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Venezia. Musei, via libera dei Beni culturali Statali e privati pronti a riaprire il 16
Fiorella Girardo
Corriere del Veneto, Venezia e Mestre 5/1/2021

Nella più totale incertezza che regna sul prossimo colore delle varie regioni italiane, e con esse le attività possibili e quelle precluse, è arrivata ieri ai direttori dei musei statali una nota del Ministero dei Beni culturali che chiede di tenersi pronti a un’eventuale riapertura. Il condizionale è d’obbligo, ma - salvo ulteriori proroghe - il 15 gennaio decadono le norme attualmente in vigore e i musei potrebbero riaprire a partire da sabato 16 gennaio.

La comunicazione riguarda al momento solo le istituzioni statali, ma finora ogni direttiva è stata poi ampliata all’intero comparto museale italiano, che a Venezia riguarda una ventina di spazi istituzionali. La notizia arriva in laguna mentre soffiano le polemiche sulla chiusura ad oltranza (a prescindere dalle decisioni del governo) degli undici musei civici decisa dall’assessore alla Cultura nonché sindaco Luigi Brugnaro.

Mentre la petizione lanciata dalla rivista online Ytali sta raccogliendo oltre 5 mila firme per convincere l’amministrazione comunale a riaprire i musei prima di aprile (e comunque prima dell’arrivo dei turisti), il direttore del Polo museale Veneto Daniele Ferrara annuncia che la Galleria Franchetti alla Ca’ D’oro e Palazzo Grimani dal 16 gennaio tornano visitabili. «L’estate scorsa avevamo avuto buoni riscontri nonostante l’orario ridotto – spiega Ferrara - ora adottiamo nuovamente i protocolli in atto prima della chiusura e ci auguriamo non sopraggiungano complicazioni». Se arriverà il via libera del governo anche la Collezione Peggy Guggenheim si dice pronta a riaprire le porte: «L’ipotetica riapertura sarà sicuramente nell’ottica di un turismo di prossimità – fanno sapere dalla Collezione - dunque rivolta ai cittadini, e ai veneti in primis, e nel pieno rispetto della funzione sociale che il museo deve avere, in quanto luogo inclusivo e democratico. Di certo i fondi stanziati dal Mibact saranno una giusta spinta per poter andare avanti e riaprire, più fiduciosi che mai».

Ai blocchi di partenza anche la Fondazione Querini Stampalia che dal 7 gennaio riapre la biblioteca, ma è pronta ad accogliere i visitatori anche nel museo. «Siamo stati tra i primi a riaprire lo scorso maggio – dichiara la direttrice Marigusta Lazzari - e abbiamo avuto buoni numeri fino alla chiusura imposta dal Dpcm. Il 16 gennaio ci saremo, ma ci sono tante variabili. Innanzitutto, ci devono essere le condizioni per muoversi. Noi utilizziamo il lavoro dei volontari che devono poter raggiungere la sede, così come i visitatori». È probabile che alle Gallerie dell’Accademia serva qualche giorno in più, ma l’apertura non tarderà. «Ci stiamo organizzando – spiega il direttore Giulio Manieri Elia – perché avendo un concessionario per la biglietteria e il bookshop si tratta di un lavoro di coordinamento. Siamo un presidio culturale e come tale ci saremo, come è stato per l’estate scorsa quando la riapertura ha avuto un significato superiore rispetto ai risultati, che pure non sono mancati tanto che ad agosto ci siamo riportati in linea con gli anni precedenti».

Pur con le sale chiuse al pubblico, le Gallerie non si sono mai fermate, proseguendo i lavori di restauro. «I due saloni che inaugureremo a fine primavera saranno dedicati al Seicento e Settecento, mentre nell’ala palladiana si stanno concludendo le sale che vanno dalla 12 alla 17».

«Se ci permettessero di aprire le visite guidate al complesso noi lo faremmo immediatamente – gli fa eco Renata Codello, neosegretaria della Fondazione Giorgio Cini- Abbiamo già predisposto tutto per tornare in funzione. Non possiamo pensare che si rinunci alla cultura, rispettiamo i divieti di legge, ma non appena si apre una finestra anche piccola noi riapriamo. Questo è lo spirito con cui abbiamo affrontato la crisi fino ad oggi». In attesa di capire cosa succederà, la direzione di Palazzo Grassi e Punta della Dogana fa sapere che al momento non ha previsto la riapertura. Il museo a fianco della Salute prevede di inaugurare la prossima mostra il 21 marzo, mentre al termine dell’esposizioni in corso, Palazzo Grassi chiuderà per lavori di restauro.



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