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Roma. Palazzo liberty a rischio crollo, paura fra i diplomatici
Rinaldo Frignani
Corriere della Sera - Roma 7/1/2021

La strada è chiusa al traffico, anche ai pedoni. Troppe crepe nel sottosuolo davanti al palazzo di via Sicilia 186, accanto a piazza Fiume e al Comando interregionale Italia centrale della Guardia di Finanza. Finestre chiuse, luci spente nell’edificio in stile liberty dei primi del Novecento dove abitano professionisti e diplomatici stranieri, evacuato d’urgenza nel pomeriggio di due giorni fa dai vigili del fuoco dopo la scoperta nel seminterrato di pilastri in cemento a rischio cedimento.

Un duro colpo per tredici inquilini che sono stati fatti uscire subito dai soccorritori, convinti dalla scena di quelle colonne ridotte quasi in briciole che ci fosse il pericolo di un crollo imminente. «L’anno scorso c’erano stati dei lavori in uno dei terrazzi bassi», racconta un altro residente della zona che come molti altri anche ieri è rimasto a guardare dalla parte opposta delle transenne arancioni il palazzo di cinque piani ormai vuoto.

Due pattuglie della polizia municipale presidiano l’ultimo tratto di via Sicilia prima di piazza Fiume, sia per far rispettare il divieto di accesso, sia per prevenire qualsiasi atto di sciacallaggio. Solo uno degli inquilini ha intanto accettato l’offerta di un alloggio da parte del Comune, gli altri - e con loro anche chi in questi giorni non si trovava a Roma per le festività - hanno rimediato per conto loro, da amici e conoscenti, oppure in seconde case. I lavori intanto dovrebbero cominciare già oggi, dopo un altro sopralluogo, negli scantinati del pianterreno dove si trova un’agenzia di Affide, la società che gestisce il Monte dei Pegni.

Sono stati gli operai impegnati nello smontaggio di una boiserie a scoprire che dietro c’erano i pilastri malconci. L’ultimo intervento risalirebbe agli anni Settanta, poi più nulla. In particolare a preoccupare sono due colonne, che secondo i pompieri hanno evidenti segni di schiacciamento. E poi ce ne sarebbero altre due che hanno bisogno di un lavoro di riqualificazione. Fra gli inquilini, e fra loro impiegati e funzionari che lavorano presso le molte delegazioni straniere che hanno sede proprio al quartiere Pinciano, sgomento e incertezza perché non è chiaro quanto dureranno i lavori di messa in sicurezza. Il danno nascosto, scoperto quindi per caso dai manovali, che potrebbero aver evitato così una tragedia, avrebbe avuto ripercussioni anche sul piano stradale, tanto che in questi giorni verrà effettuato un sopralluogo da parte dell’ufficio tecnico del Comune per capire se bisognerà intervenire anche lì.



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