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Milano. Vincolo storico sull’ex Macello. Così slitta il piano di rilancio
Maurizio Giannattasio
Corriere della Sera - Milano 13/1/2021

All’inizio fu l’ex Marchiondi, vincolato e abbandonato al degrado per decenni, poi è toccato a un intero quartiere, il QT8, finire sotto «tutela» ministeriale, a seguire l’ex Piazza d’Armi a Baggio, più vicino nel tempo il vincolo prima annunciato e poi ritirato sulla palazzina ex chimici a Rogoredo dove il Conservatorio intende realizzare la sua seconda sede. Adesso tocca all’ex Macello. La Commissione regionale per il patrimonio culturale (braccio operativo del Mibact) ha messo sotto vincolo due grandi capannoni all’interno di quella vasta area quadrata che è l’ex Macello (150 mila metri quadrati), dismesso completamente nel 2005. Un area abbandonata e degradata per anni fino a che Palazzo Marino ha deciso di procedere alla riqualificazione dell’area inserendolo nel bando di gara di «Reinventing cities» che si sarebbe dovuto concludere entro la fine del mese. La notizia dei vincoli fa slittare però tutto al 9 giugno, quattro mesi in più per permettere ai partecipanti di rivedere i progetti. Si arrabbia l’assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran: «Ci siamo già passati con l’ex Marchiondi e con il QT8. C’è la tendenza a vincolare beni su cui lo Stato non ha nessuna responsabilità ma che rischiano di essere lasciati abbandonati e al degrado».

La vicenda parte a febbraio dell’anno scorso quando il Comune per evitare spiacevoli sorprese chiede al ministero dei Beni culturali se ci sono dei vincoli sull’area (ci sono chiaramente sulle palazzine Liberty di viale Molise che però appartengono a un altro lotto della gara). Aspetta i 120 giorni previsti dalla legge e non ottenendo risposta va avanti con la gara tanto che a luglio si completa il primo step con l’individuazione di una rosa di finalisti. Hanno tempo fino a gennaio per presentare alla giuria il progetto definitivo che dovrebbe ridare vita e sostenibilità al quartiere. Ma a dicembre, fuori tempo massimo, arriva la doccia gelata. In risposta alla domanda del Comune, la Commissione regionale fa sapere che c’è il vincolo su due capannoni e quindi i progetti di chi partecipa alla gara devono essere radicalmente rivisti sempre che studi e architetti decidano di andare avanti nonostante i cambiamenti. Il primo effetto è quello di far slittare i termini per la chiusura della gara di quattro mesi così da permettere di rivedere i progetti. Il secondo, più che un effetto è una speranza. «Voglio sperare e pensare — conclude l’assessore Maran — che riusciremo a trovare un vincitore e una proposta valida anche con questo vincolo che ritengo esagerato rispetto al bene che vuole tutelare e che complica in maniera esponenziale le cose. Chi ha messo il vincolo si assume rischi e responsabilità perché la gara avrebbe potuto trovare subito un vincitore per riqualificare un’area degradata da anni. Tutto ciò fa parte di una cultura che porta sempre al rischio dell’abbandono perché non accompagna mai il vincolo con una proposta così come è stato per il Marchiondi».



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