

Per capire che qualcosa è cambiato basta sostare su via Capruzzi. Da un lato la stazione, a sua volta oggetto di riqualifica grazie a GrandiStazioni rail (Ferrovie dello Stato). Dall’altra il muro di via De Bellis, che delimitava largo Sorrentino. Una volta abbattuto ha permesso alla città di trovare un nuovo respiro, perché ha rivelato a tutti l’estensione e la bellezza della Caserma Rossani. Il parco progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas è prossimo all’inaugurazione, e dopo tanti anni di gestazione, discussioni e cambiamenti ha di fronte a sé solo un ostacolo, il Covid-19 che non permette – stando alle restrizioni imposte dal governo per limitare il contagio – di goderne appieno. Ma è lì e aspetta, e riconnette i cittadini a uno spazio inaccessibile da 30 anni. La vicenda della Caserma Rossani è esemplare per una serie di motivi, tanto da diventare simbolo di rinascita, di promesse da portare a compimento nell’anno che verrà.

Bari, la caserma diventa un parco culturale

Perché la Rossani è stata a lungo una promessa, e ora è realtà. Il parco urbano di 30mila metri quadri con la sua vasca per gli appassionati di skate e i campi da gioco, le giostre per i bambini gli alberi e le piante, è solo la punta di un iceberg che per farsi vedere nella sua interezza richiede ancora pazienza. L’area, nel suo complesso, arriva infatti a 80mila metri quadri, e si candida a essere uno dei polmoni verdi più grandi della città. Per capire la Rossani e il profondo legame che con essa hanno i cittadini, però, è importante ricostruire gli ultimi anni. Era un posto frequentato fino agli inizi degli anni 90, quando c’erano ancora i militari. I cancelli si chiusero nel 1991, da allora l’intero complesso andò in apnea. Nel 2008 diventò del Comune di Bari, e fu l’inizio della seconda vita.



Ci sono voluti quasi 13 anni per cominciare a vedere i risultati, anni nei quali i residenti della zona non sono stati con le mani in mano. Nel passaggio dalla giunta di Michele Emiliano alla prima giunta Decaro si mette in moto un processo di partecipazione destinato a fare storia: i cittadini si costituiscono in comitati, avviano un dialogo con l’amministrazione e mettono in discussione il progetto di Fuksas.



Il legame fra comunità e parco si rivela profondo, si organizzano incontri e sopralluoghi, l’assessora Carla Tedesco ascolta, i tecnici fanno da ponte fra le richieste dei baresi e l’architetto. Il progetto cambia, si superano ricorsi e contenziosi e si avviano i lavori. Il parco comincia così a svelarsi, a partire da quel muro che cade giù. È solo l’inizio. Ad anticipare la rinascita ci ha già pensato il parco Gargasole, adottato anch’esso per tempo dai cittadini, ma ci sono zone e strutture ancora da conquistare. All’interno della Rossani nascerà la biblioteca regionale, la più grande del Mezzogiorno, e un altro edificio, una volta restaurato, diventerà sede dell’Accademia delle Belle Arti.



Il Mercato del pesce

I lavori all’ex Mercato del pesce, nella centralissima piazza del Ferrarese, sono a buon punto, per quanto riguarda il primo lotto. E si vede già la trasformazione in atto. “Uno spazio nuovo, mai visto prima”, dice il sindaco Decaro, che ha l’intenzione di dare così a Bari un aspetto internazionale. Il piano terra manterrà la funzione originaria vocata al commercio, aperta però alla modernità con un’area riservata alle eccellenze dell’enogastronomia regionale. L’asse centrale rimarrà sempre aperto per un contatto costante con il teatro Margherita e lo Spazio Murat (le tre strutture del Polo contemporaneo delle arti).


Salendo, poi, altre novità: nel mezzanino ci saranno gli uffici del Polo e una caffetteria con affaccio sul mercato; al piano superiore una galleria pensata anche per le arti, e poi la terrazza che garantirà una visuale inedita sulla città, abbracciando da un lato il mare, dall’altro corso Cavour. La ciliegina sulla torta è un pezzo d’archeologia. Nell’ex Mercato del pesce sono stati rinvenuti i resti della banchina dell’antico porto di Bari, una traccia di memoria che grazie alla Soprintendenza è stata recuperata e messa in sicurezza, e che racconterà ai visitatori un pezzo di storia della città e della sua evoluzione.



Il teatro Kursaal Santalucia

Un anno fa Bari si riconnetteva al teatro Piccinni: riaperto dopo il restauro, si è poi fermato a causa della pandemia. C’è un’altra attesa, ora, quella per la riapertura del Kursaal Santalucia, il tassello mancante affinché Bari possa tornare a percorrere il “miglio dei teatri”.


Il Kursaal è un gioiello Liberty, quarto vertice del quadrilatero che si completa con Petruzzelli, Margherita e Piccinni. Si avvicina al secolo di storia, ed è riuscito a superare difficoltà burocratiche, aste e contenziosi per tornare al pubblico. Il restauro procede, incontra la tecnologia – la platea sarà infatti meccanizzata – e si prevede la riapertura nei primi mesi del 2021.

https://bari.repubblica.it/dossier/anno-che-verra/2020/12/15/news/l_ex_caserma_un_simbolo_di_rinascita-277985845/?ref=search


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