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È tornato a Lucca un dipinto del Seicento trafugato 43 anni fa
Simone Dinelli
Corriere Fiorentino 24/12/2020

Torna nelle mani della Diocesi di Lucca, a 43 anni dal suo furto, la «Madonna con Bambino e i Santi Crispino e Crispiniano», opera del Seicento realizzata dal pittore fiorentino Giovanni Domenico Ferrucci trafugata nel 1977 da mani ignote dalla chiesa di Sant’Anastasio, nel cuore del centro storico. A restituirla ai fedeli e alla comunità lucchese è stato ieri mattina il nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Bologna, da anni sulle tracce del prezioso olio su tela di 202 centimetri per 145.

Il dipinto era stato recuperato già 8 anni fa, esattamente il 20 dicembre 2012, da una casa d’asta milanese dopo una lunga indagine che aveva visto collaborare i militari dell’Arma con la Soprintendenza e l’Arcidiocesi di Lucca. Nel 2014 l’opera era stata poi esposta nel palazzo del Quirinale a Roma, insieme ad altre opere recuperate dall’Arma.

L’indagine è stata sviluppata dai carabinieri dopo essere venuti a conoscenza della vendita, all’interno della casa d’asta, di una notevole pala d’altare seicentesca di probabile provenienza toscana. Nonostante l’immagine dell’opera non fosse registrata nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gli accertamenti eseguiti hanno permesso di appurare come il dipinto, benché fosse stato posto in vendita con la generica indicazione di «Madonna con Bambino e Santi» di un artista ignoto del Seicento, non fosse altro che la «Madonna con Bambino e i Santi Crispino e Crispiniano» realizzata nel 1662 da Giovanni Domenico Ferrucci per la Confraternita dei Santi Crispino e Crispiniano e rimasta conservata fino al 1977 nella chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Lucca, da cui risultò assente nel corso di una verifica per la mostra «La pittura a Lucca nel primo Seicento» (1994-1995).

Decisive per l’accertamento dei fatti si sono rivelate le ricerche storico-artistiche condotte dalla Soprintendenza per le province di Lucca e Massa Carrara, che hanno portato al reperimento dell’effigie fotografica della catalogazione dell’opera avvenuta nel 1976, insieme all’attività di ricostruzione degli eventi compiuta dall’Arcidiocesi di Lucca. La comparazione delle immagini ha così permesso di confermare come l’opera, acquistata negli anni Novanta da un acquirente ritenuto in buona fede, fosse proprio quella trafugata. Nel 2012 la Procura della Repubblica di Milano aveva così disposto il sequestro del dipinto, impedendo la sua ulteriore commercializzazione. «L’operazione — dice l’arcivescovo Paolo Giulietti — riporta a Lucca un’opera che non è solo qualcosa di bello, ma è l’espressione di una realtà che passa e vede nel lavoro l’espressione della propria fede».



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