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Firenze. I decori più danneggiati ricostruiti in 3D
Chiara Dino
Corriere Fiorentino - 23/1/2021

Ci sono dei piccoli punti dei mosaici realizzati sulle pareti del Battistero a partire dall’inizio del Trecento, che è stato necessario ricostruire ex novo. Ma poiché di queste parti mancanti non esistevano disegni e dunque si è proceduto ipotizzando come fossero in origine, lo si è fatto con una struttura realizzata a computer e stampata in 3D. «Questa base è stata affissa a parete tramite l’ausilio di calamite — spiega Beatrice Agostini direttrice dei restauri musivi e architettonici del complesso parietale del Battistero — perché in qualunque momento si possa facilmente rimuovere. Che l’Opera del Duomo sia per sua natura una fabbriceria sempre in attività lo si evince anche da queste scelte. Chi arriva oggi lascia il testimone a chi verrà domani consentendogli, via via che si affinano le tecniche, di intervenire in maniera sempre più moderna e magari filologicamente più corretta se nel tempo dovessero trovarsi nuovi documenti capace di svelare l’opera come era in origine.

Quello che va sottolineato è che questa tecnica applicata ai mosaici è stata usata qui a Firenze per la prima volta al mondo. Farà dunque scuola anche altrove. Ma come e dove si è lavorato in tal senso? Un esempio visibile a occhio nudo solo a distanza ravvicinata lo si ha in un quadrante che si trova più o meno sopra la Porta Nord dove è raffigurato il profeta Ionas, uno dei dodici profeti minori presenti nel Vecchio Testamento. «Questo mosaico era rimasto pressoché intatto nella parte sinistra — ci fa notare Beatrice Agostini — dove si trovano l’inizio del nome con la I e la O, ma era profondamente danneggiato nella parte destra in corrispondenza delle lettere N, A ed S che concludono il nome. C’era un vecchia integrazione con più rifacimenti sopra. Ma non avevamo la certezza di come fosse l’originale, a quale distanza si trovassero le lettere e come fossero disegnate. Le abbiamo riprodotte seguendo lo stile usato nella grafia dei nomi degli altri profeti ma lo abbiamo fatto su una superfice ricostruita a computer e collegata alla base con calamite rimuovibili in pochi secondi. In questo modo abbiamo ricostruito una lettura omogenea dell’opera ma non ne abbiamo intaccato l’autenticità consentendo. Qualora venisse ritrovato il disegno o qualcuno volesse intervenire con delle modifiche, di farlo facilmente: gli basterà togliere le calamite e procedere in maniera nuova, magari, perché no, avvicinandosi di più all’originale trecentesco.



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