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TOSCANA - VAL DI CORNIA - De Rosas dice stop: «Basta divisioni sulla società Parchi»
11 GENNAIO 2021 IL TIRRENO



Il segretario del Pd: «Mettiamo da parte conflitti e polemiche Serve collegialità e allargare le competenze sul territorio»


PIOMBINO. Il segretario della Federazione del Pd Simone De Rosas interviene sulla questione Parchi con una proposta. De Rosas invita a mettere da parte autoritarismi e divisioni, dice ai Comuni di smettere di andare ognuno per la propria strada, e di collaborare al di là degli equilibrismi politici per risollevare la società. «Alla sterile contrapposizione che indebolisce le potenzialità di un’azione condivisa tra i Comuni della Val di Cornia, preferiamo la strada del salvataggio e del rilancio della decennale esperienza positiva dei Parchi». L’incipit fa intendere che da parte di De Rosas si cerca di guardare al futuro invece di impantanarsi in una divisione politica che non può portare frutti.

«Un’esperienza, come ha lucidamente ricordato il sindaco di Campiglia Alberta Ticciati, fondata sui principi messi nero su bianco dai Comuni nella convenzione stipulata nel 2002. E che in quella convenzione deve trovare le ragioni di un nuovo inizio».


Il primo - sostiene - è la convinzione che i parchi siano un patrimonio indivisibile dei Comuni della Val di Cornia, indipendentemente dalla loro collocazione geografica. «Un sistema di valori culturali, paesaggistici ed economici messi in crisi dalle scelte divisive attuate a partire dal 2019 e dalle quali può nascere una pericolosa tendenza alla parcellizzazione. Ne è un esempio l’uscita dal sistema di Rimigliano a cui è stato spinto il Comune di San Vincenzo nella stagione scorsa per mancanza di condivisione di obiettivi e di prospettiva politica e manageriale».

De Rosas ricorda che la società dei Parchi è nata per preservare e valorizzare il patrimonio naturalistico e culturale della Val di Cornia «avvicinandosi progressivamente all’auto sostentamento attraverso iniziative imprenditoriali. La strada di stipulare singoli contratti di servizio tra i Comuni e la Parchi, con la conseguente “divisione dei ciottoli” a fine stagione, si è dimostrata sbagliata - dice il segretario del Pd - e va respinta con forza perché opposta al principio mutualistico e solidale che ha ispirato l’azienda fin dalla sua nascita e che consente il mantenimento degli equilibri economici tra cosa è più redditizio e cosa lo è meno».

La Parchi, «e chi lo nega nega la storia, ha dato un grosso contributo allo sviluppo di attività produttive sulla nostra costa. Dalla nascita di stabilimenti balneari allo sviluppo di campeggi e villaggi turistici che oggi possono offrire non solo il mare ma un ventaglio di offerte in grado di superare anche i limiti della stagionalità. Le soluzioni per il rilancio esistono, occorre solo avere interesse nel perseguirle. E’ dunque la sfida che come Pd lanciamo: si rinunci a ripetere nella gestione della Parchi gli equilibri politici e si facciano gli interessi di uno sviluppo economicamente diversificato e unitario della Val di Cornia».

Secondo De Rosas «è opportuno, negli interessi di questa Comunità, avviare al più presto un processo di ricostruzione della società dei Parchi, anche superando gli eventuali errori di gestione del passato e dotandola di maggiori risorse finanziarie autonome. Ampliandone i confini di interesse e di lavoro».

Insomma, un diverso modo di lavorare, che metta da parte gli individualismi e i campanilismi dettati soprattutto dal colore politico, per poter fare della Parchi uno degli strumenti più forti per lo sviluppo del territorio.

«Pensando alla valorizzazione di immobili come il Castello sulla scorta di quanto ha immaginato il Comune di Livorno per le Terme del Corallo, magari in sinergia con il capoluogo, e cominciando a studiare un percorso di valorizzazione dell’archeologia industriale che, comunque andranno le cose con Jindal, possa restituire alla città e ai suoi ospiti la storia che l’ha caratterizzata».

«Questo percorso dovrebbe passare da un avvicendamento dell’attuale governance, per abbandonare la strada degli equilibri politici e della “dittatura della maggioranza” in favore di una maggiore collegialità e della necessità di assicurare alla Parchi un’adeguata conduzione basata su effettive professionalità in grado di cogliere obiettivi comuni: tutela, valorizzazione e messa a reddito del patrimonio naturalistico e culturale della Val di Cornia - conclude - e una collaborazione forte con l’Ambito turistico per potenziare il marketing territoriale». —



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