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«Pronti a riaprire i musei in Trentino » Oggi la decisione, sale già attrezzate
Gloria Bertasi
Corriere dell'Alto Adige 15/1/2021

La voglia di riaprire è tanta e all’ordinanza, che dà il via alle visite nei musei, del presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti manca praticamente solo la firma. Ieri, però, quella firma non è potuta arrivare: ancora non c’è la certezza che da oggi il Trentino sarà zona gialla (il governo dovrebbe comunicare questa mattina i nuovi colori alle Regioni). Anzi, contagi e incidenza della pandemia fanno temere il peggio, ossia il passaggio all’arancione, anche se l’ultima parola spetta appunto a Roma. Andasse come tutti sperano e la Provincia autonoma di Trento in giornata venisse dichiarata «gialla» il ritorno dei visitatori nelle sale museali, in tutte nessuna esclusa, sarebbe immediatamente autorizzato.

«Stiamo attendendo l’Rt - dice l’assessore provinciale alla Cultura Mirko Bisesti - Oggi (ieri, ndr) più che mai non abbiamo alcuna certezza, c’è il forte timore di finire in zona arancione, ma speriamo di sbagliarci: fosse così, sabato (domani, ndr) saremo pronti ad inaugurare la mostra al Mart dedicata a Giovanni Boldini, mi piacerebbe essere lì per l’occasione». Mercoledì, nel riferire alla Camera sulla situazione pandemica, il ministro della Salute Roberto Speranza ha preannunciato: «In area gialla si riapriranno i musei come luogo simbolico della cultura del Paese». Una comunicazione che non è sfuggita al presidente del Mart Vittorio Sgarbi, che - contrarissimo alla serrata decisa da Roma - si dice pronto a riaprire nell’istante stesso in cui il governo stabilirà il colore che spetta al Trentino, augurandosi sia giallo. «Siamo pronti - dice - i visitatori potranno godersi le mostre di Caravaggio e di Giovanni Boldini, previa prenotazione sul nostro sito web, inviteremo al rigoroso rispetto delle norme anti-Covid».

Non è ancora chiaro come dovranno essere organizzate le aperture e al momento la Provincia ritiene che il protocollo di sicurezza messo a punto dopo il lockdown sia da ritenersi ancora valido, a meno che non arrivino nuove indicazioni da Roma. Da indiscrezioni di Palazzo Chigi, pare che si voglia rendere obbligatoria la prenotazione. «Qui da noi è già stata introdotta con il protocollo per la riapertura in sicurezza - sottolinea Bisesti - che prevede appunto la prenotazione, l’obbligo di mascherina e distanziamento, il numero ridotto di accessi e la misurazione della temperatura all’ingresso del museo». Le strutture trentine non dovrebbero quindi organizzare nulla di nuovo. Certo che, arrivasse il via libera, le direzioni dei musei dovrebbero subito attrezzarsi: vanno richiamati al lavoro i dipendenti delle cooperative che gestiscono biglietterie e controllo delle sale, come anche il personale addetto alle pulizie. Una corsa contro il tempo che tutti, dal Mart di Rovereto al Muse di Trento, in realtà, non vedono l’ora di poter correre. «Faremo ogni sforzo logistico per assicurare alla nostra comunità visite sicure», sottolinea Michele Lanzinger, direttore del Museo delle scienze dove i visitatori potranno ammirare tre mostre e installazioni artistiche dedicate ad alberi e foreste: «Tree time», inaugurata lo scorso 30 ottobre e dedicata alla costruzione di una «nuova alleanza con la natura» dopo la tragedia di Vaia, «Forest frame - la foresta tra sogno e realtà», a cura del fotografo Maurizio Galimberti al piano nobile di Palazzo delle Albere e «Trees falling in love», da vedere ed ascoltare nel giardino del Muse fino al 31 maggio. Al Mart di Rovereto, invece, oltre a Giovanni Boldini «c’è la mostra di Caravaggio», ricorda Sgarbi.

«Nel caso in cui rientrassimo nei parametri della zona gialla, domani (oggi, ndr ) il presidente firmerebbe l’ordinanza di riapertura e già da sabato tutte le sale museali della Provincia autonoma di Trento potrebbero tornare al lavoro», conclude Bisesti. E mentre il Trentino spera, l’Alto Adige già sa che non ci sono possibilità di un miglioramento nella classificazione nazionale: «I numeri non ci lasciano sperare di diventare a breve gialli - dice Giuliano Vettorato, assessore altoatesino alla Cultura italiana - Prima di febbraio non se ne parla di riaprire, anche se il desiderio sarebbe di aprire presto musei e cinema».



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