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Napoli. «Ho pagato 100 euro per il Salvator Mundi. L’ho comprato perché ricordava il Volto Santo»
Titti Beneduce
Corriere del Mezzogiorno - Campania 20/1/2021

«Il quadro l’ho comprato una decina di giorni fa a Volla da un rigattiere: mi ricordava il Volto Santo. L’ho pagato cento euro». Così Silvio Vitagliano, il commerciante di 36 anni nella cui casa era nascosto il Salvator Mundi di scuola leonardesca rubato a San Domenico Maggiore, ha spiegato al gip Federica De Bellis la presenza del capolavoro. Al termine dell’udienza di convalida, il giudice ha emesso nei confronti di Vitagliano — che è difeso dall'avvocato Pasquale Di Marzo — un’ordinanza di custodia cautelare concedendogli i domiciliari: non ha ritenuto, infatti, che sussistesse il pericolo di fuga. Il pm Fabio De Cristoforo aveva chiesto la detenzione in carcere.

Vitagliano ha fornito una spiegazione anche per il nascondiglio del dipinto, che era dietro un armadio coperto da un cartone: non lo aveva appeso a una parete perché attendeva di tinteggiare la casa.

Intanto proseguono le indagini sul furto da parte della squadra mobile, che indaga con il coordinamento del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. Secondo l’informatore che ha fornito la notizia della presenza del quadro in casa di Vitagliano, a Ponticelli, era stato un suo parente pregiudicato a chiedergli di tenerlo fino a quando fosse stato venduto. Questa è la pista che si sta seguendo per identificare gli autori del furto, che presumibilmente è stato messo a segno circa un mese fa. Gli investigatori ritengono che il Salvator Mundi sarebbe stato portato all’estero, probabilmente a Dubai; è anche possibile che il furto sia stato commissionato da un collezionista quando è stata diffusa la notizia del suo trasferimento in una delle cappelle della basilica di San Domenico Maggiore.

Il dipinto, copia di un originale di Leonardo da Vinci, era in una sala del museo «Doma» che da molti mesi non veniva aperta a causa della pandemia. Il priore non si era accorto che il dipinto fosse stato trafugato: lo ha informato la polizia sabato scorso, quando il capolavoro è stato ritrovato e preso in custodia con tutte le cautele del caso. Per fortuna non ha subito gravi danni. Certamente qualcuno che ha accesso alla basilica ha aiutato i ladri, quantomeno fornendo loro informazioni precise ma probabilmente procurando anche le chiavi per aprire le porte, che non sono risultate forzate.

Il furto del capolavoro quattrocentesco, come ha sottolineato il procuratore, Giovanni Melillo, nel corso della conferenza stampa, conferma lo stato di fragilità dei monumenti napoletani, che vengono violati con enorme facilità e spogliati di beni di importanza storica e artistica enorme.



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